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View Full Version : MoW sulla stampa specializzata italiana



Dilust
12-05-2009, 18:18
Quanti di voi per decidersi nell'acquisto di un videogioco ricorrono alle recensioni delle riviste o a quelle pubblicate in rete? Penso, una buona parte. Esistono, è vero, altri mezzi che possono indirizzarci nell'acquisto: come le open beta e i demo; ma a volte un demo non è che ti mostra più di tanto e la beta è appunto una beta, non è la versione definitiva...
È a questo punto che un consumatore si rivolge alle pubblicazioni di settore che recensiscono un gioco. Vediamo un po' come è stato trattato il nostro gioco...

In Italia esistono tre riviste cartacee specializzate e innumerevoli editoriali su internet. Esaminiamone alcuni:


Da Giochi per il Mio Computer - aprile 2009

Men of War
La compagnia di Eroi incontra i Commandos

Terzo capitolo di una serie che ci ha già dato Soldiers: Heroes of WWII (2004) e Faces of War (2006), si può dire che Men of War rappresenti il coronamento del lavoro iniziato dagli sviluppatori ucraini di Best Way ormai cinque anni fa.
Definire esattamente il genere di Men of War è un'impresa inaspettatamente difficile. È uno strategico in tempo reale ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, e molti dei suoi elementi ricordano Company of Heroes. È, però, anche un gioco tattico che considera sia l'equipaggiamento trasportato da ogni singolo soldato, sia la possibilità di rimpiazzarlo raccogliendo armi, munizioni e altri oggetti abbandonati dai caduti sul campo di battaglia. È un titolo i cui scenari ci portano, senza soluzione di continuità, dal comandare interi battaglioni, come in CoH, al gestire le azioni di un piccolo manipolo di valorosi in missioni tatticamente tesissime, come nella serie Commandos. Infine, chi lo vuole può assumere il controllo del singolo soldato o del singolo mezzo, e guidarlo in mezzo al caos come in un gioco d'azione in terza persona!
Tutto, sui campi di battaglia di MoW, può essere distrutto e con effetti realistici: barricate colpite da proietti d'artiglieria esplodono e i tronchi che le costituivano ricadono a piggia sul campo di battaglia; carri armati e altri mezzi blindati saltano in aria con torrette che volano e scafi che si ribaltano; altri giganti cingolati sfondano muri di case, facendoli crollare tra detriti e nuvole di polvere. Tutto ciò, da solo, basterebbe ad aggiungere un elemento d'impressionante spettacolarità e realismo a qualsiasi gioco. In MoW, invece, gli effetti della distruzione inflitta sul campo di battaglia sono parte dell'esperienza.
Innanzitutto, nel prendere le sue decisioni tattiche, il giocatore deve imparare a valutare il potere di penetrazione delle varie armi in relazione alle difese disponibili - visto che è, al tempo stesso, stupefacente e scioccante vedere il cannoncino da 20mm di un panzer tedesco fare a pezzi l'apparentemente solida baracca di legno dove avevamo attestato le nostre truppe migliori.. In secondo luogo, resti e detriti diventano a loro volta opportunità di manovra tattica, offrendo spesso ripari inaspettati: se, per esempio, distruggiamo un carro, correre dietro alla sua annerita carcassa può divenire l'occasione inattesa e benvenuta per iniziare un contrattacco, o coprire una zona di fronte prima sguarnita.
MoW, malgrado l'evoluzione cui abbiamo accennato rispetto ai predecessori, non è ancora perfetto. In particolare eredita dal suo predecessore Faces of War la fastidiosa tendenza, in alcuni scenari, a soppiantare problemi strategici chiari con una frenesia artificialmente indotta. Fortunatamente, l'Intelligenza Artificiale che gestisce le nostre truppe nei momenti in cui l'attenzione del giocatore è rivolta altrove è molto buona, e, nei momenti di crisi, i iccoli soldatini sono adeguatamente in grado di di gettarsi a terra, difendersi e contrattaccare anche da soli.
Questo, curiosamente, contrasta con il fatto dche la I.A. dei nemici è invece abbastanza mediocre. La tattica media impiegata dal computer negli scenari più vasti, infatti, consiste nel gettare ondate su ondate di mezzi, uomini ed eventuali rinforzi verso gli obbiettivi, subendo perdite allucinanti nella speranza di sfondare grazie al mero esaurimento della nostra capacità d'attenzione. Ciò rende tali scenari un esercizio nella gestione delle nostre truppe e delle generalmente parch (rispetto al nemico) risorse a loro disposizione, più che una lotta tra strategie rivali.
come risultato, in linea generale, possiamo dire di avere apprezzato le battaglie che coinvolgono pochi uomini e un paio di carri impegnati a conquistare un fazzoletto di terreno importante, piuttosto che le spettacolari, ma impersonali, ricostruzioni dell'assalto a intere città.
Incidentalmente, tali scenari consentono di apprezzare ancora di più il minuzioso livello di dettaglio e realismo offerto da Men of War.
Solo i difetti di cui abbiamo scritto impediscono a questo sorprendente titolo di prendere il massimo dei voti. La serie ha ancora diverse imperfezioni da smussare e rifinire, ma è probabile che la spettacolarità, la vastitàinfinita delle situazioni tattiche e la longevità garantita dall'editor vi faranno passare sopra a molte di tali pecche.
Company of Heroes deve seriamente iniziare a guardarsi le spalle.

IN ITALIANO

Men of War è distribuito nel nostro Paese completamente tradotto in italiano: confezione, manuale, testi e voci. Il doppiaggio, pur non eccezzionale, aiuta a seguire meglio quanto avviene sullo schermo.
Il manuale è appena sufficiente e, purtroppo, non è sostenuto nel gioco da un tutorial adeguato: preparatevi a dover affrontare diversi dubbi e a qualche visita ai forum (ufficiali e non) del gioco.

FRONTI PER TUTTI I GUSTI

Mow è articolato su venticinque missioni che ci portano su altrettanti principali fronti del conflitto: Russia, Creta. Nord Africa (con i tedeschi), Normandia, liberazione della Francia, Germania... Durante le missioni saremo posti alla guida, a turno, degli eserciti alleati, tedeschi e russi. Se, per esempio, avremo imparato a odiare i panzer e la fanteria tedesca durante le violente e disperate battaglie di difesa sul fronte russo, potremo "consolarci" guidando le forze del Reich all'assalto di Creta, o contro gli inglesi nel deserto. Ogni missione è a sua volta suddivisa in "sotto-obbiettivi", che devono essere completati in ordine; quando ciò avviene, è possibile ricevere nuove forze da comandare o anche che la mappa si "apra" rivelando altri territori in cui combattere. Il gioco salva automaticamenteogni volta che un sotto-obbiettivo è completato, ma, in ogni caso, è anche possibile salvare quando si desidera.

BATTAGLIE INFINITE

Men of War è arricchito da un editor di mappe e scenari che mette a disposizione dei fan tutti i contenuti del gioco (veicoli, truppe, edifici, elementi del paesaggio, eccetera). Il programma è incredibilmente completo e consente di realizzare nuove battaglie di complessità e vastità paragonabili a quelle offerte dal gioco. i problemi sono la mancata traduzione di questa utility in italiano e una documentazione non adeguata su come usarla (un vero peccato, dato che, da quanto abbiamo potuto vedere, non si tratta affatto di un programma intuitivo da usare). Attendiamoci, nei prossimi mesi, una produzione di contenuti addizzionali da parte dei fan, con conseguente aumento della già notevole longevità del gioco.

GENERALI A CONFRONTO

Le partite multiplayer vedono, tra gli eserciti disponibili, anche i giapponesi. Al momento in cui andiamo in stampa, i server del gioco non sono ancora molto popolati, ma la nostra breve esperienza mostra come sia il multiplayer il modo migliore di sfruttare al massimo il motore di MoW: le potenzialità tattiche offerte dal gioco vengono esaltate nel momento in cui sono due menti a "giostrare" nel modo migliore di sfruttarle.

GIUDIZIO
Un grande gioco che si posiziona sul confine tra RTS e wargame storico. L'uso di leggi fisiche per simulare il caos e la distruzione della guerra è senza precedenti, Peccato per una giocabilità a tratti troppo frenetica e qualche problema nella struttura degli scenari.

+ Gran numero di nazionalità, veicoli e situazioni
Incredibile motore di leggi fisiche
IA alleata più che discreta

- Alcune missioni troppo frenetiche
Ia dei nemici dubbia
Tutorial e manuale mediocri

Voto 8,5 su 10

Vincenzo Beretta


Da The Games Machine - maggio 2009

Men of War
La seconda guerra mondiale secondo best way, parte terza

Di strategici in tempo reale ne è pieno il mondo. A dirla proprio tutta, quelli ambientati nella seconda guerra mondiale cominciano un pochino a stufare e a risultare ripetitivi, fino a sopraggiunta noia. Tanto di cappello a relic per aver tirato fuori due anni e mezzo or sono un capolavoro come company of heroes- per carità!- ma, per uno che ce la fa, sono troppi ad annegare nel mare della mediocrità e del "già visto". Sebbene men of war parta con buoni propositi, è innegabile che faccia parte di questa seconda categoria sfortunata di prodotti pur bellini, ma incapaci di elevarsi al di sopra del ripetitivo piattume che attanaglia il genere da qualche periodo a questa parte.

TERZO GIRO, TERZO REGALO

Giusto per smentire quanto detto finora, sappiate che lo studio ucraino best way è già autore di due precedenti e più che discreti titoli ad ambientazione bellica: heroes of world war II e il più recente faces of war. E' evidente che l'ambientazione dell' ultimo conflitto mondiale paga, indipendentemente dalla qualità, in un senso o nell'altro. A ogni modo, men of war consente di partecipare a tre campagne distinte nel periodo storico della seconda guerra mondiale. La prima, introduttiva serie di missioni vede protagonisti due soldati russi intenti a respingere l'avanzata tedesca verso mosca, la seconda ha come personaggio principale un giornalista pacifista alleato impegnato nella campagna d'africa, mentre nella terza vestiremo i panni di un soldato tedesco impegnato nel tentativo d'invasione di creta da parte delle forze dell'asse. Nonostante si tratti di tre campagne totalmente slegate l'una dall'altra, è apprezzabile il tentativo di coinvolgere il giocatore per mezzo di personaggi ben delineati e con una vicenda personale parallela agli accadimenti nei diversi teatri storici del conflitto. Ciò nonostante, quello che abbiamo a disposizione è un certo quantitativo di soldati e mezzi differenti, che varia dalle pochissime unità di alcune missioni specifiche a decine di uomini da impegnare in battaglie all'ultimo sangue per la conquista di un avamposto specifico. In qualsiasi situazione ci si ritrovi, si ha a che fare con tutti i clichè del genere al quale men of war appartiene, sena che il gameplay sia contaminato da chissà quali novità di rilievo, se si esclude la presenza di una schermata dell'inventario per le unità (anche corazzate) che, a memoria, non ricordo di aver visto in nessun altro prodotto similare, oltre alla sporadica (ma inutile) possibilità di prendere il diretto controllo del protagonista del momento, gestendone i movimenti e le azioni sul terreno di battaglia, come se ci si trovassimo di fronte al più classico degli action game.

