Dilust
12-05-2009, 18:18
Quanti di voi per decidersi nell'acquisto di un videogioco ricorrono alle recensioni delle riviste o a quelle pubblicate in rete? Penso, una buona parte. Esistono, è vero, altri mezzi che possono indirizzarci nell'acquisto: come le open beta e i demo; ma a volte un demo non è che ti mostra più di tanto e la beta è appunto una beta, non è la versione definitiva...
È a questo punto che un consumatore si rivolge alle pubblicazioni di settore che recensiscono un gioco. Vediamo un po' come è stato trattato il nostro gioco...
In Italia esistono tre riviste cartacee specializzate e innumerevoli editoriali su internet. Esaminiamone alcuni:
Da Giochi per il Mio Computer - aprile 2009
Men of War
La compagnia di Eroi incontra i Commandos
Terzo capitolo di una serie che ci ha già dato Soldiers: Heroes of WWII (2004) e Faces of War (2006), si può dire che Men of War rappresenti il coronamento del lavoro iniziato dagli sviluppatori ucraini di Best Way ormai cinque anni fa.
Definire esattamente il genere di Men of War è un'impresa inaspettatamente difficile. È uno strategico in tempo reale ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, e molti dei suoi elementi ricordano Company of Heroes. È, però, anche un gioco tattico che considera sia l'equipaggiamento trasportato da ogni singolo soldato, sia la possibilità di rimpiazzarlo raccogliendo armi, munizioni e altri oggetti abbandonati dai caduti sul campo di battaglia. È un titolo i cui scenari ci portano, senza soluzione di continuità, dal comandare interi battaglioni, come in CoH, al gestire le azioni di un piccolo manipolo di valorosi in missioni tatticamente tesissime, come nella serie Commandos. Infine, chi lo vuole può assumere il controllo del singolo soldato o del singolo mezzo, e guidarlo in mezzo al caos come in un gioco d'azione in terza persona!
Tutto, sui campi di battaglia di MoW, può essere distrutto e con effetti realistici: barricate colpite da proietti d'artiglieria esplodono e i tronchi che le costituivano ricadono a piggia sul campo di battaglia; carri armati e altri mezzi blindati saltano in aria con torrette che volano e scafi che si ribaltano; altri giganti cingolati sfondano muri di case, facendoli crollare tra detriti e nuvole di polvere. Tutto ciò, da solo, basterebbe ad aggiungere un elemento d'impressionante spettacolarità e realismo a qualsiasi gioco. In MoW, invece, gli effetti della distruzione inflitta sul campo di battaglia sono parte dell'esperienza.
Innanzitutto, nel prendere le sue decisioni tattiche, il giocatore deve imparare a valutare il potere di penetrazione delle varie armi in relazione alle difese disponibili - visto che è, al tempo stesso, stupefacente e scioccante vedere il cannoncino da 20mm di un panzer tedesco fare a pezzi l'apparentemente solida baracca di legno dove avevamo attestato le nostre truppe migliori.. In secondo luogo, resti e detriti diventano a loro volta opportunità di manovra tattica, offrendo spesso ripari inaspettati: se, per esempio, distruggiamo un carro, correre dietro alla sua annerita carcassa può divenire l'occasione inattesa e benvenuta per iniziare un contrattacco, o coprire una zona di fronte prima sguarnita.
MoW, malgrado l'evoluzione cui abbiamo accennato rispetto ai predecessori, non è ancora perfetto. In particolare eredita dal suo predecessore Faces of War la fastidiosa tendenza, in alcuni scenari, a soppiantare problemi strategici chiari con una frenesia artificialmente indotta. Fortunatamente, l'Intelligenza Artificiale che gestisce le nostre truppe nei momenti in cui l'attenzione del giocatore è rivolta altrove è molto buona, e, nei momenti di crisi, i iccoli soldatini sono adeguatamente in grado di di gettarsi a terra, difendersi e contrattaccare anche da soli.
Questo, curiosamente, contrasta con il fatto dche la I.A. dei nemici è invece abbastanza mediocre. La tattica media impiegata dal computer negli scenari più vasti, infatti, consiste nel gettare ondate su ondate di mezzi, uomini ed eventuali rinforzi verso gli obbiettivi, subendo perdite allucinanti nella speranza di sfondare grazie al mero esaurimento della nostra capacità d'attenzione. Ciò rende tali scenari un esercizio nella gestione delle nostre truppe e delle generalmente parch (rispetto al nemico) risorse a loro disposizione, più che una lotta tra strategie rivali.
come risultato, in linea generale, possiamo dire di avere apprezzato le battaglie che coinvolgono pochi uomini e un paio di carri impegnati a conquistare un fazzoletto di terreno importante, piuttosto che le spettacolari, ma impersonali, ricostruzioni dell'assalto a intere città.
Incidentalmente, tali scenari consentono di apprezzare ancora di più il minuzioso livello di dettaglio e realismo offerto da Men of War.
Solo i difetti di cui abbiamo scritto impediscono a questo sorprendente titolo di prendere il massimo dei voti. La serie ha ancora diverse imperfezioni da smussare e rifinire, ma è probabile che la spettacolarità, la vastitàinfinita delle situazioni tattiche e la longevità garantita dall'editor vi faranno passare sopra a molte di tali pecche.
Company of Heroes deve seriamente iniziare a guardarsi le spalle.
IN ITALIANO
Men of War è distribuito nel nostro Paese completamente tradotto in italiano: confezione, manuale, testi e voci. Il doppiaggio, pur non eccezzionale, aiuta a seguire meglio quanto avviene sullo schermo.
Il manuale è appena sufficiente e, purtroppo, non è sostenuto nel gioco da un tutorial adeguato: preparatevi a dover affrontare diversi dubbi e a qualche visita ai forum (ufficiali e non) del gioco.
FRONTI PER TUTTI I GUSTI
Mow è articolato su venticinque missioni che ci portano su altrettanti principali fronti del conflitto: Russia, Creta. Nord Africa (con i tedeschi), Normandia, liberazione della Francia, Germania... Durante le missioni saremo posti alla guida, a turno, degli eserciti alleati, tedeschi e russi. Se, per esempio, avremo imparato a odiare i panzer e la fanteria tedesca durante le violente e disperate battaglie di difesa sul fronte russo, potremo "consolarci" guidando le forze del Reich all'assalto di Creta, o contro gli inglesi nel deserto. Ogni missione è a sua volta suddivisa in "sotto-obbiettivi", che devono essere completati in ordine; quando ciò avviene, è possibile ricevere nuove forze da comandare o anche che la mappa si "apra" rivelando altri territori in cui combattere. Il gioco salva automaticamenteogni volta che un sotto-obbiettivo è completato, ma, in ogni caso, è anche possibile salvare quando si desidera.
BATTAGLIE INFINITE
Men of War è arricchito da un editor di mappe e scenari che mette a disposizione dei fan tutti i contenuti del gioco (veicoli, truppe, edifici, elementi del paesaggio, eccetera). Il programma è incredibilmente completo e consente di realizzare nuove battaglie di complessità e vastità paragonabili a quelle offerte dal gioco. i problemi sono la mancata traduzione di questa utility in italiano e una documentazione non adeguata su come usarla (un vero peccato, dato che, da quanto abbiamo potuto vedere, non si tratta affatto di un programma intuitivo da usare). Attendiamoci, nei prossimi mesi, una produzione di contenuti addizzionali da parte dei fan, con conseguente aumento della già notevole longevità del gioco.
GENERALI A CONFRONTO
Le partite multiplayer vedono, tra gli eserciti disponibili, anche i giapponesi. Al momento in cui andiamo in stampa, i server del gioco non sono ancora molto popolati, ma la nostra breve esperienza mostra come sia il multiplayer il modo migliore di sfruttare al massimo il motore di MoW: le potenzialità tattiche offerte dal gioco vengono esaltate nel momento in cui sono due menti a "giostrare" nel modo migliore di sfruttarle.
GIUDIZIO
Un grande gioco che si posiziona sul confine tra RTS e wargame storico. L'uso di leggi fisiche per simulare il caos e la distruzione della guerra è senza precedenti, Peccato per una giocabilità a tratti troppo frenetica e qualche problema nella struttura degli scenari.
+ Gran numero di nazionalità, veicoli e situazioni
Incredibile motore di leggi fisiche
IA alleata più che discreta
- Alcune missioni troppo frenetiche
Ia dei nemici dubbia
Tutorial e manuale mediocri
Voto 8,5 su 10
Vincenzo Beretta
Da The Games Machine - maggio 2009
Men of War
La seconda guerra mondiale secondo best way, parte terza
Di strategici in tempo reale ne è pieno il mondo. A dirla proprio tutta, quelli ambientati nella seconda guerra mondiale cominciano un pochino a stufare e a risultare ripetitivi, fino a sopraggiunta noia. Tanto di cappello a relic per aver tirato fuori due anni e mezzo or sono un capolavoro come company of heroes- per carità!- ma, per uno che ce la fa, sono troppi ad annegare nel mare della mediocrità e del "già visto". Sebbene men of war parta con buoni propositi, è innegabile che faccia parte di questa seconda categoria sfortunata di prodotti pur bellini, ma incapaci di elevarsi al di sopra del ripetitivo piattume che attanaglia il genere da qualche periodo a questa parte.
TERZO GIRO, TERZO REGALO
Giusto per smentire quanto detto finora, sappiate che lo studio ucraino best way è già autore di due precedenti e più che discreti titoli ad ambientazione bellica: heroes of world war II e il più recente faces of war. E' evidente che l'ambientazione dell' ultimo conflitto mondiale paga, indipendentemente dalla qualità, in un senso o nell'altro. A ogni modo, men of war consente di partecipare a tre campagne distinte nel periodo storico della seconda guerra mondiale. La prima, introduttiva serie di missioni vede protagonisti due soldati russi intenti a respingere l'avanzata tedesca verso mosca, la seconda ha come personaggio principale un giornalista pacifista alleato impegnato nella campagna d'africa, mentre nella terza vestiremo i panni di un soldato tedesco impegnato nel tentativo d'invasione di creta da parte delle forze dell'asse. Nonostante si tratti di tre campagne totalmente slegate l'una dall'altra, è apprezzabile il tentativo di coinvolgere il giocatore per mezzo di personaggi ben delineati e con una vicenda personale parallela agli accadimenti nei diversi teatri storici del conflitto. Ciò nonostante, quello che abbiamo a disposizione è un certo quantitativo di soldati e mezzi differenti, che varia dalle pochissime unità di alcune missioni specifiche a decine di uomini da impegnare in battaglie all'ultimo sangue per la conquista di un avamposto specifico. In qualsiasi situazione ci si ritrovi, si ha a che fare con tutti i clichè del genere al quale men of war appartiene, sena che il gameplay sia contaminato da chissà quali novità di rilievo, se si esclude la presenza di una schermata dell'inventario per le unità (anche corazzate) che, a memoria, non ricordo di aver visto in nessun altro prodotto similare, oltre alla sporadica (ma inutile) possibilità di prendere il diretto controllo del protagonista del momento, gestendone i movimenti e le azioni sul terreno di battaglia, come se ci si trovassimo di fronte al più classico degli action game.