ANONIMO, PERLOPIU'

Le caratteristiche tecniche sbandierate dagli sviluppatori parlano di realismo garantito da algoritmi balistici senza paragoni, calcolo verosimile del comportamento dei veicoli a seconda del terreno, riproduzione delle diverse armi coerente con le controparti reali, e tutta un'altra serie di cosine belle e quantomeno interessanti. Si tratta certamente di un valore aggiunto non di poco conto ma che, all'atto pratico, non sembra palesarsi in maniera determinante sul terreno di gioco. A questa considerazione ne va subito aggiunta una seconda: l'intelligenza artificiale talvolta scricchiola, considerando il comportamento sia delle nostre unità (pathfinding, questo sconosciuto), sia soprattutto di quelle nemiche, che sembrano non avere una via di mezzo tra l'attaccare a testa bassa o mantenere le posizioni senza organizzare la minima offensiva. Peraltro, non so se ho un problema di demenza senile, ma ho trovato men of war particolarmente ostico e un tantino sbilanciato a favore della CPU. Per carità, nulla che generali provetti come voi non possano domare con un po' di pazienza, ma mi è sembrato giusto avvisarvi prima. Un ultimo giro di parole per commentare il comparto estetico, che non eccelle ma nemmeno sfigura. Tenendo la telecamera a debita distanza è possibile apprezzare una buona visione d'insieme del campo di battaglia, mentre avvicinando la visuale si rischia di storcere un po' il naso di fronte alla pochezza di alcune texture, soprattutto per quanto riguarda i cingolati e gli edifici. Per ogni pecca, un vantaggio: men of war riesce a girare più che onestamente anche su sistemi non propriamente di ultimo pelo. Evviva!

IL MULTIPLAYER DAGLI OCCHI A MANDORLA

L'aspetto multiplayer è forse la testata d'angolo sulla quale si basa una certa fetta di divertimento per quanto concerne Men of War. Oltre alle nazioni presenti nelle tre campagne singole, difatti, chi dovesse decidere di cimentarsi col gioco in rete può contare su un nuovo paese da controllare: il Giappone.
Aggiungete a questo il supporto fino a 16 giocatori su server dedicati, con tanto di modalità cooperativa, e vi renderete conto da soli di quanto i ragazzacci di Best Way credano particolarmente in questo aspetto non trascurabile della loro ultima fatica.

GIUDIZIO

Men of war, così come gli altri precedenti lavori di casa best way ambientati nella seconda guerra mondiale, non è un brutto titolo. Purtroppo però non è nemmeno quel capolavoro che possa contendere la palma ai capisaldi del genere. I motivi sono da ricercarsi principalmente in una serie di difetti tecnici e d'intelligenza artificiale che inficiano parzialmente l'esperienza di gioco, oltre alla sensazione costante di avere a che fare con un prodotto anonimo, che non riesce a proporre nulla che non sappia di trito e ritrito fin dalle prime battute. In un periodo dove sul mercato si possono trovare pezzi da novanta del calibro di dawn of war 2 ed empire total war, questa è una mancanza non di poco conto, che relega men of war in quel novero di titoli che vincono ma non convincono. Discreto, nulla più.

+ Buona ricostruzione storica. Personaggi ben caratterizzati.
- NULLA DI INNOVATIVO, TECNICAMENTE POCO INCISIVO.

Voto 67 su 100

Ivan "Kikko" Conte


Da NextGame.it (http://next.videogame.it/men-of-war/73902/)

Men of War
La guerra del secolo: Alleati contro tedeschi nel nuovo strategico di Best Way.

Con due ottimi titoli alle spalle come Soldiers: Heroes of World War II e Faces of War, lo sviluppatore ucraino Best Way si è ritagliato un piccolo posto d'onore nel panorama degli strategici in tempo reale, anche se l'insistenza nel proporre missioni di gioco incentrate solo sulla Seconda Guerra Mondiale, per di più quasi esclusivamente sul fronte europeo, rimane a nostro avviso un limite di un certo peso. Evidentemente però le battaglie tra Alleati e forze dell'Asse non smettono di affascinare gli aspiranti strateghi su PC, che anche in Men of War troveranno tre lunghe campagne ambientate in Europa e in Africa tra il '41 e il '43.

LA GUERRA AFRO-EUROPEA
Nell'ordine dovremo prima fermare le truppe tedesche in marcia verso Mosca comandando le forze sovietiche, poi trasferirci in Algeria e Tunisia nei panni di un contingente Alleato e infine, tra Creta e la Libia, comandare le truppe tedesche in quella passata alla storia come Operazione Mercury, che vide tra l'altro il primo massiccio impiego di truppe aviotrasportate della guerra.
Le campagne prevedono un avanzamento obbligato e quindi non potremo fin da subito giocare a quella tedesca e lo stesso vale per cinque missioni singole, slegate dalla campagna e anch'esse affrontabili solo dopo aver sbloccato le sezioni di gioco precedenti. Diciamo subito che Men of War riprende molto da vicino il concept di Faces of War, proponendo uno strategico incentrato unicamente sulle azioni militari, senza quindi parentesi gestionali-economiche, risorse da raccogliere o edifici da costruire.
Si inizia una missione con un determinato numero di uomini e mezzi e, salvo rari casi in cui otterremo dei rinforzi, la si finisce con le stesse forze in campo. Questo aspetto fa da subito capire come il livello di difficoltà del gioco, già molto alto dai tempi di Soldiers: Heroes of World War II, sia rimasto piuttosto elevato anche per la disparità di truppe, che ci vede quasi sempre in minoranza rispetto alle forze nemiche (soprattutto nella Campagna sul fronte russo).

L'IMPORTANZA DEL SINGOLO
Il gameplay di Men of War si basa soprattutto su una microgestione delle truppe molto accentuata e sulla possibilità di comandare ogni singola unità fin nei minimi dettagli; basti pensare che ogni soldato (ma anche i mezzi militari) è provvisto di un inventario molto articolato e che, sul campo di battaglia, è possibile raccogliere armi e munizioni dai soldati caduti o il carburante necessario per utilizzare un tank.
La principale funzione dell'inventario è quella di utilizzare i medipack e di cambiare l'arma con cui eseguire un attacco e, se una simile gestione può essere affrontata senza problemi quando si hanno poche unità a disposizione, diventa invece molto impegnativa (pure troppo) con un numero ingente di truppe da comandare. Nulla vieta comunque di mandare all'assalto le truppe con la loro arma principale, ma è proprio l'attenzione ai minimi particolari a rendere Men of War uno strategico a suo modo unico e, se si trascura questo fattore, si rischia di rinunciare a uno dei pregi principali del gioco.
L'attenzione alla singola unità si nota anche in alcune missioni di carattere stealth che rimandano chiaramente a Commandos, nonchè in frangenti in cui utilizzare un cecchino o riparare i cingoli di un carro armato, ma ciò non toglie che anche il coordinamento globale delle truppe giochi un ruolo fondamentale sulla scia di un classico come Company of Heroes.

NULLA SI CREA MA TUTTO SI DISTRUGGE
Giocare a Men of War significa anche avere a disposizione mappe forse non vastissime, ma molto dettagliate e ricchissime di elementi geografici e non con cui interagire; fattorie, installazioni militari, vegetazione, colline e alture da sfruttare per un miglior vantaggio di fuoco, corsi d'acqua impossibili da attraversare per i mezzi, ripari di ogni genere dietro cui schierare le unità. Tutto ciò lascia a disposizione un'enorme libertà di movimento e di approccio, anche se in generale la soluzione spesso migliore è quella di mandare avanti i mezzi corazzati e di utilizzare la fanteria ai lati per accerchiare il nemico.
Non pensiate però che sia tutto così facile; tanto per cominciare a livello medio ogni missione (e sono in tutto venticinque) vi porterà via almeno una buona ora di gioco sia per la gestione di ogni minimo dettaglio, sia per l'assenza di rinforzi richiamabili a piacimento e per un ambiente quasi completamente distruttibile che non offre ripari e coperture certe. Il motore grafico proprietario GEM 3 ha infatti permesso di ottenere un elevato grado di realismo fisico e così, in pieno spirito bellico, qualsiasi cosa nello scenario può essere distrutta se si ha a disposizione la necessaria potenza di fuoco. Scordatevi quindi di rimanere al sicuro dietro una semplice staccionata o anche all'interno di un edificio perché la vostra copertura potrebbe saltare da un secondo all'altro e ciò, in un sistema di gioco già così bisognoso di continue attenzioni, non fa altro che rendere la sfida ancor più impegnativa.

LA GUERRA NON è MAI FACILE
Per questo Men of War difficilmente incontrerà i favori dei neofiti del genere; non che il sistema di controllo o di gestione delle unità sia complicato (il tutto risulta anzi molto chiaro e l'interfaccia non dà problemi di sorta), ma bisogna avere molta pazienza per giungere positivamente al termine di ogni singola missione e ogni minimo errore, anche per merito di una buona intelligenza nemica, può costare caro e condurre alla sconfitta in pochi minuti (per fortuna si può salvare liberamente in qualsiasi momento).
Se però si riesce a superare questo ostacolo e qualche magagna a livello grafico (più che altro nel sistema di collisioni), Men of War può dare enormi soddisfazioni e il mix di strategia, missioni stealth e microgestione delle unità si è rivelato davvero ben fatto ed equilibrato, almeno per chi ha già una certa esperienza con gli RTS di Best Way e con Company of Heroes, di cui Men of War riprende anche la centralità del gioco online. Le missioni delle Campagne principali possono infatti essere affrontate in cooperativa, ma non mancano le classiche modalità del genere per sfide fino a sedici giocatori e, se già non vi sono baste le ore del gioco in singolo, l'esperienza di gioco online assicura una longevità di tutto rispetto.

COMMENTO
Se non fosse per un livello di difficoltà molto elevato, che soprattutto nelle ultime missioni sfocia in tratti davvero frustranti, Men of War potrebbe tranquillamente aspirare a miglior strategico in tempo reale di inizio anno. Graficamente accattivante (a parte i brutti filmati di intermezzo), dettagliato e minuzioso all'inverosimile nella microgestione delle unità, solido nel gameplay e dotato di un'efficace intelligenza nemica, il nuovo RTS di Best Way è la conferma di quanto il team ucraino, all'indomani dei già ottimi Soldiers: Heroes of World War II e Faces of War, abbia ulteriormente migliorato la sua formula strategica. Un titolo quindi caldamente consigliato ai fan del genere (meno ai neofiti), che possono trovare, anche in ambito multiplayer e nella cura del design delle mappe, un valido mix tra Commandos e Company of Heroes. E scusate se è poco!

+ Grande libertà di azione
Mappe dettagliate e ricche di elementi
Multiplayer completo
Motore fisico eccellente
Gameplay equilibrato

- A tratti frustrante
Qualche rinforzo in più non avrebbe fatto male
Qualche incertezza grafica nelle collisioni
Filmati di intermezzo poco curati

Francesco Destri - 11/3/2009


Da Multiplayer.it (http://www.multiplayer.it/articolo.php?id=54375)

Men of War

Non sappiamo quanti di voi ricorderanno un gioco di strategia, uscito diversi anni fa, chiamato Soldiers: Heroes of World War II. Si trattava di un titolo strategicamente interessante, con una grafica piuttosto dettagliata che vi permetteva di affrontare il titolo come uno dei più classici strategici in tempo reale, ordinando alle vostre unità la posizione da raggiungere e le azioni da compiere tramite click del mouse, oppure controllando queste direttamente, muovendole con i tasti direzionali, quasi si trattasse di un action in terza persona.
Il risultato era piuttosto interessante e, specialmente per l'epoca, decisamente ben riuscito, ma non raccolse i consensi né di critica, né popolari: questo esperimento riuscì, per una serie di difetti, ad andare ad insoddisfare sia gli amanti degli strategia che quelli dei titoli action, trovandosi una nicchia solo nei cuori dei giocatori più concessivi o di quelli maggiormente attratti dalle innovazioni.
Men of War raccoglie la pesante eredità del primo Soldiers, con il suo bagaglio di critiche, e mira a riproporre le stesse meccaniche di gioco, ma meglio cesellate: riuscirà nell'intento di diffondersi alle masse?

Finalmente qualcosa di realistico
Come detto poco sopra, le meccaniche di gioco sono rimaste pressoché invariate rispetto al predecessore: quello che invece è stato seriamente rivisto è, in primis, l'aspetto estetico del titolo.
Oltre ad aumentare sensibilmente il numero di dettagli di ciascuna mappa di gioco, raggiungendo un livello elevatissimo, gli sviluppatori hanno reso qualsiasi elemento dello scenario completamente distruttibile: questo non è, tuttavia, solo un vezzo o una caratteristica da copertina, quanto piuttosto un qualcosa che andrà seriamente a modificare il come affronterete la vostra missione: distruggere, infatti, tutte le costruzioni presenti nella mappa vi aiuterà sicuramente nella fase offensiva, ma darà uno strepitoso vantaggio ai vostri avversari in una possibile fase difensiva.
Dovrete quindi pianificare con cura tutte le vostre azioni e prevedere, per quanto possibile, anche l'immediato futuro: in Men of War avrete totale libertà di scelta e, per quanto possibile, anche di azione.
A differenza di molti strategici, la tattica migliore non sarà mai quella di annientare l'avversario, quanto piuttosto quella di renderlo inabile al combattimento per poi utilizzare a vostro vantaggio, dopo le debite riparazioni, i suoi mezzi, ed ecco quindi che si inserisce il discorso del realismo, che permea ogni singolo aspetto del titolo di 1C Company: dovrete fare attenzione non solo ai vari calibri delle armi da fuoco, ma specialmente alle zone dove deciderete di colpire i mezzi avversari, visto che un proiettile penetrante, sparato su un cingolo di un carro nemico, lo renderà immobile alla mercé delle vostre unità di fanteria, mentre un colpo diretto nella torretta costringerà l'equipaggio ad uscire, permettendovi di conquistarlo e di riutilizzarlo a vostro vantaggio.
La perfetta interazione tra realismo ed ambiente vi permetterà di improvvisare trappole esplosive sfruttando veicoli abbandonati o di impedire il passaggio del nemico in determinati punti distruggendo strutture ed edifici, così da costringerlo a passare esattamente dove volete voi, il tutto sfruttando solo il vostro ingegno.
Questo è, senza dubbio, l'aspetto migliore di Men of War: per riuscire nelle missioni dovrete mettere sotto torchio i vostri neuroni per cavarvela da situazioni, generalmente, di forte inferiorità numerica e tecnica.

Finalmente qualcosa di impegnativo
Men of War è un gioco che, senza mezzi termini, non perdona: una scelta tattica poco felice o una decisione presa troppo velocemente vi potrebbero rendere tremendamente difficile terminare con successo la missione.
Questo si traduce in un livello di difficoltà e di realismo che raramente ci è capitato di affrontare in un gioco di strategia, cosa che è, senza dubbio, il secondo principale punto di forza di questo titolo: ormai molti dei titoli strategici si sono appiattiti su meccaniche standardizzate, chiedendo all'utente di svolgere le solite azioni di routine, rendendo tutto il gameplay troppo, decisamente troppo semplice.
In questo titolo di 1C Company invece, sarà veramente un evento raro il non dover mai caricare una volta un precedente savegame, anche ai livelli di difficoltà più bassi: senza dubbio questo rappresenta un fortissimo deterrente per il casual gamer, ma offre a tutti i giocatori più seri una sfida veramente ben calibrata ed una conseguente soddisfazione quando riuscirete ad ottenere la disfatta delle truppe nemiche.
Proprio i nemici vantano un'intelligenza artificiale decisamente sopra la media e sarà molto raro riuscire a sorprenderli in errore: bisogna ammettere che i vostri nemici partiranno sempre da una posizione di netto vantaggio, e sapranno velocemente analizzare la posizione dei vostri uomini sul campo di battaglia ed andare ad attaccare il lato più debole, avendo cura di rimanere fuori dalla portato delle vostre armi.
Specialmente nei livelli più avanzati, quando la sfida diventerà veramente molto elevata, abbiamo avuto anche modo di vedere l'IA elaborare attacchi fasulli (e non erano certo script), per cercare di capire quale fosse il punto più debole della nostra formazione, oltre ad articolate manovre di accerchiamento per colpirci sui fianchi.

I difetti
Sfortunatamente, trattandosi comunque di una produzione eseguita con un budget piuttosto ridotto, Men of War presenta alcune pecche particolarmente vistose: prima di tutto, l'impossibilità di ruotare a piacimento la telecamera, che più di una volta vi porterà all'esasperazione, costringendovi a continui aggiustamenti per cercare di ottenere un'inquadratura il più possibile precisa. Subito a ruota segue la scarsissima qualità dei filmati d'intermezzo: non che l'intreccio sia, in qualche modo, interessante, ma dei filmati così mal realizzati fanno tanto pensare che quei video siano stati inseriti solo ed esclusivamente per fare da collegamento tra una missione e l'altra, poco prima di procedere alla masterizzazione della versione finale del gioco: si tratta, ovviamente, di un aspetto secondario, ma che fa saltare immediatamente agli occhi la scarsa disponibilità di denaro su cui hanno potuto contare gli sviluppatori. Da un lato, ci sentiamo di complimentarci con questi per essersi concentrati su elementi importanti, come il gameplay e la grafica, piuttosto che incentrarsi su elementi considerati più secondari, ma dall'altro lato avrebbe sicuramente migliorato la valutazione complessiva, consegnare sul mercato una versione più curata. Non si può, invece, annoverare tra i difetti l'elevata difficoltà delle missioni di gioco: finalmente, dopo anni di RTS piatti, Men of War vi proporrà un livello di sfida decisamente elevato.

Commento
Men of War è un titolo di strategia di nicchia, che sicuramente non raccoglierà un grande successo tra le masse, ma che per gli appassionati, specialmente i fanatici della Seconda Guerra Mondiale, rappresenterà un piccolo, appariscente diamante grezzo. Alcuni problemi di fondo vanno ad inficiare parecchio la giocabilità del titolo e porteranno i più a disinstallare questi titolo, ma per chi avrà la forza di insistere e di guardare oltre questi difetti, siamo sicuri troverà un titolo non solo dall'elevatissima rigiocabilità, ma anche in grado di mettere alla prova, realmente, le abilità del giocatore. Cosa che è, nell'attuale panorama dei videogiochi per PC, piuttosto rara.

Pro
Molto realistico
Impegnativo
Graficamente lodevole
Contro
Non per tutti
Qualche scelta poco felice
Inquadratura fissa

Voto 8 su 10

Stefano Brighenti



Da Games.it (http://www.games.it/pc-games/recensione/men-of-war.html)

Men of War
Lo strategico in tempo reale più bello dell' anno...no, non stiamo scherzando.

La guerra è un vento sociale e politico generalmente di vaste dimensioni che consiste nel confronto armato fra due o più soggetti collettivi significativi. Il termine guerra deriva dalla parola “gwarra” dell’antico alto tedesco, che significa “mischia”. Nel Diritto Internazionale, il termine è stato sostituito subito dopo la seconda guerra mondiale dal più ampio e preciso termine di “conflitto armato”.

DUE UOMINI FANNO LA DIFFERENZA
Mese abbastanza ricco per i giochi di strategia in tempo reale, dopo aver giocato all’ottimo Dawn of War 2, mi appresto a recensire un altro gioco che ha tutte le carte in regola per segnare svariati punti sul tabellone dell’innovazione negli RTS.
Men of War, pubblicato sotto etichetta 1C Company (gli stessi di Cryostasis e Necrovision, anch’essi usciti questo mese), porta sui nostri monitor un prodotto rifinito in ogni dettaglio e che farà la gioia di chi cerca un RTS intelligente e ben congeniato ma capace anche di dare una certa soddisfazione sul piano degli scontri in tempo reale e con una grafica perfettamente al passo con i tempi.

Dopo la veloce installazione, il primo impatto con il gioco ha del sublime e sarà difficile staccare gli occhi dal monitor. A livello storico ci troveremo a cavallo fra il 1939 e il 1945 e la narrazione del gioco (arricchita da veri filmati storici) si dipanerà in svariate missioni che comprenderanno le truppe tedesche, quelle russe e per ultime, quelle degli alleati. La seconda guerra mondiale continua dunque a suscitare il suo fascino e risulta ormai difficile dire con esattezza quanti siano i titoli (e quanti generi) raccontino quel periodo storico.
Come dicevo poco sopra, il genere scelto per rappresentare Men of War è quello degli strategici in tempo reale: avremo dunque la possibilità di ruotare, avvicinare o allontanare la telecamera a nostro piacimento ma potremo anche mantenere una visuale prettamente isometrica della mappa e scorrere lo schermo solamente sull’asse orizzontale. Potremo controllare più unità per volta ma non potremo crearne di nuove come invece accadeva in altri prodotti del genere. Questa scelta si rende piuttosto obbligata sia per quanto riguarda la componente tattica che quella storica: preparatevi dunque ad avere la massima cura di ogni uomo al vostro comando, soprattutto per quanto riguarda i due personaggi principali presenti in ogni campagna (e che se muoiono, porteranno direttamente al game over del titolo). A questo proposito, una delle caratteristiche più carismatiche del gioco è la gestione completa di qualsiasi unità al nostro comando – ogni soldato può affrontare e risolvere determinate azioni e, cosa ancora più importante, ogni uomo avrà un suo inventario dove poter mettere o togliere oggetti che si trovano sul campo di battaglia o nelle tasche dei nemici uccisi. Si, avete letto proprio bene, questa è una trovata che farà felice non solo gli amanti degli RTS ma anche quelli degli RPG visto che gli uomini sotto il nostro comando, saranno tutti una sorta di protagonista a se stante della storia raccontata anche se difficilmente potrete usare un solo uomo per sbaragliare le forze nemiche.

Parliamo delle missioni vere e proprie che saremo chiamati a gestire: principalmente le campagne sono molto lunghe, varie e ben caratterizzate. All’inizio di ogni battaglia ci sarà una voce narrante che racconterà, anche con grande perizia di particolari storici, quello che dovremo affrontare. Sul piano di vista della varietà, credo che lamentarsi sia un verbo che non useremo praticamente mai visto che in Men of War non mi è quasi mai capitato di gestire due situazioni una uguale all’altra. Se consideriamo la presa di posizione di alcune unità, assalti in forze di determinate zone, difese estenuanti del territorio conquistato, infiltrazione nelle basi nemiche (anche in notturna), possibilità di usare mezzi nemici, di creare imboscate o di azioni in modalità furtiva, capirete che di carne al fuoco ne abbiamo veramente in abbondanza. Oltre a questo, sappiate che l’intelligenza artificiale dei nemici è una delle migliori che mi sia capitato di vedere negli RTS recenti. Prima di tutto si potrà scegliere il livello di difficoltà (facile, normale, difficile) e a differenza di altri giochi, la modalità scelta e la tattica con cui i nemici ci affrontano, varia moltissimo – nel livello minimo di difficoltà, difficilmente perderete qualche soldato e anche l’intelligenza dei soldati nemici è scarsa (per fare un esempio, si lasciano crivellare di colpi con troppa facilità e la soddisfazione è minima). Dal livello normale a quello difficile si vede già un miglioramento enorme e sappiate che gestire alcune situazioni più concitate come assalti o demolizione di postazioni anti carro e anti aereo, sarà veramente difficile e i nemici vi renderanno la vita un vero inferno ma anche le soddisfazioni saranno maggiori una volta finita la missione. Altro elemento da tenere a mente sarà la possibilità di visualizzare il campo visivo delle unità, questo non è nuovo per il genere e qui risulta del tutto simile a quello visto in Commandos ma è comunque un opzione necessaria per aggirare alcune truppe o mezzi che ci sbarrano la strada per poi beccarli letteralmente alle spalle.