ANONIMO, PERLOPIU'
Le caratteristiche tecniche sbandierate dagli sviluppatori parlano di realismo garantito da algoritmi balistici senza paragoni, calcolo verosimile del comportamento dei veicoli a seconda del terreno, riproduzione delle diverse armi coerente con le controparti reali, e tutta un'altra serie di cosine belle e quantomeno interessanti. Si tratta certamente di un valore aggiunto non di poco conto ma che, all'atto pratico, non sembra palesarsi in maniera determinante sul terreno di gioco. A questa considerazione ne va subito aggiunta una seconda: l'intelligenza artificiale talvolta scricchiola, considerando il comportamento sia delle nostre unità (pathfinding, questo sconosciuto), sia soprattutto di quelle nemiche, che sembrano non avere una via di mezzo tra l'attaccare a testa bassa o mantenere le posizioni senza organizzare la minima offensiva. Peraltro, non so se ho un problema di demenza senile, ma ho trovato men of war particolarmente ostico e un tantino sbilanciato a favore della CPU. Per carità, nulla che generali provetti come voi non possano domare con un po' di pazienza, ma mi è sembrato giusto avvisarvi prima. Un ultimo giro di parole per commentare il comparto estetico, che non eccelle ma nemmeno sfigura. Tenendo la telecamera a debita distanza è possibile apprezzare una buona visione d'insieme del campo di battaglia, mentre avvicinando la visuale si rischia di storcere un po' il naso di fronte alla pochezza di alcune texture, soprattutto per quanto riguarda i cingolati e gli edifici. Per ogni pecca, un vantaggio: men of war riesce a girare più che onestamente anche su sistemi non propriamente di ultimo pelo. Evviva!
IL MULTIPLAYER DAGLI OCCHI A MANDORLA
L'aspetto multiplayer è forse la testata d'angolo sulla quale si basa una certa fetta di divertimento per quanto concerne Men of War. Oltre alle nazioni presenti nelle tre campagne singole, difatti, chi dovesse decidere di cimentarsi col gioco in rete può contare su un nuovo paese da controllare: il Giappone.
Aggiungete a questo il supporto fino a 16 giocatori su server dedicati, con tanto di modalità cooperativa, e vi renderete conto da soli di quanto i ragazzacci di Best Way credano particolarmente in questo aspetto non trascurabile della loro ultima fatica.
GIUDIZIO
Men of war, così come gli altri precedenti lavori di casa best way ambientati nella seconda guerra mondiale, non è un brutto titolo. Purtroppo però non è nemmeno quel capolavoro che possa contendere la palma ai capisaldi del genere. I motivi sono da ricercarsi principalmente in una serie di difetti tecnici e d'intelligenza artificiale che inficiano parzialmente l'esperienza di gioco, oltre alla sensazione costante di avere a che fare con un prodotto anonimo, che non riesce a proporre nulla che non sappia di trito e ritrito fin dalle prime battute. In un periodo dove sul mercato si possono trovare pezzi da novanta del calibro di dawn of war 2 ed empire total war, questa è una mancanza non di poco conto, che relega men of war in quel novero di titoli che vincono ma non convincono. Discreto, nulla più.
+ Buona ricostruzione storica. Personaggi ben caratterizzati.
- NULLA DI INNOVATIVO, TECNICAMENTE POCO INCISIVO.
Voto 67 su 100
Ivan "Kikko" Conte
Da NextGame.it (http://next.videogame.it/men-of-war/73902/)
Men of War
La guerra del secolo: Alleati contro tedeschi nel nuovo strategico di Best Way.
Con due ottimi titoli alle spalle come Soldiers: Heroes of World War II e Faces of War, lo sviluppatore ucraino Best Way si è ritagliato un piccolo posto d'onore nel panorama degli strategici in tempo reale, anche se l'insistenza nel proporre missioni di gioco incentrate solo sulla Seconda Guerra Mondiale, per di più quasi esclusivamente sul fronte europeo, rimane a nostro avviso un limite di un certo peso. Evidentemente però le battaglie tra Alleati e forze dell'Asse non smettono di affascinare gli aspiranti strateghi su PC, che anche in Men of War troveranno tre lunghe campagne ambientate in Europa e in Africa tra il '41 e il '43.
LA GUERRA AFRO-EUROPEA
Nell'ordine dovremo prima fermare le truppe tedesche in marcia verso Mosca comandando le forze sovietiche, poi trasferirci in Algeria e Tunisia nei panni di un contingente Alleato e infine, tra Creta e la Libia, comandare le truppe tedesche in quella passata alla storia come Operazione Mercury, che vide tra l'altro il primo massiccio impiego di truppe aviotrasportate della guerra.
Le campagne prevedono un avanzamento obbligato e quindi non potremo fin da subito giocare a quella tedesca e lo stesso vale per cinque missioni singole, slegate dalla campagna e anch'esse affrontabili solo dopo aver sbloccato le sezioni di gioco precedenti. Diciamo subito che Men of War riprende molto da vicino il concept di Faces of War, proponendo uno strategico incentrato unicamente sulle azioni militari, senza quindi parentesi gestionali-economiche, risorse da raccogliere o edifici da costruire.
Si inizia una missione con un determinato numero di uomini e mezzi e, salvo rari casi in cui otterremo dei rinforzi, la si finisce con le stesse forze in campo. Questo aspetto fa da subito capire come il livello di difficoltà del gioco, già molto alto dai tempi di Soldiers: Heroes of World War II, sia rimasto piuttosto elevato anche per la disparità di truppe, che ci vede quasi sempre in minoranza rispetto alle forze nemiche (soprattutto nella Campagna sul fronte russo).
L'IMPORTANZA DEL SINGOLO
Il gameplay di Men of War si basa soprattutto su una microgestione delle truppe molto accentuata e sulla possibilità di comandare ogni singola unità fin nei minimi dettagli; basti pensare che ogni soldato (ma anche i mezzi militari) è provvisto di un inventario molto articolato e che, sul campo di battaglia, è possibile raccogliere armi e munizioni dai soldati caduti o il carburante necessario per utilizzare un tank.
La principale funzione dell'inventario è quella di utilizzare i medipack e di cambiare l'arma con cui eseguire un attacco e, se una simile gestione può essere affrontata senza problemi quando si hanno poche unità a disposizione, diventa invece molto impegnativa (pure troppo) con un numero ingente di truppe da comandare. Nulla vieta comunque di mandare all'assalto le truppe con la loro arma principale, ma è proprio l'attenzione ai minimi particolari a rendere Men of War uno strategico a suo modo unico e, se si trascura questo fattore, si rischia di rinunciare a uno dei pregi principali del gioco.
L'attenzione alla singola unità si nota anche in alcune missioni di carattere stealth che rimandano chiaramente a Commandos, nonchè in frangenti in cui utilizzare un cecchino o riparare i cingoli di un carro armato, ma ciò non toglie che anche il coordinamento globale delle truppe giochi un ruolo fondamentale sulla scia di un classico come Company of Heroes.
NULLA SI CREA MA TUTTO SI DISTRUGGE
Giocare a Men of War significa anche avere a disposizione mappe forse non vastissime, ma molto dettagliate e ricchissime di elementi geografici e non con cui interagire; fattorie, installazioni militari, vegetazione, colline e alture da sfruttare per un miglior vantaggio di fuoco, corsi d'acqua impossibili da attraversare per i mezzi, ripari di ogni genere dietro cui schierare le unità. Tutto ciò lascia a disposizione un'enorme libertà di movimento e di approccio, anche se in generale la soluzione spesso migliore è quella di mandare avanti i mezzi corazzati e di utilizzare la fanteria ai lati per accerchiare il nemico.
Non pensiate però che sia tutto così facile; tanto per cominciare a livello medio ogni missione (e sono in tutto venticinque) vi porterà via almeno una buona ora di gioco sia per la gestione di ogni minimo dettaglio, sia per l'assenza di rinforzi richiamabili a piacimento e per un ambiente quasi completamente distruttibile che non offre ripari e coperture certe. Il motore grafico proprietario GEM 3 ha infatti permesso di ottenere un elevato grado di realismo fisico e così, in pieno spirito bellico, qualsiasi cosa nello scenario può essere distrutta se si ha a disposizione la necessaria potenza di fuoco. Scordatevi quindi di rimanere al sicuro dietro una semplice staccionata o anche all'interno di un edificio perché la vostra copertura potrebbe saltare da un secondo all'altro e ciò, in un sistema di gioco già così bisognoso di continue attenzioni, non fa altro che rendere la sfida ancor più impegnativa.
LA GUERRA NON è MAI FACILE
Per questo Men of War difficilmente incontrerà i favori dei neofiti del genere; non che il sistema di controllo o di gestione delle unità sia complicato (il tutto risulta anzi molto chiaro e l'interfaccia non dà problemi di sorta), ma bisogna avere molta pazienza per giungere positivamente al termine di ogni singola missione e ogni minimo errore, anche per merito di una buona intelligenza nemica, può costare caro e condurre alla sconfitta in pochi minuti (per fortuna si può salvare liberamente in qualsiasi momento).
Se però si riesce a superare questo ostacolo e qualche magagna a livello grafico (più che altro nel sistema di collisioni), Men of War può dare enormi soddisfazioni e il mix di strategia, missioni stealth e microgestione delle unità si è rivelato davvero ben fatto ed equilibrato, almeno per chi ha già una certa esperienza con gli RTS di Best Way e con Company of Heroes, di cui Men of War riprende anche la centralità del gioco online. Le missioni delle Campagne principali possono infatti essere affrontate in cooperativa, ma non mancano le classiche modalità del genere per sfide fino a sedici giocatori e, se già non vi sono baste le ore del gioco in singolo, l'esperienza di gioco online assicura una longevità di tutto rispetto.
COMMENTO
Se non fosse per un livello di difficoltà molto elevato, che soprattutto nelle ultime missioni sfocia in tratti davvero frustranti, Men of War potrebbe tranquillamente aspirare a miglior strategico in tempo reale di inizio anno. Graficamente accattivante (a parte i brutti filmati di intermezzo), dettagliato e minuzioso all'inverosimile nella microgestione delle unità, solido nel gameplay e dotato di un'efficace intelligenza nemica, il nuovo RTS di Best Way è la conferma di quanto il team ucraino, all'indomani dei già ottimi Soldiers: Heroes of World War II e Faces of War, abbia ulteriormente migliorato la sua formula strategica. Un titolo quindi caldamente consigliato ai fan del genere (meno ai neofiti), che possono trovare, anche in ambito multiplayer e nella cura del design delle mappe, un valido mix tra Commandos e Company of Heroes. E scusate se è poco!
+ Grande libertà di azione
Mappe dettagliate e ricche di elementi
Multiplayer completo
Motore fisico eccellente
Gameplay equilibrato
- A tratti frustrante
Qualche rinforzo in più non avrebbe fatto male
Qualche incertezza grafica nelle collisioni
Filmati di intermezzo poco curati
Francesco Destri - 11/3/2009
Da Multiplayer.it (http://www.multiplayer.it/articolo.php?id=54375)
Men of War
Non sappiamo quanti di voi ricorderanno un gioco di strategia, uscito diversi anni fa, chiamato Soldiers: Heroes of World War II. Si trattava di un titolo strategicamente interessante, con una grafica piuttosto dettagliata che vi permetteva di affrontare il titolo come uno dei più classici strategici in tempo reale, ordinando alle vostre unità la posizione da raggiungere e le azioni da compiere tramite click del mouse, oppure controllando queste direttamente, muovendole con i tasti direzionali, quasi si trattasse di un action in terza persona.
Il risultato era piuttosto interessante e, specialmente per l'epoca, decisamente ben riuscito, ma non raccolse i consensi né di critica, né popolari: questo esperimento riuscì, per una serie di difetti, ad andare ad insoddisfare sia gli amanti degli strategia che quelli dei titoli action, trovandosi una nicchia solo nei cuori dei giocatori più concessivi o di quelli maggiormente attratti dalle innovazioni.
Men of War raccoglie la pesante eredità del primo Soldiers, con il suo bagaglio di critiche, e mira a riproporre le stesse meccaniche di gioco, ma meglio cesellate: riuscirà nell'intento di diffondersi alle masse?
Finalmente qualcosa di realistico
Come detto poco sopra, le meccaniche di gioco sono rimaste pressoché invariate rispetto al predecessore: quello che invece è stato seriamente rivisto è, in primis, l'aspetto estetico del titolo.
Oltre ad aumentare sensibilmente il numero di dettagli di ciascuna mappa di gioco, raggiungendo un livello elevatissimo, gli sviluppatori hanno reso qualsiasi elemento dello scenario completamente distruttibile: questo non è, tuttavia, solo un vezzo o una caratteristica da copertina, quanto piuttosto un qualcosa che andrà seriamente a modificare il come affronterete la vostra missione: distruggere, infatti, tutte le costruzioni presenti nella mappa vi aiuterà sicuramente nella fase offensiva, ma darà uno strepitoso vantaggio ai vostri avversari in una possibile fase difensiva.
Dovrete quindi pianificare con cura tutte le vostre azioni e prevedere, per quanto possibile, anche l'immediato futuro: in Men of War avrete totale libertà di scelta e, per quanto possibile, anche di azione.
A differenza di molti strategici, la tattica migliore non sarà mai quella di annientare l'avversario, quanto piuttosto quella di renderlo inabile al combattimento per poi utilizzare a vostro vantaggio, dopo le debite riparazioni, i suoi mezzi, ed ecco quindi che si inserisce il discorso del realismo, che permea ogni singolo aspetto del titolo di 1C Company: dovrete fare attenzione non solo ai vari calibri delle armi da fuoco, ma specialmente alle zone dove deciderete di colpire i mezzi avversari, visto che un proiettile penetrante, sparato su un cingolo di un carro nemico, lo renderà immobile alla mercé delle vostre unità di fanteria, mentre un colpo diretto nella torretta costringerà l'equipaggio ad uscire, permettendovi di conquistarlo e di riutilizzarlo a vostro vantaggio.
La perfetta interazione tra realismo ed ambiente vi permetterà di improvvisare trappole esplosive sfruttando veicoli abbandonati o di impedire il passaggio del nemico in determinati punti distruggendo strutture ed edifici, così da costringerlo a passare esattamente dove volete voi, il tutto sfruttando solo il vostro ingegno.
Questo è, senza dubbio, l'aspetto migliore di Men of War: per riuscire nelle missioni dovrete mettere sotto torchio i vostri neuroni per cavarvela da situazioni, generalmente, di forte inferiorità numerica e tecnica.
Finalmente qualcosa di impegnativo
Men of War è un gioco che, senza mezzi termini, non perdona: una scelta tattica poco felice o una decisione presa troppo velocemente vi potrebbero rendere tremendamente difficile terminare con successo la missione.
Questo si traduce in un livello di difficoltà e di realismo che raramente ci è capitato di affrontare in un gioco di strategia, cosa che è, senza dubbio, il secondo principale punto di forza di questo titolo: ormai molti dei titoli strategici si sono appiattiti su meccaniche standardizzate, chiedendo all'utente di svolgere le solite azioni di routine, rendendo tutto il gameplay troppo, decisamente troppo semplice.
In questo titolo di 1C Company invece, sarà veramente un evento raro il non dover mai caricare una volta un precedente savegame, anche ai livelli di difficoltà più bassi: senza dubbio questo rappresenta un fortissimo deterrente per il casual gamer, ma offre a tutti i giocatori più seri una sfida veramente ben calibrata ed una conseguente soddisfazione quando riuscirete ad ottenere la disfatta delle truppe nemiche.
Proprio i nemici vantano un'intelligenza artificiale decisamente sopra la media e sarà molto raro riuscire a sorprenderli in errore: bisogna ammettere che i vostri nemici partiranno sempre da una posizione di netto vantaggio, e sapranno velocemente analizzare la posizione dei vostri uomini sul campo di battaglia ed andare ad attaccare il lato più debole, avendo cura di rimanere fuori dalla portato delle vostre armi.
Specialmente nei livelli più avanzati, quando la sfida diventerà veramente molto elevata, abbiamo avuto anche modo di vedere l'IA elaborare attacchi fasulli (e non erano certo script), per cercare di capire quale fosse il punto più debole della nostra formazione, oltre ad articolate manovre di accerchiamento per colpirci sui fianchi.
I difetti
Sfortunatamente, trattandosi comunque di una produzione eseguita con un budget piuttosto ridotto, Men of War presenta alcune pecche particolarmente vistose: prima di tutto, l'impossibilità di ruotare a piacimento la telecamera, che più di una volta vi porterà all'esasperazione, costringendovi a continui aggiustamenti per cercare di ottenere un'inquadratura il più possibile precisa. Subito a ruota segue la scarsissima qualità dei filmati d'intermezzo: non che l'intreccio sia, in qualche modo, interessante, ma dei filmati così mal realizzati fanno tanto pensare che quei video siano stati inseriti solo ed esclusivamente per fare da collegamento tra una missione e l'altra, poco prima di procedere alla masterizzazione della versione finale del gioco: si tratta, ovviamente, di un aspetto secondario, ma che fa saltare immediatamente agli occhi la scarsa disponibilità di denaro su cui hanno potuto contare gli sviluppatori. Da un lato, ci sentiamo di complimentarci con questi per essersi concentrati su elementi importanti, come il gameplay e la grafica, piuttosto che incentrarsi su elementi considerati più secondari, ma dall'altro lato avrebbe sicuramente migliorato la valutazione complessiva, consegnare sul mercato una versione più curata. Non si può, invece, annoverare tra i difetti l'elevata difficoltà delle missioni di gioco: finalmente, dopo anni di RTS piatti, Men of War vi proporrà un livello di sfida decisamente elevato.
Commento
Men of War è un titolo di strategia di nicchia, che sicuramente non raccoglierà un grande successo tra le masse, ma che per gli appassionati, specialmente i fanatici della Seconda Guerra Mondiale, rappresenterà un piccolo, appariscente diamante grezzo. Alcuni problemi di fondo vanno ad inficiare parecchio la giocabilità del titolo e porteranno i più a disinstallare questi titolo, ma per chi avrà la forza di insistere e di guardare oltre questi difetti, siamo sicuri troverà un titolo non solo dall'elevatissima rigiocabilità, ma anche in grado di mettere alla prova, realmente, le abilità del giocatore. Cosa che è, nell'attuale panorama dei videogiochi per PC, piuttosto rara.
Pro
Molto realistico
Impegnativo
Graficamente lodevole
Contro
Non per tutti
Qualche scelta poco felice
Inquadratura fissa
Voto 8 su 10
Stefano Brighenti
Da Games.it (http://www.games.it/pc-games/recensione/men-of-war.html)
Men of War
Lo strategico in tempo reale più bello dell' anno...no, non stiamo scherzando.
La guerra è un vento sociale e politico generalmente di vaste dimensioni che consiste nel confronto armato fra due o più soggetti collettivi significativi. Il termine guerra deriva dalla parola “gwarra” dell’antico alto tedesco, che significa “mischia”. Nel Diritto Internazionale, il termine è stato sostituito subito dopo la seconda guerra mondiale dal più ampio e preciso termine di “conflitto armato”.
DUE UOMINI FANNO LA DIFFERENZA
Mese abbastanza ricco per i giochi di strategia in tempo reale, dopo aver giocato all’ottimo Dawn of War 2, mi appresto a recensire un altro gioco che ha tutte le carte in regola per segnare svariati punti sul tabellone dell’innovazione negli RTS.
Men of War, pubblicato sotto etichetta 1C Company (gli stessi di Cryostasis e Necrovision, anch’essi usciti questo mese), porta sui nostri monitor un prodotto rifinito in ogni dettaglio e che farà la gioia di chi cerca un RTS intelligente e ben congeniato ma capace anche di dare una certa soddisfazione sul piano degli scontri in tempo reale e con una grafica perfettamente al passo con i tempi.
Dopo la veloce installazione, il primo impatto con il gioco ha del sublime e sarà difficile staccare gli occhi dal monitor. A livello storico ci troveremo a cavallo fra il 1939 e il 1945 e la narrazione del gioco (arricchita da veri filmati storici) si dipanerà in svariate missioni che comprenderanno le truppe tedesche, quelle russe e per ultime, quelle degli alleati. La seconda guerra mondiale continua dunque a suscitare il suo fascino e risulta ormai difficile dire con esattezza quanti siano i titoli (e quanti generi) raccontino quel periodo storico.