A livello tattico, sappiate che tutti gli elementi presenti nella mappa si potranno usare a nostro piacimento (ma lo faranno anche le truppe nemiche), quindi preparatevi a usare al 100% quello che vi circonda sia esso riguardi un cespuglio, una staccionata, un mezzo distrutto o una casa diroccata. Nella gestione delle coperture si ha poi un senso totale dell’ambiente di gioco anche grazie alla visualizzazione grafica di come si schiereranno le truppe prima ancora di posizionarle – c’è chi utilizzerà un muretto della casa per stare chinato e sparare, chi si metterà completamente a terra oppure chi sparerà in posizione eretta, semplicemente perfetto. Se qualcuno poi si chiede se il paesaggio, oltre che alla sua fruibilità come riparo, può anche essere distrutto, sappiate che la risposta è positiva. Sia le case che i mezzi possono andare distrutti quindi si ha un ulteriore piano a livello tattico. Per fare un rapido esempio, mi è capitato di schierare qualche uomo dentro una casa per assaltare un convoglio armato, peccato che un blindato mi abbia sparato contro un missile che ha portato alla distruzione dell’edificio e alla morte quasi immediata dei miei uomini. La distruzione viene poi gestita a più livelli, per essere chiari, sappiate che se si tira una bomba a mano contro un carro armato, prima lo vedremo fermarsi con i cingoli distrutti poi noteremo la sua scocca annerirsi e infine saltare in aria e rimanere praticamente solo come carcassa fumante. Questa scelta aggiunge un tocco ulteriore al realismo del gioco ma sappiate che tutti i mezzi potranno anche essere riparati se subiranno troppi danni, ovviamente una volta che sono distrutti ci sarà poco da fare ma è comunque bello sapere che se si danneggia leggermente un carro armato o un mezzo che ci serve a qualche scopo, lo si potrà anche riportare alla vita in qualche minuto di riparazione (azione che potrà essere eseguita solamente da uno dei due personaggi principali quindi difendetelo a dovere o avrete la sua morte sulla coscienza).
Per ultimo (in verità di cose da dire ne avrei ancora ma lascio anche la scoperta al giocatore), sappiate che quasi ogni mezzo disporrà anche di più armi da usare sul campo di battaglia e non mi riferisco solamente all’uso della mitragliatrice o del cannone per il carro armato, semi cingolato, jeep e altri mezzi presenti nelle mappe ma proprio alla scelta delle munizioni per affrontare i nemici a medio o a corto raggio. Se da una parte potremo avere a disposizione un mezzo veloce per sferrare un attacco lampo a qualche unità, cambiando semplicemente le munizioni della torretta, potremo considerare anche l’opzione di rimanere fermi (di modo da evitare che ci venga distrutto il mezzo) per sferrare un attacco dalla distanza ma falciando comunque le unità nemiche.

GRAFICA E AUDIO ESPLOSIVO
Dal titolo del paragrafo si capisce subito cosa ne penso del comparto tecnico e audio.
In verità, anche se il comparto tecnico è veramente eccezionale, c’è da dire che le richieste hardware per far girare il tutto al massimo, saranno esose e in computer meno performanti ci dovrà essere per forza una taratura delle opzioni grafiche, pena qualche rallentamento di troppo che risulterebbe veramente irritante. Il motore che muove il tutto è ricco di dettagli e le texture si alternano a palette cromatiche molto varie che vanno da colori molto accesi e vivaci fino a soluzioni più scure e sporche, soprattutto per i mezzi o gli edifici distrutti. Questi particolari si notano moltissimo quando avremo una visuale abbastanza ravvicinata della mappa ma anche dall’alto, l’occhio si esalta per la bellezza dei dettagli che difficilmente si perdono anche con un effetto nebbia che alcune volte delimita il campo di gioco (usato per alleggerire il carico di calcolo). Gli effetti speciali non possono che essere spremuti al massimo e anche qui ci saranno dei tocchi di classe che, oltre al livello visivo, si implementeranno a meraviglia con il campo di gioco: avremo dunque alberi che si incendiano (altra componente tattica), esplosioni che alzeranno fumo e detriti, ghiaccio che andrà in frantumi con granate e colpi di mortaio, polvere che segnerà il passaggio dei mezzi e cosi via. Sinceramente, trovare dei punti negativi in questa produzione è assai difficile perché il gioco ha del certosino come non mai. In sincerità ho avuto qualche crash durante la visualizzazione di molte unità a monitor e ho anche riscontrato qualche pop-up delle texture (sparizione di case distrutte o anche di soldati) durante il passaggio di alcuni mezzi ma sono problemi che vi capiteranno una o due volte in tutto e che non preoccupano proprio per nulla.
Per quanto riguarda le animazioni, anche qui non ci si può proprio lamentare, tutto è fluido e raramente mi è capitato di vedere qualche legnosità nei movimenti dei soldati. Oltre a questo, è stupendo vedere i soldati che salgono sui mezzi o che ne fanno uso come copertura. Per quanto riguarda la modellazione del territorio e dei mezzi, preferisco non sprecare caratteri e lasciare la parola alla visione delle foto a corredo dell’articolo, comunque siamo da bava alla bocca.

Eccezionale anche il sonoro, specie nei rumori dei mezzi e delle armi, che paiono campionati da oggetti reali. Se disponete di un impianto surround 5.1, preparatevi alle lamentele del vicino di casa perché il fischio delle pallottole o l’esplosione delle granate o dei mezzi, potrebbe dar fastidio a qualcuno e far credere che ci sia una guerra vera e propria nella vostra stanza. Scherzi a parte, sentire la differenza del motore di un corazzato 223 o di un carro armato pesante kv-1 ( se non mi credete, andate su youtube, ascoltate il loro suono e poi tornate a giocare) non è da tutti e per questi particolari il gioco si innalza verso l’olimpo del genere strategico. Le musiche sono incalzanti, epiche e orchestrate divinamente…

SERVE AGGIUNGERE ALTRO?
Men of War è un gioco che per me rasenta la perfezione.
Difficile criticare un titolo del genere perché ha poche cose negative di cui parlare: graficamente è stupendo, la gestione delle truppe è perfetta, l’intelligenza artificiale si attesta su livelli di tutto punto e in modalità difficile, vi darà parecchie gatte da pelare. Il gioco è uno degli strategici in tempo reale più curati del 2009 e difficilmente metterò le mani su un altro titolo del genere (anche Dawn of War 2 in confronto mi sembra un giochino passabile ora che ho provato questo). Serve aggiungere altro? Assolutamente no.

Votazione finale: 93/100

16 marzo 2009
Articolo di: Stefania Salvi
Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Da everyeye.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47298#p47270) - 8.5 su 10
Da gamesvillage.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47218) - 6 su 10
Da Gamesurf (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47332) - 8 su 10
Da Gamestar.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=47333#p47333) - 78 su 100
Da Guide Da.Da Supereva.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=50504#p50502) - 9 su 10
Da ETmagazine (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=50504#p50504) - 69 su 100
Da Game (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51547) - 79 su 100
Da Playing.it (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51548) - 8.1 su 10
Da Gamefun (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&p=51550#p51550) - 7 su 10
Da Iniziopartita (http://www.digitalmindsoft.eu/forums/viewtopic.php?f=130&t=3519&start=20#p56522) - 80 su 100


Voi cosa ne pensate?
Se poi avete altre recensioni da sottoporre aggiungetele alla discussione.

Dilust
12-05-2009, 18:35
L'idea di questa discussione mi è venuta leggendo i post di [A][GIO]-Max e di Dark Slayer (il quale ringrazio), nel forum NGI, riguardo la recensione di MoW sulla nota rivista The Games Machine. Sfido chiunque abbia letto tale articolo e abbia anche provato il gioco a non sbottare in esclamazioni a dir poco offensive. È chiaro che l'autore di tale articolo non ha mai provato il gioco nella sua interezza, e men che meno, abbia tentato di informarsi al riguardo prima di mandare il suo lavoro alle stampe.

Ma passiamo oltre...
Per me la migliore recensione è quella di Giochi per il Mio Computer... si nota subito che il Sig. Beretta si è degnato di dare più che uno sguardo al gioco ed anzi ne ha subito intuito i punti di forza e le lacune.

Anche le altre recensioni sono di buon livello e si nota lo spirito giornalitico e critico degli Autori, anche se pure qui vi sono delle vistose imprecisioni (...inquadratura fissa? ma dove l'ha vista?).

Come ho detto, l'unica vistosa sorpresa è giunta da una rivista che si fregia del titlo di rivista più venduta del settore... mhà tutta questa qualità io non la noto... ma queste sono considerazioni personali e forse pure soggette a qualche mio veduta partigiana.

Voi cosa ne pensate?

AniMauro
12-05-2009, 20:00
Il signor Ivan "Kikko" Conte della rivista TGM si merità da me un applauso...PER LA QUANTITA' DI CAZ**** propinate sul gioco...

io sono uno di quelli che ha comprato TGM, ora mi dispiace dirlo, ma non credo che lo comprerò più... :(

sembra che questi recensori, guardino solo quanta pubblicità c'è di un gioco in giro per decidere il loro voto...se questo è il modo di essere professionisti del settore... :huh:

non ho sottomano i voti per giochi come DoW2 o COH:tales of valor, ma sono convinto che siano su punteggi molto più alti di quello che dovrebbero essere...


un consiglio in caso qualcuno mi venisse a dire "eh, ma non c'era tempo di provare il gioco!"...io rispondo "sti ca***!se non c'è tempo, non lo recensite!!!" :baseball:

Ishan
13-05-2009, 07:24
concordo, le recensioni qui sopra riportate mostrano chiaramente che sono state fatte da persone che nemmeno hanno visto la scatola del gioco. Per quanto riguarda le scelte dei giochi preferisco vedere i vari forum e sentire le opinioni dei giocatori piuttosto di questi presunti giornalisti

Desaix
13-05-2009, 09:24
Quando uno definisce EMPIRE calibro da novanta non merita un capello di credibilità in più :huh:

[A][GIO]-Max
13-05-2009, 10:10
Ottima rassegna stampa Dilust!

Fa sorridere come la la rivista "più blasonata" (e sopravvalutata) del settore abbia preso una cantonata clamorosa incappando in una palese figuraccia.

Sembra siano riusciti a recensire il gioco SENZA averlo manco provato, tante sono le inesattezze dette.

Sconvolgante poi è la superficialità e l'appossimazione con cui tentano di argomentare un giudizio totalmente sballato e fuorviante.

Credo che il Sig. Ivan "Kikko" Conte abbia FORSE provato solo la Demo e magari una o due missioni SP, avendo capito poco o nulla delle dinamiche del gioco e della profondità tattica e strategica ed il realismo che lo caratterizzano.

Il fatto che poi non faccia alcun riferimento al MP, che è l'ESSENZA di Men OF War, la dice lunga sulla credibilità della rivista e della recensione.

Comunque "nulla di nuovo sotto il sole", TGM resta a mio parere una rivista molto sopravvalutata e superficiale. Con questa recensione credo si guadagni il Tapiro per la disinformazione.