Come dicevo poco sopra, il genere scelto per rappresentare Men of War è quello degli strategici in tempo reale: avremo dunque la possibilità di ruotare, avvicinare o allontanare la telecamera a nostro piacimento ma potremo anche mantenere una visuale prettamente isometrica della mappa e scorrere lo schermo solamente sull’asse orizzontale. Potremo controllare più unità per volta ma non potremo crearne di nuove come invece accadeva in altri prodotti del genere. Questa scelta si rende piuttosto obbligata sia per quanto riguarda la componente tattica che quella storica: preparatevi dunque ad avere la massima cura di ogni uomo al vostro comando, soprattutto per quanto riguarda i due personaggi principali presenti in ogni campagna (e che se muoiono, porteranno direttamente al game over del titolo). A questo proposito, una delle caratteristiche più carismatiche del gioco è la gestione completa di qualsiasi unità al nostro comando – ogni soldato può affrontare e risolvere determinate azioni e, cosa ancora più importante, ogni uomo avrà un suo inventario dove poter mettere o togliere oggetti che si trovano sul campo di battaglia o nelle tasche dei nemici uccisi. Si, avete letto proprio bene, questa è una trovata che farà felice non solo gli amanti degli RTS ma anche quelli degli RPG visto che gli uomini sotto il nostro comando, saranno tutti una sorta di protagonista a se stante della storia raccontata anche se difficilmente potrete usare un solo uomo per sbaragliare le forze nemiche.
Parliamo delle missioni vere e proprie che saremo chiamati a gestire: principalmente le campagne sono molto lunghe, varie e ben caratterizzate. All’inizio di ogni battaglia ci sarà una voce narrante che racconterà, anche con grande perizia di particolari storici, quello che dovremo affrontare. Sul piano di vista della varietà, credo che lamentarsi sia un verbo che non useremo praticamente mai visto che in Men of War non mi è quasi mai capitato di gestire due situazioni una uguale all’altra. Se consideriamo la presa di posizione di alcune unità, assalti in forze di determinate zone, difese estenuanti del territorio conquistato, infiltrazione nelle basi nemiche (anche in notturna), possibilità di usare mezzi nemici, di creare imboscate o di azioni in modalità furtiva, capirete che di carne al fuoco ne abbiamo veramente in abbondanza. Oltre a questo, sappiate che l’intelligenza artificiale dei nemici è una delle migliori che mi sia capitato di vedere negli RTS recenti. Prima di tutto si potrà scegliere il livello di difficoltà (facile, normale, difficile) e a differenza di altri giochi, la modalità scelta e la tattica con cui i nemici ci affrontano, varia moltissimo – nel livello minimo di difficoltà, difficilmente perderete qualche soldato e anche l’intelligenza dei soldati nemici è scarsa (per fare un esempio, si lasciano crivellare di colpi con troppa facilità e la soddisfazione è minima). Dal livello normale a quello difficile si vede già un miglioramento enorme e sappiate che gestire alcune situazioni più concitate come assalti o demolizione di postazioni anti carro e anti aereo, sarà veramente difficile e i nemici vi renderanno la vita un vero inferno ma anche le soddisfazioni saranno maggiori una volta finita la missione. Altro elemento da tenere a mente sarà la possibilità di visualizzare il campo visivo delle unità, questo non è nuovo per il genere e qui risulta del tutto simile a quello visto in Commandos ma è comunque un opzione necessaria per aggirare alcune truppe o mezzi che ci sbarrano la strada per poi beccarli letteralmente alle spalle.
A livello tattico, sappiate che tutti gli elementi presenti nella mappa si potranno usare a nostro piacimento (ma lo faranno anche le truppe nemiche), quindi preparatevi a usare al 100% quello che vi circonda sia esso riguardi un cespuglio, una staccionata, un mezzo distrutto o una casa diroccata. Nella gestione delle coperture si ha poi un senso totale dell’ambiente di gioco anche grazie alla visualizzazione grafica di come si schiereranno le truppe prima ancora di posizionarle – c’è chi utilizzerà un muretto della casa per stare chinato e sparare, chi si metterà completamente a terra oppure chi sparerà in posizione eretta, semplicemente perfetto. Se qualcuno poi si chiede se il paesaggio, oltre che alla sua fruibilità come riparo, può anche essere distrutto, sappiate che la risposta è positiva. Sia le case che i mezzi possono andare distrutti quindi si ha un ulteriore piano a livello tattico. Per fare un rapido esempio, mi è capitato di schierare qualche uomo dentro una casa per assaltare un convoglio armato, peccato che un blindato mi abbia sparato contro un missile che ha portato alla distruzione dell’edificio e alla morte quasi immediata dei miei uomini. La distruzione viene poi gestita a più livelli, per essere chiari, sappiate che se si tira una bomba a mano contro un carro armato, prima lo vedremo fermarsi con i cingoli distrutti poi noteremo la sua scocca annerirsi e infine saltare in aria e rimanere praticamente solo come carcassa fumante. Questa scelta aggiunge un tocco ulteriore al realismo del gioco ma sappiate che tutti i mezzi potranno anche essere riparati se subiranno troppi danni, ovviamente una volta che sono distrutti ci sarà poco da fare ma è comunque bello sapere che se si danneggia leggermente un carro armato o un mezzo che ci serve a qualche scopo, lo si potrà anche riportare alla vita in qualche minuto di riparazione (azione che potrà essere eseguita solamente da uno dei due personaggi principali quindi difendetelo a dovere o avrete la sua morte sulla coscienza).
Per ultimo (in verità di cose da dire ne avrei ancora ma lascio anche la scoperta al giocatore), sappiate che quasi ogni mezzo disporrà anche di più armi da usare sul campo di battaglia e non mi riferisco solamente all’uso della mitragliatrice o del cannone per il carro armato, semi cingolato, jeep e altri mezzi presenti nelle mappe ma proprio alla scelta delle munizioni per affrontare i nemici a medio o a corto raggio. Se da una parte potremo avere a disposizione un mezzo veloce per sferrare un attacco lampo a qualche unità, cambiando semplicemente le munizioni della torretta, potremo considerare anche l’opzione di rimanere fermi (di modo da evitare che ci venga distrutto il mezzo) per sferrare un attacco dalla distanza ma falciando comunque le unità nemiche.
GRAFICA E AUDIO ESPLOSIVO
Dal titolo del paragrafo si capisce subito cosa ne penso del comparto tecnico e audio.
In verità, anche se il comparto tecnico è veramente eccezionale, c’è da dire che le richieste hardware per far girare il tutto al massimo, saranno esose e in computer meno performanti ci dovrà essere per forza una taratura delle opzioni grafiche, pena qualche rallentamento di troppo che risulterebbe veramente irritante. Il motore che muove il tutto è ricco di dettagli e le texture si alternano a palette cromatiche molto varie che vanno da colori molto accesi e vivaci fino a soluzioni più scure e sporche, soprattutto per i mezzi o gli edifici distrutti. Questi particolari si notano moltissimo quando avremo una visuale abbastanza ravvicinata della mappa ma anche dall’alto, l’occhio si esalta per la bellezza dei dettagli che difficilmente si perdono anche con un effetto nebbia che alcune volte delimita il campo di gioco (usato per alleggerire il carico di calcolo). Gli effetti speciali non possono che essere spremuti al massimo e anche qui ci saranno dei tocchi di classe che, oltre al livello visivo, si implementeranno a meraviglia con il campo di gioco: avremo dunque alberi che si incendiano (altra componente tattica), esplosioni che alzeranno fumo e detriti, ghiaccio che andrà in frantumi con granate e colpi di mortaio, polvere che segnerà il passaggio dei mezzi e cosi via. Sinceramente, trovare dei punti negativi in questa produzione è assai difficile perché il gioco ha del certosino come non mai. In sincerità ho avuto qualche crash durante la visualizzazione di molte unità a monitor e ho anche riscontrato qualche pop-up delle texture (sparizione di case distrutte o anche di soldati) durante il passaggio di alcuni mezzi ma sono problemi che vi capiteranno una o due volte in tutto e che non preoccupano proprio per nulla.
Per quanto riguarda le animazioni, anche qui non ci si può proprio lamentare, tutto è fluido e raramente mi è capitato di vedere qualche legnosità nei movimenti dei soldati. Oltre a questo, è stupendo vedere i soldati che salgono sui mezzi o che ne fanno uso come copertura. Per quanto riguarda la modellazione del territorio e dei mezzi, preferisco non sprecare caratteri e lasciare la parola alla visione delle foto a corredo dell’articolo, comunque siamo da bava alla bocca.
Eccezionale anche il sonoro, specie nei rumori dei mezzi e delle armi, che paiono campionati da oggetti reali. Se disponete di un impianto surround 5.1, preparatevi alle lamentele del vicino di casa perché il fischio delle pallottole o l’esplosione delle granate o dei mezzi, potrebbe dar fastidio a qualcuno e far credere che ci sia una guerra vera e propria nella vostra stanza. Scherzi a parte, sentire la differenza del motore di un corazzato 223 o di un carro armato pesante kv-1 ( se non mi credete, andate su youtube, ascoltate il loro suono e poi tornate a giocare) non è da tutti e per questi particolari il gioco si innalza verso l’olimpo del genere strategico. Le musiche sono incalzanti, epiche e orchestrate divinamente…
SERVE AGGIUNGERE ALTRO?
Men of War è un gioco che per me rasenta la perfezione.
Difficile criticare un titolo del genere perché ha poche cose negative di cui parlare: graficamente è stupendo, la gestione delle truppe è perfetta, l’intelligenza artificiale si attesta su livelli di tutto punto e in modalità difficile, vi darà parecchie gatte da pelare. Il gioco è uno degli strategici in tempo reale più curati del 2009 e difficilmente metterò le mani su un altro titolo del genere (anche Dawn of War 2 in confronto mi sembra un giochino passabile ora che ho provato questo). Serve aggiungere altro? Assolutamente no.
Votazione finale: 93/100
16 marzo 2009
Articolo di: Stefania Salvi
Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino
Da everyeye.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47298#p47270) - 8.5 su 10
Da gamesvillage.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47218) - 6 su 10
Da Gamesurf (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47332) - 8 su 10
Da Gamestar.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47333) - 78 su 100
Da Guide Da.Da Supereva.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=50504#p50502) - 9 su 10
Da ETmagazine (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=50504#p50504) - 69 su 100
Da Game (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51547) - 79 su 100
Da Playing.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51548) - 8.1 su 10
Da Gamefun (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51550) - 7 su 10
Da Iniziopartita (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&start=20#p56522) - 80 su 100
Voi cosa ne pensate?