Sarei poi curioso di sapere, secondo il Sig. Conte quali sono questi "fantomatici" capisaldi della serie.

Dilust
13-05-2009, 10:42
non ho sottomano i voti per giochi come DoW2 o COH:tales of valor, ma sono convinto che siano su punteggi molto più alti di quello che dovrebbero essere...

Per titolo di cronaca: CoH:Tales of Valor è stato recensito nello stesso numero di TGM (Maggio 09) e ha preso lo stesso voto di MoW, cioè 67 su 100

Riporto il giudizio finale:


Da sempre fan accanito della serie Company of Heroes, devo ammettere che stavolta la sensazione del mezzo passo falso ci sia tutta. È sul fronte dei contenuti che sorgono i dubbi per un gioco quasi esclusivamente orientato a soddisfare la sete di novità del pubblico multiplayer, trascurando quasi le esigenze di chi vuole giocare in solitudine. Il singleplayer è infatti troppo corto, facile e lineare per arrivare al valore aggiunto delle campagne giocate nell'originale e in Opposing Fronts. Una delle nuove modalità (Operation Stonewall), il sistema di fuoco diretto e i veicoli rappresentano un'aggiunta gradita ma non riescono a trasformare Tales of Valor in un acquisto obbligato per tutti i fan della serie.

+ Nuovi veicoli e modalità per il MP
Sempre piacevole da vedere

- SP brevissimo e facile
Costa troppo per quello che offre.

Matteo "Elvin" Lorenzetti

Per DoW2 non ho la rivista sottomano, perché io, come la maggior parte degli acquirenti di tali riviste, e come ben potete immaginare dalla "eccelsa" qualità degli editoriali, le compro solo per gli allegati...

Una piccola nota personale: si parla tanto di innovazione nel campo dei videogiochi, ma non ho ben capito cosa gli "specialisti" intendono per innovazione? Si parla dei soli artifici grafici o anche delle meccaniche di gioco. Sembra che molti snobbino il sistema di "direct control" ma per me, la prima volta che l'ho provato in SHoWW2 è stato davvero uno shock, da allora non gioco più a un RTS nello stesso modo.
Spesso quando gioco a Panzers o a CoH mi sorprendo a premere le frecce direzionali maledicendo quello stupido carro che non vuole posizionarsi in modo esatto dietro un riparo per defilarsi dal fuoco nemico. Il direct control, per conto mio è una stata una rivoluzione perché ti costringe a pensare in tutto un altro modo. SHoWW2 implementa la fisica in un modo che nessuna altro gioco fa (qui stiamo parlando del 2004, signori), altro che barra d'energia per veicoli ed edifici... Qui riuscire ad azzoppare un carro fa la differenza eccome...

Lord Harald
13-05-2009, 11:12
La recensione fatta da TGM sembra fatta dal classico bimbominkia, non stupisce quindi che TGM sia la rivista + venduta.
Decisamente + professionali le altre, comunque limitate e poco approfondite, ma, si sa, i recensori solitamente hanno al massimo una settimana, se gli va bene, per provare i giochi prima dell' uscita del giornale, ed infatti, per i giudizi, non mi affido mai alle riviste del settore.

Comunque il problema di base a mio avviso è uno solo, dovrebbero dividere il giudizio tra multi e single, i giochi spesso cambiano completamente aspetto da l' uno a l' altro, MOW stesso ne è un' esempio lampante.

albero78
13-05-2009, 11:36
Sono anni ormai che non compro più TGM, ma l'ho comprata per tantissimo tempo.
Ho letto quella recensione e ho soprattutto notato il polverone che ha alzato su internet.
Domanda per chi segue TGM: sui numeri successivi è per caso apparso qualche scusa o corrigendum o lettera di protesta o editoriale che magari sottolinea i gusti "personali" dei recensori?
A

Dark Slayer
13-05-2009, 12:32
E' una recensione di questo mese quindi non è uscito altro ancora.

Ad ogni modo non mi affido mai alle recensioni delle riviste, anzi non le compro proprio mai, l'ultima che ho comprato era un K di non ricordo quanti milioni di anni fa. Ho giusto preso tgm di maggio perchè c'era allegato opposing fronts.

Inutile dire che da quella recensione si palesano svariate cose, tra cui il fatto che il tipo che l'ha scritta non ha la minima idea di cosa sia men of war e forse ha giocato un paio di missioni single player. Il multiplayer non è stato citato per niente.

Molto più professionali gli altri recensori che quantomeno hanno colto i punti di forza e l'innovazione che porta mow (secondo tgm invece è roba trita e ritrita... WHAT!??!!?).

Leggendo le recensioni effettivamente la migliore mi sembra quella di giochi per il mio computer.

AniMauro
13-05-2009, 12:44
una cosa che mi dispiacerebbe è se tanti giocatori che hanno letto la rivista non giocassero a MoW per la recensione fatta...

già il gioco non è molto pubblicizzato e ne soffre un pò di questa cosa...se poi ci si mettono sti recensori... :?

Dilust
13-05-2009, 16:53
Ecco qui la recensione, che mi era sfuggita (anche perché il sito una volta funzionava e cento no..), fatta da gamesvillage.it (il nuovo portale Sprea)


Da gamesvillage.it (http://www.gamesvillage.it/news/reviews/detail%5Bn=13832%5D.html)

Che cosa fa di un RTS un “buon” RTS? La risposta a questa domanda dipende davvero troppo dai gusti personali di ciascuno di noi perché si possa dedurne una valida per tutti. Certamente, un primo passo dovrebbe essere il tentativo di innovare regole e cliché stantii che il genere si sta stancamente portando dietro da ormai troppo tempo. Ugualmente, la ricerca di un’ambientazione originale potrebbe portare un po’ di ossigeno in più nei polmoni del videogiocatore annoiato. Purtroppo, a Men Of War non riesce nessuna delle due cose.

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE
Best Way, la casa di sviluppo che sta dietro a Men Of War, aveva già battuto due volte la strada degli RTS ad ambientazione bellica, grazie a produzioni discrete come Heroes Of World War II e Faces Of War. Quest’ultima fatica è quindi da considerarsi un ideale terzo capitolo della serie che, manco a dirlo, mantiene inalterato il teatro principale degli eventi narrati: la Seconda Guerra Mondiale. Le campagne a disposizione del giocatore sono tre e si svolgono in luoghi molto diversi tra loro, come la Russia, il Nord Africa e l’isola di Creta, per un totale prossimo alla ventina di missioni disponibili. Quello che dovrebbe caratterizzare Men Of War è l’estremo realismo dovuto a tutta una serie di algoritmi in grado, ad esempio, di calcolare al meglio le traiettorie dei proiettili o il comportamento dei veicoli a seconda del terreno sul quale devono muoversi. Queste interessanti peculiarità si scontrano purtroppo con una serie di difetti che ne annullano totalmente i benefici. Tanto per cominciare, l’intelligenza artificiale dei nemici (ma anche dei nostri compagni, a dire il vero) sembra governata più dal caso che da una volontà strategica vera e propria, visto che la tendenza è quella di attaccare in massa in alcuni frangenti e di difendersi a oltranza in altri, senza tentare altre manovre. Inoltre, l’interfaccia è un po’ fumosa e poco pratica in alcuni momenti, fermo restando che si tratta di uno strategico che vuole fare della complessità simulativa il proprio cavallo di battaglia, ed è quindi normale per un certo verso attendersi molti comandi a video, anche se la snellezza non dovrebbe comunque prescindere dalla quantità.

Per il resto, il gameplay di Men Of War si adagia nemmeno troppo velatamente ai due titoli precedenti di casa Best Way, introducendo semplicemente una sorta d’inventario per le unità con il quale giocherellare un po’ e la possibilità (interessante ma pressoché inutile) di controllare direttamente una singola unità come se stessimo facendo una partita a un qualsiasi action in terza persona. Naturalmente, Men Of War ha una componente multiplayer di tutto rispetto, dove è possibile non solo cooperare con altri giocatori contro ulteriori avversari umani (fino a un massimo di 16 utenti), ma porta in dote addirittura una nazione come il Giappone che non è controllabile in nessuna delle tre campagne single player.

UN PO’ OLD
Parliamo di grafica. Men Of War è, sotto quest’aspetto, un prodotto discreto, ma nulla più. Le texture che ricoprono buona parte dei poligoni sanno di vecchio e si fanno rispettare solamente quando la telecamera è molto alta e garantisce una visione d’insieme decisamente più piacevole alla vista. C’è anche da dire che la non eccelsa qualità del comparto tecnico permette di giocare anche su PC non necessariamente pompati, il che è un punto a favore di non poco conto e potrebbe invogliare all’acquisto gli appassionati della Seconda Guerra Mondiale che non hanno recentemente speso soldi per aggiornare la propria configurazione. Per il resto, dal punto di vista audio Men Of War si difende piuttosto bene, grazie a una discreta colonna sonora che interviene solo quando deve e agli effetti delle esplosioni che, in presenza di un impianto di buona potenza, non mancano di sottolineare ulteriormente la violenza di un evento devastante come quello bellico. Tutto sommato, va bene così.

Commento
Con Empire Total War e Dawn Of War freschi di pubblicazione riesce davvero difficile capire per quale motivo si debbano spendere una quarantina d’euro per Men Of War, soprattutto considerando che il titolo Best Way si è dimostrato poco più che un prodotto discreto. Se però siete appassionati della Seconda Guerra Mondiale o il vostro PC non è di ultima generazione, fateci un pensiero.

Voto 6

by Alias


Per quanto è mal fatta può essere la sorella di quella di TGM; è interessante notare anche come il voto utenti sia invece stato di 9
Sempre per completezza vi posto il link della risposta di un utente a tale recensione:
http://forumtgmonline.futuregamer.it/sh ... stcount=65 (http://forumtgmonline.futuregamer.it/showpost.php?p=6819928&postcount=65)

E, infine, rimanendo in tema: questo è il link alla discussione ufficiale su MoW nel forum TGMOnline:
http://forumtgmonline.futuregamer.it/sh ... p?t=181786 (http://forumtgmonline.futuregamer.it/showthread.php?t=181786)
Nel quale potete leggere cosa ne pensano i fan e non.

baionetto
14-05-2009, 02:16
Segnalo anche questa recensione :


Da everyeye.it (http://www.everyeye.it/pc/men-of-war_recensione_9429)

Men of War
La guerra infinita
La lista dei titoli attualmente in commercio, ambientati nella seconda guerra mondiale, sembra non avere fine. In un panorama videoludico in cui nessuno sentiva la necessità di rivivere per l’ennesima volta il secondo conflitto mondiale, Best Way ci sorprende con il seguito di Faces of War, regalandoci un titolo degno di nota, dal gameplay complesso e altamente soddisfacente.
Nessuno si aspettava, insomma, di trovarsi di fronte un titolo interessante nonostante l’ambientazione trita e ritrita e l’appartenenza a un genere che conta un’infinità di titoli con scarsissime variazioni significative sul gameplay.