Se poi avete altre recensioni da sottoporre aggiungetele alla discussione.
È a questo punto che un consumatore si rivolge alle pubblicazioni di settore che recensiscono un gioco. Vediamo un po' come è stato trattato il nostro gioco...
In Italia esistono tre riviste cartacee specializzate e innumerevoli editoriali su internet. Esaminiamone alcuni:
Da Giochi per il Mio Computer - aprile 2009
Men of War
La compagnia di Eroi incontra i Commandos
Terzo capitolo di una serie che ci ha già dato Soldiers: Heroes of WWII (2004) e Faces of War (2006), si può dire che Men of War rappresenti il coronamento del lavoro iniziato dagli sviluppatori ucraini di Best Way ormai cinque anni fa.
Definire esattamente il genere di Men of War è un'impresa inaspettatamente difficile. È uno strategico in tempo reale ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, e molti dei suoi elementi ricordano Company of Heroes. È, però, anche un gioco tattico che considera sia l'equipaggiamento trasportato da ogni singolo soldato, sia la possibilità di rimpiazzarlo raccogliendo armi, munizioni e altri oggetti abbandonati dai caduti sul campo di battaglia. È un titolo i cui scenari ci portano, senza soluzione di continuità, dal comandare interi battaglioni, come in CoH, al gestire le azioni di un piccolo manipolo di valorosi in missioni tatticamente tesissime, come nella serie Commandos. Infine, chi lo vuole può assumere il controllo del singolo soldato o del singolo mezzo, e guidarlo in mezzo al caos come in un gioco d'azione in terza persona!
Tutto, sui campi di battaglia di MoW, può essere distrutto e con effetti realistici: barricate colpite da proietti d'artiglieria esplodono e i tronchi che le costituivano ricadono a piggia sul campo di battaglia; carri armati e altri mezzi blindati saltano in aria con torrette che volano e scafi che si ribaltano; altri giganti cingolati sfondano muri di case, facendoli crollare tra detriti e nuvole di polvere. Tutto ciò, da solo, basterebbe ad aggiungere un elemento d'impressionante spettacolarità e realismo a qualsiasi gioco. In MoW, invece, gli effetti della distruzione inflitta sul campo di battaglia sono parte dell'esperienza.
Innanzitutto, nel prendere le sue decisioni tattiche, il giocatore deve imparare a valutare il potere di penetrazione delle varie armi in relazione alle difese disponibili - visto che è, al tempo stesso, stupefacente e scioccante vedere il cannoncino da 20mm di un panzer tedesco fare a pezzi l'apparentemente solida baracca di legno dove avevamo attestato le nostre truppe migliori.. In secondo luogo, resti e detriti diventano a loro volta opportunità di manovra tattica, offrendo spesso ripari inaspettati: se, per esempio, distruggiamo un carro, correre dietro alla sua annerita carcassa può divenire l'occasione inattesa e benvenuta per iniziare un contrattacco, o coprire una zona di fronte prima sguarnita.
MoW, malgrado l'evoluzione cui abbiamo accennato rispetto ai predecessori, non è ancora perfetto. In particolare eredita dal suo predecessore Faces of War la fastidiosa tendenza, in alcuni scenari, a soppiantare problemi strategici chiari con una frenesia artificialmente indotta. Fortunatamente, l'Intelligenza Artificiale che gestisce le nostre truppe nei momenti in cui l'attenzione del giocatore è rivolta altrove è molto buona, e, nei momenti di crisi, i iccoli soldatini sono adeguatamente in grado di di gettarsi a terra, difendersi e contrattaccare anche da soli.
Questo, curiosamente, contrasta con il fatto dche la I.A. dei nemici è invece abbastanza mediocre. La tattica media impiegata dal computer negli scenari più vasti, infatti, consiste nel gettare ondate su ondate di mezzi, uomini ed eventuali rinforzi verso gli obbiettivi, subendo perdite allucinanti nella speranza di sfondare grazie al mero esaurimento della nostra capacità d'attenzione. Ciò rende tali scenari un esercizio nella gestione delle nostre truppe e delle generalmente parch (rispetto al nemico) risorse a loro disposizione, più che una lotta tra strategie rivali.
come risultato, in linea generale, possiamo dire di avere apprezzato le battaglie che coinvolgono pochi uomini e un paio di carri impegnati a conquistare un fazzoletto di terreno importante, piuttosto che le spettacolari, ma impersonali, ricostruzioni dell'assalto a intere città.
Incidentalmente, tali scenari consentono di apprezzare ancora di più il minuzioso livello di dettaglio e realismo offerto da Men of War.
Solo i difetti di cui abbiamo scritto impediscono a questo sorprendente titolo di prendere il massimo dei voti. La serie ha ancora diverse imperfezioni da smussare e rifinire, ma è probabile che la spettacolarità, la vastitàinfinita delle situazioni tattiche e la longevità garantita dall'editor vi faranno passare sopra a molte di tali pecche.
Company of Heroes deve seriamente iniziare a guardarsi le spalle.
IN ITALIANO
Men of War è distribuito nel nostro Paese completamente tradotto in italiano: confezione, manuale, testi e voci. Il doppiaggio, pur non eccezzionale, aiuta a seguire meglio quanto avviene sullo schermo.
Il manuale è appena sufficiente e, purtroppo, non è sostenuto nel gioco da un tutorial adeguato: preparatevi a dover affrontare diversi dubbi e a qualche visita ai forum (ufficiali e non) del gioco.
FRONTI PER TUTTI I GUSTI
Mow è articolato su venticinque missioni che ci portano su altrettanti principali fronti del conflitto: Russia, Creta. Nord Africa (con i tedeschi), Normandia, liberazione della Francia, Germania... Durante le missioni saremo posti alla guida, a turno, degli eserciti alleati, tedeschi e russi. Se, per esempio, avremo imparato a odiare i panzer e la fanteria tedesca durante le violente e disperate battaglie di difesa sul fronte russo, potremo "consolarci" guidando le forze del Reich all'assalto di Creta, o contro gli inglesi nel deserto. Ogni missione è a sua volta suddivisa in "sotto-obbiettivi", che devono essere completati in ordine; quando ciò avviene, è possibile ricevere nuove forze da comandare o anche che la mappa si "apra" rivelando altri territori in cui combattere. Il gioco salva automaticamenteogni volta che un sotto-obbiettivo è completato, ma, in ogni caso, è anche possibile salvare quando si desidera.
BATTAGLIE INFINITE
Men of War è arricchito da un editor di mappe e scenari che mette a disposizione dei fan tutti i contenuti del gioco (veicoli, truppe, edifici, elementi del paesaggio, eccetera). Il programma è incredibilmente completo e consente di realizzare nuove battaglie di complessità e vastità paragonabili a quelle offerte dal gioco. i problemi sono la mancata traduzione di questa utility in italiano e una documentazione non adeguata su come usarla (un vero peccato, dato che, da quanto abbiamo potuto vedere, non si tratta affatto di un programma intuitivo da usare). Attendiamoci, nei prossimi mesi, una produzione di contenuti addizzionali da parte dei fan, con conseguente aumento della già notevole longevità del gioco.
GENERALI A CONFRONTO
Le partite multiplayer vedono, tra gli eserciti disponibili, anche i giapponesi. Al momento in cui andiamo in stampa, i server del gioco non sono ancora molto popolati, ma la nostra breve esperienza mostra come sia il multiplayer il modo migliore di sfruttare al massimo il motore di MoW: le potenzialità tattiche offerte dal gioco vengono esaltate nel momento in cui sono due menti a "giostrare" nel modo migliore di sfruttarle.
GIUDIZIO
Un grande gioco che si posiziona sul confine tra RTS e wargame storico. L'uso di leggi fisiche per simulare il caos e la distruzione della guerra è senza precedenti, Peccato per una giocabilità a tratti troppo frenetica e qualche problema nella struttura degli scenari.
+ Gran numero di nazionalità, veicoli e situazioni
Incredibile motore di leggi fisiche
IA alleata più che discreta
- Alcune missioni troppo frenetiche
Ia dei nemici dubbia
Tutorial e manuale mediocri
Voto 8,5 su 10
Vincenzo Beretta
Da The Games Machine - maggio 2009
Men of War
La seconda guerra mondiale secondo best way, parte terza
Di strategici in tempo reale ne è pieno il mondo. A dirla proprio tutta, quelli ambientati nella seconda guerra mondiale cominciano un pochino a stufare e a risultare ripetitivi, fino a sopraggiunta noia. Tanto di cappello a relic per aver tirato fuori due anni e mezzo or sono un capolavoro come company of heroes- per carità!- ma, per uno che ce la fa, sono troppi ad annegare nel mare della mediocrità e del "già visto". Sebbene men of war parta con buoni propositi, è innegabile che faccia parte di questa seconda categoria sfortunata di prodotti pur bellini, ma incapaci di elevarsi al di sopra del ripetitivo piattume che attanaglia il genere da qualche periodo a questa parte.
TERZO GIRO, TERZO REGALO
Giusto per smentire quanto detto finora, sappiate che lo studio ucraino best way è già autore di due precedenti e più che discreti titoli ad ambientazione bellica: heroes of world war II e il più recente faces of war. E' evidente che l'ambientazione dell' ultimo conflitto mondiale paga, indipendentemente dalla qualità, in un senso o nell'altro. A ogni modo, men of war consente di partecipare a tre campagne distinte nel periodo storico della seconda guerra mondiale. La prima, introduttiva serie di missioni vede protagonisti due soldati russi intenti a respingere l'avanzata tedesca verso mosca, la seconda ha come personaggio principale un giornalista pacifista alleato impegnato nella campagna d'africa, mentre nella terza vestiremo i panni di un soldato tedesco impegnato nel tentativo d'invasione di creta da parte delle forze dell'asse. Nonostante si tratti di tre campagne totalmente slegate l'una dall'altra, è apprezzabile il tentativo di coinvolgere il giocatore per mezzo di personaggi ben delineati e con una vicenda personale parallela agli accadimenti nei diversi teatri storici del conflitto. Ciò nonostante, quello che abbiamo a disposizione è un certo quantitativo di soldati e mezzi differenti, che varia dalle pochissime unità di alcune missioni specifiche a decine di uomini da impegnare in battaglie all'ultimo sangue per la conquista di un avamposto specifico. In qualsiasi situazione ci si ritrovi, si ha a che fare con tutti i clichè del genere al quale men of war appartiene, sena che il gameplay sia contaminato da chissà quali novità di rilievo, se si esclude la presenza di una schermata dell'inventario per le unità (anche corazzate) che, a memoria, non ricordo di aver visto in nessun altro prodotto similare, oltre alla sporadica (ma inutile) possibilità di prendere il diretto controllo del protagonista del momento, gestendone i movimenti e le azioni sul terreno di battaglia, come se ci si trovassimo di fronte al più classico degli action game.