Uomini di guerra
L’esperienza single player di Men of War vanta la presenza di ben tre campagne differenti, in cui controlleremo i soldati russi, tedeschi e alleati. Le missioni, lunghe e impegnative, risultano alleggerite dalla suddivisione in fasi diverse, che talvolta sbloccheranno nuove aree percorribili sulle già vaste mappe di gioco.
La campagna sovietica segue le vicende delle due reclute Smirnov e Kuznetzov, ex studenti universitari, che assieme ad un plotone di sopravvissuti ad un inaspettato bombardamento, combatteranno, partendo dall’area di Rostov, per recuperare o difendere obbiettivi strategici o di grande importanza economica, come la fabbrica di Rostselmash; al centro della campagna americana, invece, le vicende di Terry Palmer, giornalista anti-guerra vittima dell’arruolamento forzato nell’esercito alleato, ritrovatosi a combattere nell’operazione “Torch” in Algeria; nella campagna tedesca, infine, accompagneremo il soldato Gunther Borg nell’”operazione Mercurio” e nella conseguente conquista di Creta.
La scelta di Best Way di non ripercorrere nel gioco missioni della seconda guerra mondiale già ampiamente utilizzate, come lo sbarco in Normandia, dona a Man of War un particolare fascino elitario; ben apprezzato risulta il tentativo di rendere più ‘umani’ i piccoli soldati poligonali, fornendo loro un background, anche se solo accennato, che però li rende più ‘vivi’ dell’anonimo soldato ritratto in copertina. Tuttavia l’aspetto narrativo, forse colpa dei filmati d’intermezzo dalla dubbia qualità, non rappresenta un punto di forza del gioco; dopo alcune intense sessioni di gioco sarà abbastanza chiaro come gli sviluppatori del gioco abbiano concentrato le forze sulla realizzazione del gameplay più che su quella relativa alla narrazione.

Un vero strategico
Portare a termine le campagne single player sarà un’impresa tutt’altro che semplice. Il meccanismo di gioco, volto ad un approccio realistico alle strategie offensive e difensive di guerra, farà si che alcune sequenze risultino discretamente difficoltose anche per gli appassionati di strategici in tempo reale. Seppur estremamente soddisfacente, nei casi in cui le vostre strategie di guerra calcolate con precisione geometrica vadano a buon fine, il gameplay di Men of War presenta alcuni eccessi in fatto di realismo. Si tratta di alcune scelte discutibili quali quelle riguardanti i lunghi tempi di riparazione dei veicoli o la necessità di gestire il numero di munizioni presenti nel’inventario di ciascun soldato del plotone. Niente che comprometta l’efficacia del gameplay, in definitiva, ma che rischia di appesantire in qualche modo le sequenze di gioco più impegnative.
In Men of War non avremo a disposizione i tipici “barracks” dai quali sfornare interi eserciti; le risorse saranno limitate ed esigue in quasi tutte le missioni. La maggior parte delle volte il nemico si troverà in forte vantaggio numerico, e un approccio frontale risulterà quasi sempre in una sconfitta schiacciante. Per portare a termine con successo una missione sarà necessario quindi fare economia di risorse e soldati e sfruttare l’ambiente a nostro favore, oltre che avere in mente un approccio tattico già ben definito e completo.
L’interfaccia di gioco è semplice ed intuitiva, dalla barra in fondo allo schermo potremo selezionare i vari tipi di unità, attivare/disattivare la mappa, leggere gli obbiettivi, evidenziare sulla mappa la presenza di oggetti utili e così via. Nel riquadro in basso a destra invece potremo gestire tutte le azioni del soldato selezionato in quel momento, per comprendere le quali magari sarebbe stato d’aiuto un tutorial un tantino più approfondito.
Un aspetto molto interessante dell’interfaccia riguarda l’agevolazione del sistema di copertura: selezionando un’unità o un gruppo di unità e spostando il cursore verso un possibile riparo, verrà mostrata la posizione in cui le unità si disporranno dopo aver impartito l’ordine; con questo sistema si eviterà l’errore di posizionare i soldati dal versante sbagliato della copertura o di lasciare scoperta una o più unità del gruppo selezionato.
Altra interessante aggiunta riguarda la possibilità di passare al controllo diretto delle singole unità. In questo modo, invece che selezionare le unità e poi cliccare sulla destinazione desiderata, potremo muovere un soldato con le frecce direzionali mentre si mira e si spara con il mouse. Nonostante l’aggiunta di questa componente action, Men of War resta un titolo esclusivamente orientato verso l’approccio strategico; l’aggiunta di questa opzione è solo un espediente per garantire un metodo di controllo meno macchinoso nelle missioni di infiltrazione, in cui utilizzeremo un soldato alla volta.
La visuale di gioco è completamente gestibile dal giocatore, tuttavia, durante le varie azioni da svolgere, saranno necessari numerosi aggiustamenti, visto il modo in cui gli elementi ambientali, come la folta vegetazione e alcune imponenti costruzioni, ostruiranno il raggio visivo, nascondendo alcune unità indispensabili per la riuscita della missione. A questo è possibile ovviare scegliendo la visuale dall’alto, più pratica ma sicuramente meno suggestiva.
L’esperienza single player di Man of War è lunga e intensa (difficilmente sarà possibile completare le tre campagne in meno di 30 ore di gioco) e il multiplayer ne raddoppia la già notevole longevità, con un’ampia possibilità di scelta fra le varie modalità di gioco e un numero di mappe elevato, destinato a crescere grazie all’aggiunta (gratuita) dell’editor ufficiale.

Aspetto tecnico
Tecnicamente il gioco si assesta su livelli più che soddisfacenti; la resa grafica generale è ottima, se osservata scegliendo una visuale distante dal terreno di gioco. Zoommando, però, il dettaglio dei modelli 3d, soprattutto delle unità, risulterà molto meno esaltante. In particolare avremmo gradito una varietà più marcata nel dettaglio dei volti dei soldati, che, se osservati da vicino, appariranno identici fra loro. Lasciano alcune perplessità anche i filmati di intermezzo, prerenderizzati, la cui realizzazione non è all’altezza della qualità generale del prodotto, e ai quali avremmo preferito dei brevi spezzoni in grafica di gioco. Molto ben realizzate invece le animazioni, soprattutto nelle sequenze di morte, alcune delle quali rese in modo molto crudo e d’effetto. Le esplosioni, molto ben definite grazie al sapiente utilizzo di effetti particellari, aumentano la spettacolarità delle scene di gioco. Il motore fisico è tecnicamente impeccabile: ogni oggetto presente sulle mappe di gioco potrà essere distrutto per poi essere utilizzato come copertura per ulteriori attacchi. Men of War è graficamente più che convincente, quindi, ma per gustare appieno le meraviglie dell’engine sarà necessario una macchina potente, vista l’estensione notevole di alcune mappe e l’elevato numero di oggetti in movimento nei tratti di gioco più concitati.
Gli effetti sonori delle armi e dei veicoli sono molto convincenti e vari e il doppiaggio in lingua italiana è di ottima qualità (a dispetto del pessimo voice acting della versione inglese). La colonna sonora è, invece, piuttosto blanda e poco presente: per alcuni tratti di gioco il sottofondo musicale si fermerà, lasciandoci per alcuni minuti nel silenzio più assoluto.
I requisiti minimi per giocare a Men of War parlano di un processore Intel Pentium 4 a 2,6 GHz o equivalente AMD Athlon 64 2800+, 1 GB di RAM su XP (1,5 su Vista), scheda video Nvidia GeForce 6200 o ATI Radeon X1600 con 128 MB di memoria video e supporto per gli shader 2.0, 5 GB di spazio libero su hard disk. Tuttavia consigliano caldamente l’utilizzo del gioco su un computer dotato di almeno un processore Intel Core 2 Duo 2.33 GHz o AMD X2 5000+, 2 GB di ram e scheda video Nvidia GeForce 8600 o ATI Radeon HD 2600.

Commento finale
Il target di Men of War non è sicuramente il casual gamer alle prese con il primo strategico in tempo reale. Tuttavia l’ottima realizzazione tecnica, l’appagante complessità del gameplay e la smisurata longevità, rendono Men of War un titolo di tutto rispetto e uno dei più interessanti RTS degli ultimi anni.

Voto globale 8.5
Recensione a cura di Enrico Spadavecchia - Pubblicato il 13/05/2009


TGM non è da prendere minimamente in cosiderazione, ma da ANNI ormai...

Dilust
14-05-2009, 12:02
Grazie baionetto.
Ho aggiunto il testo completo al tuo messaggio perché la prima pagina sta diventando un po troppo pesante.

Dilust
14-05-2009, 18:00
Aggiungo altre due recensioni:


Da Gamesurf (http://gamesurf.tiscali.it/dynamic/articolo/CHIAVE/meno1234801130109/TIPO_PAGINA/recensione) - il portale di videogames di tiscali

Men of War
Chi ha detto che giocare ai soldatini è roba da bambini?

Il virile profilo di soldato russo con elmetto, che non ha nulla da invidiare nei suoi impliciti contenuti retorici ai profili “romani” delle statue del Foro Italico di Roma o a quelli “teutonici” delle effigi del periodo hitleriano, campeggia sulla copertina della confezione di Men of War e sul DVD all'interno. Il posto d'onore che i creativi del team ucraino Bestway desiderano riservare all'Armata Rossa è confermato, non appena si inizia a giocare, dal fatto che la campagna sovietica sia piazzata prima delle altre due e sia lunga il doppio di quella americana e di quella tedesca. Superato un po' d'imbarazzo per l'ostentazione smaccata di simboli (sul DVD sono stampati una falce e un martello che ormai non si vedono più nemmeno alla festa dell'Unità) che ci piacerebbe consegnare ormai alla storia, assieme a svastiche e fasci littori, l'impressione immediata regalataci dal gioco, che ci propone un'azzeccata miscela di RTS, RPG e TPS. Addirittura, diranno quelli tra voi che non lessero la nostra preview di qualche mese fa (e alla quale rimandiamo)?

L'idea di creare qualcosa di nuovo in un panorama, quello degli strategici con ambientazione Seconda Guerra Mondiale, decisamente affollato e ben frequentato (vedi Company of Heroes o Codename: Panzers, tanto per citare qualche nome autorevole), è decisamente ambiziosa.
Dopo aver macinato qualche missione di MoW, e speso la giusta dose di sudore e contumelie di fronte ad una curva d'apprendimento ripida come un costone del Cervino, si raggiunge la conclusione che i ragazzi di Bestway abbiano raggiunto la maggior parte degli obiettivi.

Il gioco che mi aveva già favorevolmente impressionato in sede di preview merita decisamente l'attenzione del segmento degli appassionati del genere, per i contenuti innovativi di un gameplay che fonde, in effetti parecchi contenuti tipici del gioco di ruolo e dello shooter in terza persona. Mi piacerebbe scrivere anche che sarà capace di guadagnarsi la stima di neofiti e giocatori occasionali, se non fosse che la complessità delle sue meccaniche lo rende decisamente ostico per chi non abbia una dose di tempo sufficiente da dedicargli e la voglia di leggersi (caso più unico che raro, ultimamente) il manuale delle istruzioni.

Unica fonte, quest'ultimo, di elementi essenziali per capire alcuni comandi e meccanismi (come la formazione dei gruppi di combattimento di più unità, o la tecnica di disposizione delle trappole anti-uomo, tanto per fare due esempi). Il gioco, infatti, è privo di un vero tutorial e, se sono in effetti presenti una missione introduttiva abbastanza facile da consentire d'impadronirsi delle meccaniche essenziali, e qualche scritta che appare occasionalmente sullo schermo per regalarci qualche perla di saggezza sui nostri compiti di missione, molte delle dinamiche rimarranno incognite a chiunque non abbia la fantasia dimettersi seduto in poltrona e darsi una letta al fascicolo allegato alla confezione. La soddisfazione, però, che MoW è in grado di regalare se si punta in alto e non ci si arrende alle prime difficoltà, sarà davvero intensa.