ANONIMO, PERLOPIU'
Le caratteristiche tecniche sbandierate dagli sviluppatori parlano di realismo garantito da algoritmi balistici senza paragoni, calcolo verosimile del comportamento dei veicoli a seconda del terreno, riproduzione delle diverse armi coerente con le controparti reali, e tutta un'altra serie di cosine belle e quantomeno interessanti. Si tratta certamente di un valore aggiunto non di poco conto ma che, all'atto pratico, non sembra palesarsi in maniera determinante sul terreno di gioco. A questa considerazione ne va subito aggiunta una seconda: l'intelligenza artificiale talvolta scricchiola, considerando il comportamento sia delle nostre unità (pathfinding, questo sconosciuto), sia soprattutto di quelle nemiche, che sembrano non avere una via di mezzo tra l'attaccare a testa bassa o mantenere le posizioni senza organizzare la minima offensiva. Peraltro, non so se ho un problema di demenza senile, ma ho trovato men of war particolarmente ostico e un tantino sbilanciato a favore della CPU. Per carità, nulla che generali provetti come voi non possano domare con un po' di pazienza, ma mi è sembrato giusto avvisarvi prima. Un ultimo giro di parole per commentare il comparto estetico, che non eccelle ma nemmeno sfigura. Tenendo la telecamera a debita distanza è possibile apprezzare una buona visione d'insieme del campo di battaglia, mentre avvicinando la visuale si rischia di storcere un po' il naso di fronte alla pochezza di alcune texture, soprattutto per quanto riguarda i cingolati e gli edifici. Per ogni pecca, un vantaggio: men of war riesce a girare più che onestamente anche su sistemi non propriamente di ultimo pelo. Evviva!
IL MULTIPLAYER DAGLI OCCHI A MANDORLA
L'aspetto multiplayer è forse la testata d'angolo sulla quale si basa una certa fetta di divertimento per quanto concerne Men of War. Oltre alle nazioni presenti nelle tre campagne singole, difatti, chi dovesse decidere di cimentarsi col gioco in rete può contare su un nuovo paese da controllare: il Giappone.
Aggiungete a questo il supporto fino a 16 giocatori su server dedicati, con tanto di modalità cooperativa, e vi renderete conto da soli di quanto i ragazzacci di Best Way credano particolarmente in questo aspetto non trascurabile della loro ultima fatica.
GIUDIZIO
Men of war, così come gli altri precedenti lavori di casa best way ambientati nella seconda guerra mondiale, non è un brutto titolo. Purtroppo però non è nemmeno quel capolavoro che possa contendere la palma ai capisaldi del genere. I motivi sono da ricercarsi principalmente in una serie di difetti tecnici e d'intelligenza artificiale che inficiano parzialmente l'esperienza di gioco, oltre alla sensazione costante di avere a che fare con un prodotto anonimo, che non riesce a proporre nulla che non sappia di trito e ritrito fin dalle prime battute. In un periodo dove sul mercato si possono trovare pezzi da novanta del calibro di dawn of war 2 ed empire total war, questa è una mancanza non di poco conto, che relega men of war in quel novero di titoli che vincono ma non convincono. Discreto, nulla più.
+ Buona ricostruzione storica. Personaggi ben caratterizzati.
- NULLA DI INNOVATIVO, TECNICAMENTE POCO INCISIVO.
Voto 67 su 100
Ivan "Kikko" Conte
Da NextGame.it (http://next.videogame.it/men-of-war/73902/)
Men of War
La guerra del secolo: Alleati contro tedeschi nel nuovo strategico di Best Way.
Con due ottimi titoli alle spalle come Soldiers: Heroes of World War II e Faces of War, lo sviluppatore ucraino Best Way si è ritagliato un piccolo posto d'onore nel panorama degli strategici in tempo reale, anche se l'insistenza nel proporre missioni di gioco incentrate solo sulla Seconda Guerra Mondiale, per di più quasi esclusivamente sul fronte europeo, rimane a nostro avviso un limite di un certo peso. Evidentemente però le battaglie tra Alleati e forze dell'Asse non smettono di affascinare gli aspiranti strateghi su PC, che anche in Men of War troveranno tre lunghe campagne ambientate in Europa e in Africa tra il '41 e il '43.
LA GUERRA AFRO-EUROPEA
Nell'ordine dovremo prima fermare le truppe tedesche in marcia verso Mosca comandando le forze sovietiche, poi trasferirci in Algeria e Tunisia nei panni di un contingente Alleato e infine, tra Creta e la Libia, comandare le truppe tedesche in quella passata alla storia come Operazione Mercury, che vide tra l'altro il primo massiccio impiego di truppe aviotrasportate della guerra.
Le campagne prevedono un avanzamento obbligato e quindi non potremo fin da subito giocare a quella tedesca e lo stesso vale per cinque missioni singole, slegate dalla campagna e anch'esse affrontabili solo dopo aver sbloccato le sezioni di gioco precedenti. Diciamo subito che Men of War riprende molto da vicino il concept di Faces of War, proponendo uno strategico incentrato unicamente sulle azioni militari, senza quindi parentesi gestionali-economiche, risorse da raccogliere o edifici da costruire.
Si inizia una missione con un determinato numero di uomini e mezzi e, salvo rari casi in cui otterremo dei rinforzi, la si finisce con le stesse forze in campo. Questo aspetto fa da subito capire come il livello di difficoltà del gioco, già molto alto dai tempi di Soldiers: Heroes of World War II, sia rimasto piuttosto elevato anche per la disparità di truppe, che ci vede quasi sempre in minoranza rispetto alle forze nemiche (soprattutto nella Campagna sul fronte russo).
L'IMPORTANZA DEL SINGOLO
Il gameplay di Men of War si basa soprattutto su una microgestione delle truppe molto accentuata e sulla possibilità di comandare ogni singola unità fin nei minimi dettagli; basti pensare che ogni soldato (ma anche i mezzi militari) è provvisto di un inventario molto articolato e che, sul campo di battaglia, è possibile raccogliere armi e munizioni dai soldati caduti o il carburante necessario per utilizzare un tank.
La principale funzione dell'inventario è quella di utilizzare i medipack e di cambiare l'arma con cui eseguire un attacco e, se una simile gestione può essere affrontata senza problemi quando si hanno poche unità a disposizione, diventa invece molto impegnativa (pure troppo) con un numero ingente di truppe da comandare. Nulla vieta comunque di mandare all'assalto le truppe con la loro arma principale, ma è proprio l'attenzione ai minimi particolari a rendere Men of War uno strategico a suo modo unico e, se si trascura questo fattore, si rischia di rinunciare a uno dei pregi principali del gioco.
L'attenzione alla singola unità si nota anche in alcune missioni di carattere stealth che rimandano chiaramente a Commandos, nonchè in frangenti in cui utilizzare un cecchino o riparare i cingoli di un carro armato, ma ciò non toglie che anche il coordinamento globale delle truppe giochi un ruolo fondamentale sulla scia di un classico come Company of Heroes.
NULLA SI CREA MA TUTTO SI DISTRUGGE
Giocare a Men of War significa anche avere a disposizione mappe forse non vastissime, ma molto dettagliate e ricchissime di elementi geografici e non con cui interagire; fattorie, installazioni militari, vegetazione, colline e alture da sfruttare per un miglior vantaggio di fuoco, corsi d'acqua impossibili da attraversare per i mezzi, ripari di ogni genere dietro cui schierare le unità. Tutto ciò lascia a disposizione un'enorme libertà di movimento e di approccio, anche se in generale la soluzione spesso migliore è quella di mandare avanti i mezzi corazzati e di utilizzare la fanteria ai lati per accerchiare il nemico.
Non pensiate però che sia tutto così facile; tanto per cominciare a livello medio ogni missione (e sono in tutto venticinque) vi porterà via almeno una buona ora di gioco sia per la gestione di ogni minimo dettaglio, sia per l'assenza di rinforzi richiamabili a piacimento e per un ambiente quasi completamente distruttibile che non offre ripari e coperture certe. Il motore grafico proprietario GEM 3 ha infatti permesso di ottenere un elevato grado di realismo fisico e così, in pieno spirito bellico, qualsiasi cosa nello scenario può essere distrutta se si ha a disposizione la necessaria potenza di fuoco. Scordatevi quindi di rimanere al sicuro dietro una semplice staccionata o anche all'interno di un edificio perché la vostra copertura potrebbe saltare da un secondo all'altro e ciò, in un sistema di gioco già così bisognoso di continue attenzioni, non fa altro che rendere la sfida ancor più impegnativa.
LA GUERRA NON è MAI FACILE
Per questo Men of War difficilmente incontrerà i favori dei neofiti del genere; non che il sistema di controllo o di gestione delle unità sia complicato (il tutto risulta anzi molto chiaro e l'interfaccia non dà problemi di sorta), ma bisogna avere molta pazienza per giungere positivamente al termine di ogni singola missione e ogni minimo errore, anche per merito di una buona intelligenza nemica, può costare caro e condurre alla sconfitta in pochi minuti (per fortuna si può salvare liberamente in qualsiasi momento).
Se però si riesce a superare questo ostacolo e qualche magagna a livello grafico (più che altro nel sistema di collisioni), Men of War può dare enormi soddisfazioni e il mix di strategia, missioni stealth e microgestione delle unità si è rivelato davvero ben fatto ed equilibrato, almeno per chi ha già una certa esperienza con gli RTS di Best Way e con Company of Heroes, di cui Men of War riprende anche la centralità del gioco online. Le missioni delle Campagne principali possono infatti essere affrontate in cooperativa, ma non mancano le classiche modalità del genere per sfide fino a sedici giocatori e, se già non vi sono baste le ore del gioco in singolo, l'esperienza di gioco online assicura una longevità di tutto rispetto.