Non si può certo sostenere, infatti, che il team ucraino non si sia dato da fare per cantare fuori del coro. A partire dalla scelta della localizzazione delle campagne, collocate in momenti storici sin qui trascurati dagli altri titoli del genere, come la difesa e caduta di Sebastopoli da parte dell'esercito sovietico nel 1941, fino alla scelta dell'Operazione Torch (campagna algero-tunisina) e dell'Operazione Merkur (conquista di Creta e successive operazioni in Libia e Cirenaica) per gli schieramenti americano e tedesco. Per una volta, grazie al Cielo, tradiremo le sabbie normanne e le macerie di Stalingrado e Berlino a favore di luoghi inediti ma non meno suggestivi dal punto di vista storico (peccato per l'assenza delle unità italiane dal Nord-Africa, però). Inoltre il gameplay stesso, come scrivevamo poc'anzi, si avvale di formule innovative, la più vistosa delle quali è senz'altro quella di poter prendere il controllo diretto di ogni singolo uomo o mezzo sul campo.

Interrompere un “tank rush” per mettersi a fare cecchinaggio con un fantaccino scelto a caso, o assumere il comando di un panzer per guidare la carica oltre le linee nemiche, anche se non sempre raccomandabile, regala comunque sensazioni di appagamento notevole, specie una volta che si ritorna a guardare lo schieramento a volo d'uccello, beandosi dell'effetto che il nostro isolato colpo di mano sta avendo sulle sorti dell'intero scontro.

Ma c'è anche una forte componente giocoruolistica, quando alle nostre truppe è permesso di raccogliere in giro munizioni o pacchetti di medicazione, o addirittura di prendere le armi e pezzi di equipaggiamento dai nemici (elmetti inclusi). L'inventario della vostra squadra di fanteria è completo (e complicato) quasi quanto quello di un gioco della serie Baldur's Gate. Il che equivale ad un livello di personalizzazione maniacale, adatto ad hardcore gamers a caccia di un RTS definitivo, più che ai giocatori della domenica che preferiscono una partita al volo con la loro console preferita ad una sessione di 90 minuti per finire una missione di guerra.

Peccato, però, che i ragazzi dell'Est si siano persi forse in troppe minuzie, perché il gioco è davvero piacevole, alla lunga. La grafica è affidata al motore GEM 3 appositamente sviluppato, che fa il suo sacrosanto dovere nel replicare in modo fedele ed immediatamente riconoscibile le sagome dei mezzi e dei soldati, anche quando insistiamo con lo zoom al massimo livello d'ingrandimento. E il sonoro, una volta che avremo azzerato la dimenticabile colonna sonora musicale, e abbassato al minimo il volume dei dialoghi, davvero dimenticabili (ecco perché nessuno parla del cinema ucraino...), può avvalersi di effetti sonori realistici e fedeli, al punto di poter distinguere un modello di carro armato dal rumore del motore.

Stessa cura maniacale è stata riposta nell'implementazione degli arsenali, variegata, realistica e un po' partigiana (sono disponibili svariate versioni del carro russo T-34; ne manca solo una verniciata con i colori dell'arcobaleno...). Per inciso, è doveroso osservare come la grafica fluida e accattivante, anche se non esattamente allo stato dell'arte, non faccia prigionieri in termini di hardware, i cui requisiti non sono certo all'insegna della parsimonia. Va detto però che certe cose, come ad esempio la completa distruggibilità di tutti gli ostacoli solidi (edifici inclusi), si pagano, soprattutto in termini di risorse.

Una standing ovation, in ogni caso, la merita il sistema di salvataggio, tradizionale più che mai. Numero di salvataggi illimitato, e possibilità di congelare la nostra partita in ogni momento. Ossia l'unica modalità gradita da tutti che non costringa chi non ha ore da passare davanti alla tastiera ad abbandonare dall'inizio ogni velleità d'acquisto. In un gioco così, omettere un adeguato comparto multiplayer sarebbe stato peccato mortale e i nostri amici Bestway hanno scelto di mettere al sicuro le loro anime di programmatori, dotando la loro creatura di un cooperativo di campagna notevole, oltre che di una serie di (classiche) opzioni multigiocatori a punti che ammettono partite di un massimo di 16 partecipanti.

Niente male, se non fosse che, data l'incompatibilità di alcune versioni nazionali del gioco con altre, non è poi così facile riuscire a riempire un server di giocatori. La cena è servita, per tutti i guerrafondai virtuali ancora affamati della polvere, del fango e della cordite dei campi di battaglia europei degli anni Quaranta. La tematica delle ambientazioni del gioco, anzi, lascia ampio spazio per dei sequel tutto sommato auspicabili. L'auspicio è che il team di sviluppo si avvalga di quest'esperienza per modificare certe asperità di gameplay che rischiano di condannare l'ottimo MoW alla nicchia dei giochi d'elite per appassionati a tempo pieno.

Commento
Un'esperienza totale. Men of War si ama o si odia. Si può amare per la cura meticolosa nel riprodurre armamenti e scenari storici, completi di rumori ed effetti sonori. O per il dettaglio del gameplay, che consente di personalizzare l'equipaggiamento di ogni singolo soldato, o di gestire in prima (terza) persona ogni unità. Oppure detestare per la complessità che costringe anche chi già ne mastica a studiare il manuale cartaceo, e ad apprendere un po' alla volta, superando inevitabili momenti di frustrazione. O magari per la pesantezza del motore grafico, che costringe ad utilizzare il gioco in modo completo solo su macchine adeguatamente equipaggiate e per l'incompatibilità che spopola i server transnazionali rendendo difficile godere appieno del multiplayer. In ogni caso, il gioco Bestway suscita emozioni profonde e viscerali. Non sono forse proprio quelle, che ci attendiamo da un videogioco?

Pregi
Campagne lunghe e ben strutturate
Personalizzazione dei soldati
Varietà degli scenari

Difetti
Un po' troppo complesso
Curva d'apprendimento ripida
Tutorial troppo essenziali

Voto 8 su 10

A cura di: Marco Modugno

Dilust
14-05-2009, 18:01
Ecco la seconda:


Da gamestar.it (http://www.gamestar.it/showPage.php?template=Recensione&id=1673&masterPage=ngs_articolo.html&argomento=Men+of+War)

Da Bestway arriva sui nostri monitor l'ennesimo titolo dedicato alla mai troppo chiacchierata Grande Guerra. Se state già preparando fucili e mitragliatrici, mettetele da parte: la vostra arma principale sarà la materia grigia!

Di nuovo in guerra!
Probabilmente i più non avranno memoria di un gioco apparso anni fa sui desktop, Soldies II: Heroes of World War, titolo strategico di ottima fattura e dal comparto tecnico di buona qualità. Sfortunatamente il prodotto in questione non riuscì a farsi notare nel marasma degli strategici in tempo reale, e rimase relegato in un angolo scovato solo dagli hardcore gamer.
Men of War, sequel ufficiale del titolo sopracitato, si trova quindi a raccogliere una difficile sfida, in bilico tra il mantenimento delle caratteristiche che fecero la fortuna del prequel e il tentativo di godere del successo commerciale. C'è da considerare che, al giorno d'oggi, gli strategici puri purtroppo non trovano il favore del grande pubblico, più predisposto alle interfacce user-friendly che alla complessità esasperata: forse per questo motivo gli RTS degli ultimi anni per garantirsi una posizione decente nelle vendite hanno intrapreso una certa direzione, proponendo agli utenti dei gameplay più immediati a discapito del realismo.
Men of War propone comunque uno dei temi più commerciali e inflazionati nella storia dei videogiochi: anche in questo caso ci si trova nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, tra il 1939 e il 1945, dove l'utente passa in rassegna tutti gli schieramenti che sono stati protagonisti del conflitto. Si parte dalla fazione sovietica, per passare poi a quella degli Alleati fino a prendere le redini degli tedeschi. Insomma gli appassionato di storia contemporanea potranno rivivere il grande conflitto sotto tutti i punti di vista (anche se non è la prima volta che accade in un videogioco), attraverso le venticinque campagne offerte dal titolto Bestway, ambientate in Europa e in Africa.

Tutti per uno, uno per tutti
In caso si pensasse che in Men of War si prende il comando di interi battaglioni, legioni di carri armati, e file di unità anti aree per una miscela esplosiva, potreste rimanere inevitabilmente delusi. Il titolo Bestway punta sul serio sull'aspetto strategico del gameplay, e non solo formalmente, e lo si evince dal numero ristretto di personaggi da comandare: si parla di un gruppo di cinque-sei membri, che vanno ad affrontare squadroni abbastanza corposi. E come è possibile cavarsela con un'inferiorità numerica così netta? Proprio per questo più che fucili e granate bisogna fare affidamento sui propri neuroni, trovando per ogni situazione il metodo e la tattica per avere ragione sui nemici. Innanzitutto bisogna prestare attenzione all'ambiente circostante e sfruttarlo al massimo delle possibilità: le ampie praterie offrono vari ripari per i commilitoni, tra cui siepi, cespugli, vecchi rottami e moltissimi angoli in cui rifugiarsi. Ovvio che non è sufficiente trovare un buon riparo perché i nemici sono dotati di un'ottima IA, e basta il minimo “sgarro” per essere scovati e fatti fuori.
Proprio per questo motivo l'utente è costretto a spremersi le meningi a più non posso per trovare il modo di sopravvivere, utilizzando al meglio le caratteristiche dei propri compagni di squadra: per esempio, si potrebbe comandare un membro per attirare l'attenzione di soldati avversari e spingerli in un determinato punto della mappa, dove poi un cecchino appostato nei paraggi provvederà a ucciderli; o in altro caso si possono disseminare mine antiuomo, sperando che qualche malcapitato ci metta un piede. Da sottolineare la totale interattività con gli scenari offerta al giocatore: tutto può essere distrutto o spostato.
In alcune sezioni comunque si potrà dare sfogo alla violenza prendendo il comando dell'artiglieria pesante come i carri armati, anche se spesso quest'ultimi si danneggiano per via dei proiettili nemici, costringendo il giocatore a farlo riparare.
E' superfluo sottolineare che Men of War sia un titolo dall'elevata difficoltà, sia per la struttura del gameplay sia per la sofisticata IA degli avversari, estremamente scaltri nel gestire gli attacchi verso i commilitoni. Insomma, i fanatici del genere saranno gioiosi di tutto ciò, e proveranno non poca soddisfazione nell'avere la meglio sui nemici dopo un'ora di studio e tentativi falliti con relative imprecazioni; diverso il discorso per i casual gamer, molto probabilmente poco disposti a sudare sette camicie per portare a termine le missioni abbandonando prematuramente il gioco.

Grafica esplosiva
Altro punto a favore del titolo è il comparto tecnico, in particolar modo quello grafico. Le mappe, oltre a essere di immensa vastità, sono composte da miriadi di particolari che contribuiscono in maniera decisiva alla creazione di un'atmosfera perfetta. Da encomio la scelta delle palette cromatiche che caratterizzano per bene i vari elementi scenici: le foglie primaverili quindi sfoggiano tonalità chiari e vivaci, mentre le macerie si contraddistinguono per i colori scuri e sporchi. Non mancano poi i vari effetti luce e ombra che donano al tutto maggiore realismo, sopratutto poi quello nebbia che oscurando la visuale contribuisce a incrementare il realismo dell'esperienza. Soddisfacenti anche le texture dei personaggi, di buon dettaglio, e sopratutto buone le animazioni, molto realistiche. Lo stesso discorso purtroppo non si può fare per i filmati in computer grafica, tra i peggiori mai visti: oltre a un visibile effetto sgranatura, le sequenze cinematografiche sono davvero inconsistenti, dando l'impressione di essere state inserite per puro caso.
Come ogni buon strategico di rispetto è presente la telecamera isometrica, grazie alla quale si può avere una panoramica a 360° gradi della situazione, permettendo all'utente di studiare al meglio le proprie mosse.
Anche il sonoro fa il suo dovere: sono presenti numerosi effetti acustici, e ogni arma produce un proprio rumore; stesso discorso per i mezzi pesanti. Ovviamente non manca il doppiaggio nella lingua nostrana, anche se i dialoghi presenti non sono moltissimi. Unica cosa insolita riguarda le risposte dei soldati ai nostri ordini che vengono dati in una lingua diversa dall'italiano. Niente comunque che comprometta l'esperienza globale decisamente godibile.