COMMENTO
Se non fosse per un livello di difficoltà molto elevato, che soprattutto nelle ultime missioni sfocia in tratti davvero frustranti, Men of War potrebbe tranquillamente aspirare a miglior strategico in tempo reale di inizio anno. Graficamente accattivante (a parte i brutti filmati di intermezzo), dettagliato e minuzioso all'inverosimile nella microgestione delle unità, solido nel gameplay e dotato di un'efficace intelligenza nemica, il nuovo RTS di Best Way è la conferma di quanto il team ucraino, all'indomani dei già ottimi Soldiers: Heroes of World War II e Faces of War, abbia ulteriormente migliorato la sua formula strategica. Un titolo quindi caldamente consigliato ai fan del genere (meno ai neofiti), che possono trovare, anche in ambito multiplayer e nella cura del design delle mappe, un valido mix tra Commandos e Company of Heroes. E scusate se è poco!
+ Grande libertà di azione
Mappe dettagliate e ricche di elementi
Multiplayer completo
Motore fisico eccellente
Gameplay equilibrato
- A tratti frustrante
Qualche rinforzo in più non avrebbe fatto male
Qualche incertezza grafica nelle collisioni
Filmati di intermezzo poco curati
Francesco Destri - 11/3/2009
Da Multiplayer.it (http://www.multiplayer.it/articolo.php?id=54375)
Men of War
Non sappiamo quanti di voi ricorderanno un gioco di strategia, uscito diversi anni fa, chiamato Soldiers: Heroes of World War II. Si trattava di un titolo strategicamente interessante, con una grafica piuttosto dettagliata che vi permetteva di affrontare il titolo come uno dei più classici strategici in tempo reale, ordinando alle vostre unità la posizione da raggiungere e le azioni da compiere tramite click del mouse, oppure controllando queste direttamente, muovendole con i tasti direzionali, quasi si trattasse di un action in terza persona.
Il risultato era piuttosto interessante e, specialmente per l'epoca, decisamente ben riuscito, ma non raccolse i consensi né di critica, né popolari: questo esperimento riuscì, per una serie di difetti, ad andare ad insoddisfare sia gli amanti degli strategia che quelli dei titoli action, trovandosi una nicchia solo nei cuori dei giocatori più concessivi o di quelli maggiormente attratti dalle innovazioni.
Men of War raccoglie la pesante eredità del primo Soldiers, con il suo bagaglio di critiche, e mira a riproporre le stesse meccaniche di gioco, ma meglio cesellate: riuscirà nell'intento di diffondersi alle masse?
Finalmente qualcosa di realistico
Come detto poco sopra, le meccaniche di gioco sono rimaste pressoché invariate rispetto al predecessore: quello che invece è stato seriamente rivisto è, in primis, l'aspetto estetico del titolo.
Oltre ad aumentare sensibilmente il numero di dettagli di ciascuna mappa di gioco, raggiungendo un livello elevatissimo, gli sviluppatori hanno reso qualsiasi elemento dello scenario completamente distruttibile: questo non è, tuttavia, solo un vezzo o una caratteristica da copertina, quanto piuttosto un qualcosa che andrà seriamente a modificare il come affronterete la vostra missione: distruggere, infatti, tutte le costruzioni presenti nella mappa vi aiuterà sicuramente nella fase offensiva, ma darà uno strepitoso vantaggio ai vostri avversari in una possibile fase difensiva.
Dovrete quindi pianificare con cura tutte le vostre azioni e prevedere, per quanto possibile, anche l'immediato futuro: in Men of War avrete totale libertà di scelta e, per quanto possibile, anche di azione.
A differenza di molti strategici, la tattica migliore non sarà mai quella di annientare l'avversario, quanto piuttosto quella di renderlo inabile al combattimento per poi utilizzare a vostro vantaggio, dopo le debite riparazioni, i suoi mezzi, ed ecco quindi che si inserisce il discorso del realismo, che permea ogni singolo aspetto del titolo di 1C Company: dovrete fare attenzione non solo ai vari calibri delle armi da fuoco, ma specialmente alle zone dove deciderete di colpire i mezzi avversari, visto che un proiettile penetrante, sparato su un cingolo di un carro nemico, lo renderà immobile alla mercé delle vostre unità di fanteria, mentre un colpo diretto nella torretta costringerà l'equipaggio ad uscire, permettendovi di conquistarlo e di riutilizzarlo a vostro vantaggio.
La perfetta interazione tra realismo ed ambiente vi permetterà di improvvisare trappole esplosive sfruttando veicoli abbandonati o di impedire il passaggio del nemico in determinati punti distruggendo strutture ed edifici, così da costringerlo a passare esattamente dove volete voi, il tutto sfruttando solo il vostro ingegno.
Questo è, senza dubbio, l'aspetto migliore di Men of War: per riuscire nelle missioni dovrete mettere sotto torchio i vostri neuroni per cavarvela da situazioni, generalmente, di forte inferiorità numerica e tecnica.
Finalmente qualcosa di impegnativo
Men of War è un gioco che, senza mezzi termini, non perdona: una scelta tattica poco felice o una decisione presa troppo velocemente vi potrebbero rendere tremendamente difficile terminare con successo la missione.
Questo si traduce in un livello di difficoltà e di realismo che raramente ci è capitato di affrontare in un gioco di strategia, cosa che è, senza dubbio, il secondo principale punto di forza di questo titolo: ormai molti dei titoli strategici si sono appiattiti su meccaniche standardizzate, chiedendo all'utente di svolgere le solite azioni di routine, rendendo tutto il gameplay troppo, decisamente troppo semplice.
In questo titolo di 1C Company invece, sarà veramente un evento raro il non dover mai caricare una volta un precedente savegame, anche ai livelli di difficoltà più bassi: senza dubbio questo rappresenta un fortissimo deterrente per il casual gamer, ma offre a tutti i giocatori più seri una sfida veramente ben calibrata ed una conseguente soddisfazione quando riuscirete ad ottenere la disfatta delle truppe nemiche.
Proprio i nemici vantano un'intelligenza artificiale decisamente sopra la media e sarà molto raro riuscire a sorprenderli in errore: bisogna ammettere che i vostri nemici partiranno sempre da una posizione di netto vantaggio, e sapranno velocemente analizzare la posizione dei vostri uomini sul campo di battaglia ed andare ad attaccare il lato più debole, avendo cura di rimanere fuori dalla portato delle vostre armi.
Specialmente nei livelli più avanzati, quando la sfida diventerà veramente molto elevata, abbiamo avuto anche modo di vedere l'IA elaborare attacchi fasulli (e non erano certo script), per cercare di capire quale fosse il punto più debole della nostra formazione, oltre ad articolate manovre di accerchiamento per colpirci sui fianchi.
I difetti
Sfortunatamente, trattandosi comunque di una produzione eseguita con un budget piuttosto ridotto, Men of War presenta alcune pecche particolarmente vistose: prima di tutto, l'impossibilità di ruotare a piacimento la telecamera, che più di una volta vi porterà all'esasperazione, costringendovi a continui aggiustamenti per cercare di ottenere un'inquadratura il più possibile precisa. Subito a ruota segue la scarsissima qualità dei filmati d'intermezzo: non che l'intreccio sia, in qualche modo, interessante, ma dei filmati così mal realizzati fanno tanto pensare che quei video siano stati inseriti solo ed esclusivamente per fare da collegamento tra una missione e l'altra, poco prima di procedere alla masterizzazione della versione finale del gioco: si tratta, ovviamente, di un aspetto secondario, ma che fa saltare immediatamente agli occhi la scarsa disponibilità di denaro su cui hanno potuto contare gli sviluppatori. Da un lato, ci sentiamo di complimentarci con questi per essersi concentrati su elementi importanti, come il gameplay e la grafica, piuttosto che incentrarsi su elementi considerati più secondari, ma dall'altro lato avrebbe sicuramente migliorato la valutazione complessiva, consegnare sul mercato una versione più curata. Non si può, invece, annoverare tra i difetti l'elevata difficoltà delle missioni di gioco: finalmente, dopo anni di RTS piatti, Men of War vi proporrà un livello di sfida decisamente elevato.
Commento
Men of War è un titolo di strategia di nicchia, che sicuramente non raccoglierà un grande successo tra le masse, ma che per gli appassionati, specialmente i fanatici della Seconda Guerra Mondiale, rappresenterà un piccolo, appariscente diamante grezzo. Alcuni problemi di fondo vanno ad inficiare parecchio la giocabilità del titolo e porteranno i più a disinstallare questi titolo, ma per chi avrà la forza di insistere e di guardare oltre questi difetti, siamo sicuri troverà un titolo non solo dall'elevatissima rigiocabilità, ma anche in grado di mettere alla prova, realmente, le abilità del giocatore. Cosa che è, nell'attuale panorama dei videogiochi per PC, piuttosto rara.
Pro
Molto realistico
Impegnativo
Graficamente lodevole
Contro
Non per tutti
Qualche scelta poco felice
Inquadratura fissa
Voto 8 su 10
Stefano Brighenti
Da Games.it (http://www.games.it/pc-games/recensione/men-of-war.html)
Men of War
Lo strategico in tempo reale più bello dell' anno...no, non stiamo scherzando.
La guerra è un vento sociale e politico generalmente di vaste dimensioni che consiste nel confronto armato fra due o più soggetti collettivi significativi. Il termine guerra deriva dalla parola “gwarra” dell’antico alto tedesco, che significa “mischia”. Nel Diritto Internazionale, il termine è stato sostituito subito dopo la seconda guerra mondiale dal più ampio e preciso termine di “conflitto armato”.
DUE UOMINI FANNO LA DIFFERENZA
Mese abbastanza ricco per i giochi di strategia in tempo reale, dopo aver giocato all’ottimo Dawn of War 2, mi appresto a recensire un altro gioco che ha tutte le carte in regola per segnare svariati punti sul tabellone dell’innovazione negli RTS.
Men of War, pubblicato sotto etichetta 1C Company (gli stessi di Cryostasis e Necrovision, anch’essi usciti questo mese), porta sui nostri monitor un prodotto rifinito in ogni dettaglio e che farà la gioia di chi cerca un RTS intelligente e ben congeniato ma capace anche di dare una certa soddisfazione sul piano degli scontri in tempo reale e con una grafica perfettamente al passo con i tempi.
Dopo la veloce installazione, il primo impatto con il gioco ha del sublime e sarà difficile staccare gli occhi dal monitor. A livello storico ci troveremo a cavallo fra il 1939 e il 1945 e la narrazione del gioco (arricchita da veri filmati storici) si dipanerà in svariate missioni che comprenderanno le truppe tedesche, quelle russe e per ultime, quelle degli alleati. La seconda guerra mondiale continua dunque a suscitare il suo fascino e risulta ormai difficile dire con esattezza quanti siano i titoli (e quanti generi) raccontino quel periodo storico.
Come dicevo poco sopra, il genere scelto per rappresentare Men of War è quello degli strategici in tempo reale: avremo dunque la possibilità di ruotare, avvicinare o allontanare la telecamera a nostro piacimento ma potremo anche mantenere una visuale prettamente isometrica della mappa e scorrere lo schermo solamente sull’asse orizzontale. Potremo controllare più unità per volta ma non potremo crearne di nuove come invece accadeva in altri prodotti del genere. Questa scelta si rende piuttosto obbligata sia per quanto riguarda la componente tattica che quella storica: preparatevi dunque ad avere la massima cura di ogni uomo al vostro comando, soprattutto per quanto riguarda i due personaggi principali presenti in ogni campagna (e che se muoiono, porteranno direttamente al game over del titolo). A questo proposito, una delle caratteristiche più carismatiche del gioco è la gestione completa di qualsiasi unità al nostro comando – ogni soldato può affrontare e risolvere determinate azioni e, cosa ancora più importante, ogni uomo avrà un suo inventario dove poter mettere o togliere oggetti che si trovano sul campo di battaglia o nelle tasche dei nemici uccisi. Si, avete letto proprio bene, questa è una trovata che farà felice non solo gli amanti degli RTS ma anche quelli degli RPG visto che gli uomini sotto il nostro comando, saranno tutti una sorta di protagonista a se stante della storia raccontata anche se difficilmente potrete usare un solo uomo per sbaragliare le forze nemiche.
Parliamo delle missioni vere e proprie che saremo chiamati a gestire: principalmente le campagne sono molto lunghe, varie e ben caratterizzate. All’inizio di ogni battaglia ci sarà una voce narrante che racconterà, anche con grande perizia di particolari storici, quello che dovremo affrontare. Sul piano di vista della varietà, credo che lamentarsi sia un verbo che non useremo praticamente mai visto che in Men of War non mi è quasi mai capitato di gestire due situazioni una uguale all’altra. Se consideriamo la presa di posizione di alcune unità, assalti in forze di determinate zone, difese estenuanti del territorio conquistato, infiltrazione nelle basi nemiche (anche in notturna), possibilità di usare mezzi nemici, di creare imboscate o di azioni in modalità furtiva, capirete che di carne al fuoco ne abbiamo veramente in abbondanza. Oltre a questo, sappiate che l’intelligenza artificiale dei nemici è una delle migliori che mi sia capitato di vedere negli RTS recenti. Prima di tutto si potrà scegliere il livello di difficoltà (facile, normale, difficile) e a differenza di altri giochi, la modalità scelta e la tattica con cui i nemici ci affrontano, varia moltissimo – nel livello minimo di difficoltà, difficilmente perderete qualche soldato e anche l’intelligenza dei soldati nemici è scarsa (per fare un esempio, si lasciano crivellare di colpi con troppa facilità e la soddisfazione è minima). Dal livello normale a quello difficile si vede già un miglioramento enorme e sappiate che gestire alcune situazioni più concitate come assalti o demolizione di postazioni anti carro e anti aereo, sarà veramente difficile e i nemici vi renderanno la vita un vero inferno ma anche le soddisfazioni saranno maggiori una volta finita la missione. Altro elemento da tenere a mente sarà la possibilità di visualizzare il campo visivo delle unità, questo non è nuovo per il genere e qui risulta del tutto simile a quello visto in Commandos ma è comunque un opzione necessaria per aggirare alcune truppe o mezzi che ci sbarrano la strada per poi beccarli letteralmente alle spalle.
A livello tattico, sappiate che tutti gli elementi presenti nella mappa si potranno usare a nostro piacimento (ma lo faranno anche le truppe nemiche), quindi preparatevi a usare al 100% quello che vi circonda sia esso riguardi un cespuglio, una staccionata, un mezzo distrutto o una casa diroccata. Nella gestione delle coperture si ha poi un senso totale dell’ambiente di gioco anche grazie alla visualizzazione grafica di come si schiereranno le truppe prima ancora di posizionarle – c’è chi utilizzerà un muretto della casa per stare chinato e sparare, chi si metterà completamente a terra oppure chi sparerà in posizione eretta, semplicemente perfetto. Se qualcuno poi si chiede se il paesaggio, oltre che alla sua fruibilità come riparo, può anche essere distrutto, sappiate che la risposta è positiva. Sia le case che i mezzi possono andare distrutti quindi si ha un ulteriore piano a livello tattico. Per fare un rapido esempio, mi è capitato di schierare qualche uomo dentro una casa per assaltare un convoglio armato, peccato che un blindato mi abbia sparato contro un missile che ha portato alla distruzione dell’edificio e alla morte quasi immediata dei miei uomini. La distruzione viene poi gestita a più livelli, per essere chiari, sappiate che se si tira una bomba a mano contro un carro armato, prima lo vedremo fermarsi con i cingoli distrutti poi noteremo la sua scocca annerirsi e infine saltare in aria e rimanere praticamente solo come carcassa fumante. Questa scelta aggiunge un tocco ulteriore al realismo del gioco ma sappiate che tutti i mezzi potranno anche essere riparati se subiranno troppi danni, ovviamente una volta che sono distrutti ci sarà poco da fare ma è comunque bello sapere che se si danneggia leggermente un carro armato o un mezzo che ci serve a qualche scopo, lo si potrà anche riportare alla vita in qualche minuto di riparazione (azione che potrà essere eseguita solamente da uno dei due personaggi principali quindi difendetelo a dovere o avrete la sua morte sulla coscienza).
Per ultimo (in verità di cose da dire ne avrei ancora ma lascio anche la scoperta al giocatore), sappiate che quasi ogni mezzo disporrà anche di più armi da usare sul campo di battaglia e non mi riferisco solamente all’uso della mitragliatrice o del cannone per il carro armato, semi cingolato, jeep e altri mezzi presenti nelle mappe ma proprio alla scelta delle munizioni per affrontare i nemici a medio o a corto raggio. Se da una parte potremo avere a disposizione un mezzo veloce per sferrare un attacco lampo a qualche unità, cambiando semplicemente le munizioni della torretta, potremo considerare anche l’opzione di rimanere fermi (di modo da evitare che ci venga distrutto il mezzo) per sferrare un attacco dalla distanza ma falciando comunque le unità nemiche.
GRAFICA E AUDIO ESPLOSIVO
Dal titolo del paragrafo si capisce subito cosa ne penso del comparto tecnico e audio.
In verità, anche se il comparto tecnico è veramente eccezionale, c’è da dire che le richieste hardware per far girare il tutto al massimo, saranno esose e in computer meno performanti ci dovrà essere per forza una taratura delle opzioni grafiche, pena qualche rallentamento di troppo che risulterebbe veramente irritante. Il motore che muove il tutto è ricco di dettagli e le texture si alternano a palette cromatiche molto varie che vanno da colori molto accesi e vivaci fino a soluzioni più scure e sporche, soprattutto per i mezzi o gli edifici distrutti. Questi particolari si notano moltissimo quando avremo una visuale abbastanza ravvicinata della mappa ma anche dall’alto, l’occhio si esalta per la bellezza dei dettagli che difficilmente si perdono anche con un effetto nebbia che alcune volte delimita il campo di gioco (usato per alleggerire il carico di calcolo). Gli effetti speciali non possono che essere spremuti al massimo e anche qui ci saranno dei tocchi di classe che, oltre al livello visivo, si implementeranno a meraviglia con il campo di gioco: avremo dunque alberi che si incendiano (altra componente tattica), esplosioni che alzeranno fumo e detriti, ghiaccio che andrà in frantumi con granate e colpi di mortaio, polvere che segnerà il passaggio dei mezzi e cosi via. Sinceramente, trovare dei punti negativi in questa produzione è assai difficile perché il gioco ha del certosino come non mai. In sincerità ho avuto qualche crash durante la visualizzazione di molte unità a monitor e ho anche riscontrato qualche pop-up delle texture (sparizione di case distrutte o anche di soldati) durante il passaggio di alcuni mezzi ma sono problemi che vi capiteranno una o due volte in tutto e che non preoccupano proprio per nulla.
Per quanto riguarda le animazioni, anche qui non ci si può proprio lamentare, tutto è fluido e raramente mi è capitato di vedere qualche legnosità nei movimenti dei soldati. Oltre a questo, è stupendo vedere i soldati che salgono sui mezzi o che ne fanno uso come copertura. Per quanto riguarda la modellazione del territorio e dei mezzi, preferisco non sprecare caratteri e lasciare la parola alla visione delle foto a corredo dell’articolo, comunque siamo da bava alla bocca.
Eccezionale anche il sonoro, specie nei rumori dei mezzi e delle armi, che paiono campionati da oggetti reali. Se disponete di un impianto surround 5.1, preparatevi alle lamentele del vicino di casa perché il fischio delle pallottole o l’esplosione delle granate o dei mezzi, potrebbe dar fastidio a qualcuno e far credere che ci sia una guerra vera e propria nella vostra stanza. Scherzi a parte, sentire la differenza del motore di un corazzato 223 o di un carro armato pesante kv-1 ( se non mi credete, andate su youtube, ascoltate il loro suono e poi tornate a giocare) non è da tutti e per questi particolari il gioco si innalza verso l’olimpo del genere strategico. Le musiche sono incalzanti, epiche e orchestrate divinamente…
SERVE AGGIUNGERE ALTRO?
Men of War è un gioco che per me rasenta la perfezione.
Difficile criticare un titolo del genere perché ha poche cose negative di cui parlare: graficamente è stupendo, la gestione delle truppe è perfetta, l’intelligenza artificiale si attesta su livelli di tutto punto e in modalità difficile, vi darà parecchie gatte da pelare. Il gioco è uno degli strategici in tempo reale più curati del 2009 e difficilmente metterò le mani su un altro titolo del genere (anche Dawn of War 2 in confronto mi sembra un giochino passabile ora che ho provato questo). Serve aggiungere altro? Assolutamente no.
Votazione finale: 93/100
16 marzo 2009
Articolo di: Stefania Salvi
Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino
Da everyeye.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47298#p47270) - 8.5 su 10
Da gamesvillage.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47218) - 6 su 10
Da Gamesurf (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47332) - 8 su 10
Da Gamestar.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47333) - 78 su 100
Da Guide Da.Da Supereva.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=50504#p50502) - 9 su 10
Da ETmagazine (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=50504#p50504) - 69 su 100
Da Game (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51547) - 79 su 100
Da Playing.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51548) - 8.1 su 10
Da Gamefun (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51550) - 7 su 10
Da Iniziopartita (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&start=20#p56522) - 80 su 100
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