Commento
Men of War si stacca dalla massa degli odierni RTS adottando la coraggiosa filosofia della strategia nuda e cruda: il risultato è più che buono, visto che il titolo Bestway, con un gameplay profondo e un'IA raffinata, offre un'esperienza estremamente realistica e profonda. Aggiungendo un'ottimo comparto tecnico, si capisce come Men of War sia un prodotto piuttosto valido. Eppure, paradossalmente, il titolo della softco ucraina probabilmente non è destinato a diventare un blockbuster e a restare in una piacevole nicchia, poiché si rivolge a quella fetta di pubblico con la passione per le sfide ardue, lunghe e impegnative: un'impresa che il resto della popolazione videoludica non avrà la voglia di affrontare, orientandosi verso altri lidi più agevoli

Pro
- Estremamente realistico
- IA su ottimi livelli
- Ottima grafica

Contro
- Difficile
- Pessimi filmati in computer grafica
- Solo per puristi

Voto 78 su 100

Daniele Mancuso

Dilust
23-05-2009, 17:20
Vi propongo alcuni estratti della recensione di Company of Heroes: Tales of Valor apparsa sul numero di giugno 2009 di Giochi per il Mio Computer.
L'autore di questo articolo è lo stesso della recensione di MoW apparsa sulla stessa rivista alcuni mesi fa.

Voi ora vi chiederete cosa c'entri l'ultima espansione stand-alone di CoH con MoW... ebbene il recensore avendo provato ambo i titoli ha scritto cose interessanti per noi nell'articolo dedicatoa CoH.

Come ho detto ve ne ripropongo solo alcuni estratti:


[...]

Nella nostra recensione di Men of War, il bel RTS tattico ambientato nella Seconda Guerra mondiale di 1C Company (GMC di aprile 09), concludevamo notando che company of Heroes avrebbe fatto bene a guardarsi le spalle. Tales of Valor sembra, a tutti gli effetti, la risposta di THQ alle innovazioni introdotte da 1C. Nel fare questo, però, gli sviluppatori sono andati a infilarsi in tutta una serie di problemi. Il primo è che MoW copre numerosi periodi e campi di battaglia della guerra, mentre ToV è ancora - dopo anni - inpantanato nella Francia del 1944.
Più in dettaglio, è più semplice progettare un titolo con un certo obbiettivo in mente (consentire, con lo stesso motore di gioco, sia azioni tattiche con pochi uomini, sia operazioni a livello di battaglione), che cercare di ottenere il medesimo risultato partendo da un gioco originariamente pensato per tutt'altro. In particolare a ToV mancano elementi quali un inventario per i singoli soldati o la possibilità di controllare direttamente i veicoli in modo funzionale.
Nella nostra esperienza, gestire direttamente un carro armato o una squadra in ToV è stata una procedura macchinosa e innaturale, al punto che la stessa unità, lasciata al controllo dell'IA, agiva in modo più efficace decidendo autonomamente quando e come utilizzare un particolare "talento"

[...]

Alla fine, ci siamo trovati davanti a una sorta di paradosso: ToV si rivela essere un'ottima introduzione a CoH per chi non lo ha mai provato. Mentre questa è senza dubbio una qualità, lascia perplessi il fatto che tale £introduzione" si presenti sotto forma della terza espanzione. In verità è difficile consigliare ToV se non a chi vuole avere proprio la collezione completa della serie (o a chi è particolarmente interessato alle sue nuove modalità multiplayer): i contenuti sono scarsi e Men of War affronta lo stesso argomento meglio e con più varietà.

Commento
Tre campagne, per nove scenari complessivi (brevi e moderatamente interessanti), non sono una grossa offerta. L'introduzione di elementi "tattici" ricorda il più riuscito Men of War. Interessanti in complesso le nuove modalità multiplayer.

Voto 6,5 su 10

Vincenzo Beretta

Sorprendono i numerosi rimandi a MoW... quale sarà secondo voi la ragione?

Dilust
09-06-2009, 18:58
Altre due recensioni inerenti MoW scovate sulla rete.

Ecco la prima:

Da Guide Da.Da (http://guide.supereva.it/console/interventi/2009/04/men-of-war-recensione-pc)

Men of War fa parte della schiera di strategici (alcuni davvero buoni) usciti in questo inizio d’anno. Ma Men of War è diverso. Men of War è altra cosa. Rispetto alle ultime produzioni più blasonate (soprattutto quelle tra il fantasy e il fantascientifico), nell’RTS di casa 1C Company non potrete creare eserciti infiniti e prevaricare il nemico gettandogli addosso orde di creaturine, ma neppure avrete eserciti infiniti di piccoli omini senza valore: i vostri uomini sono soldati, utili proprio nella loro singola presenza, e ognuno sarà importante per arrivare alla fine. Men of War è poi lontano anni luce dall’imperativo categorico di passatempo facilone che impera nel panorama videoludico attuale: finalmente un titolo “osa” richiedere al giocatore molto di più di un frenetico “pigiapigia” di tasti, strategie scriptate e cavalcate verso il trionfo. Amanti di molti strategici attuali, ormai simili più ad action puri, siete quindi avvisati…

Men of War punta infatti sul realismo, ricreando fedelmente le atmosfere da guerra mondiale con una tale cura da spiazzare il giocatore, ma che da subito fa innamorare, soprattutto chi rischiava di perdere il sano gusto della “sfida intellettuale” tra strategici sempre più soft. Alla testa di unità mai troppo numerose (contro nemici al contrario agguerriti e in grande quantità) e di personaggi speciali legati alla trama, dovrete affrontare ogni sessione di gioco studiando bene ogni cosa, dagli spostamenti al terreno di gioco. Partire alla carica attaccando frontalmente, finalmente, non sarà MAI la soluzione giusta, e per più di un motivo. Prima di tutto, come accennato, sarete sempre in inferiorità numerica. Se la cosa non vi spaventa, aggiungiamo sul piatto che ogni vostro soldato (non solo i protagonistieroi come di solito accade!) è provvisto di un proprio inventario che sarà possibile arricchire raccogliendo ciò che il campo di battaglia offre (armi e munizioni dai soldati caduti ma anche carburante, e addirittura i mezzi “requisiti” al nemico): sicuri a questo punto di poter fare a meno anche di uno solo dei vostri uomini?

Ma la difficoltà non è data solo da questo aspetto: lo stesso terreno di gioco, analizzato a dovere, può far pendere l’ago della bilancia sulla vittoria o sulla sconfitta. Considerate che l’interazione con l’ambiente è tra le più complete mai viste: grazie ad un motore fisico convincente (che consente esplosioni e sparatorie realistiche), qualsiasi elemento dello scenario è distruttibile. Niente più palizzate di legno indistruttibili dietro cui rifiatare, anzi perfino gli edifici potrebbero crollarvi addosso sotto i colpi dell’artiglieria. E se credete che radere al suolo l’insediamento in cui il nemico è asserragliato sia una buona soluzione, pulita e veloce, potreste pentirvene amaramente in seguito, quando dovrete difendervi dal contrattacco e avrete solo macerie a coprirvi… Insomma, piena libertà di azione e piena responsabilità delle proprie azioni, che avranno sempre conseguenze: preparatevi a caricare spesso i vostri savegames perché non vi verrà perdonato nessun errore soprattutto a livelli di difficoltà elevati.

Una sfida a dir poco gustosa, non solo in multiplayer: anche l’AI dei nemici della campagna singolo giocatore è sviluppata in modo egregio, e sapranno stupirvi per acume tattico. Specialmente nei livelli più avanzati, il computer saprà stanarvi dai ripari e saprà anche bluffare, indicendovi in attacchi rischiosi per poi accerchiarci e colpire sui fianchi. Volete mettere la soddisfazione, sana e vera, di competere con qualcosa di evoluto, creato per divertire e non per farci vincere facile? A tutto questo ben d’iddio tattico, si aggiunge un aspetto estetico generale degno, ricco di dettagli, nel complesso molto buono, musiche ben orchestrate e un campionamento audio eccezionale sia per i mezzi che per le armi.

IN CONCLUSIONE
Se siete stufi di laser e scudi di forza, e cercate una guerra più concreta e coinvolgente, avrete al vostro comando delle truppe formate non da plotoni informi ma da singoli uomini, tutti a loro modo importanti. Se da un gioco esigete sfida vera, avrete un titolo che vi obbligherà pianificare con cura tutte le vostre azioni (fondamentali i briefing tattici). Se in un gioco pretendete un innamoramento duraturo e non una “sveltina” di un paio d’ore, avrete un titolo che vi impegnerà per diverse ore e dall’elevata rigiocabilità. Insomma, per gli amanti del genere, Men of War può tranquillamente trovare un posto tra i capolavori di questo 2009, e non solo.

GLAMOUR 8.5
TECNICA 9.0
GAMEPLAY 9.5
LONGEVITA 9.0
TOTALE 9.0

Simone Wiizard

Dilust
09-06-2009, 19:03
Ed ecco la seconda:


Da ETmagazine (http://www.etmagazine.it/dettaglio_articolo.php?title=Men%20of%20War&article_type=Review)

Men of War
Nelle guerre sono gli uomini che fanno la differenza

Più di un decennio fa uscì un gioco che fece penare non poco gli appassionati di strategia in tempo reale: Commandos. In tale gioco dovevamo occuparci di compiere alcune missioni chiave per riuscire a spezzare le linee nemiche facendo affidamento solo su di una manciata di uomini, un commando appunto. Men of War, in un certo senso, intraprende la strada tracciata dai pionieri dei Pyro Studios, allargando però l'orizzonte di opzioni disponibili nelle mani del giocatore.

Dopo i discreti successi di Soldiers e Faces of War i ragazzi di Best Way hanno continuato a sviluppare la loro idea di strategia arricchendola di nuove possibilità sino ad arrivare a Men of War. L'ultima fatica di questi sviluppatori risulta difficile da essere inserita all'interno di un unico genere videoludico. MoW si pone a metà tra Company of Heroes e Commandos permettendoci di controllare in alcuni casi solo una manciata di eroi ed in altri interi battaglioni. Il minimo comune denominatore dell'azione visualizzata su schermo è sicuramente la profondità tattica che permea tutta l'esperienza di gioco.

Ogni unità in base agli armamenti di cui dispone potrà compiere tutta una serie di azioni peculiari che spaziano dal minare un campo al riparare un mezzo corazzato che ha subito dei colpi da parte dei nemici, passando dal lancio di granate e l'utilizzo di varie postazioni fisse. In molte situazioni sebbene al comando di ingenti contingenti di uomini dovremmo comunque fare i conti con l'inferiorità numerica, vero e proprio elemento chiave del gioco. Per fortuna l'ottimo design delle mappe ci verrà incontro permettendoci di sfruttare a nostro vantaggio le coperture che ci verranno fornite dalle varie strutture che le animano.

Il gioco si snoda attraverso venticinque missioni che ci porteranno a combattere lungo i maggiori fronti caldi che hanno caratterizzato la seconda guerra mondiale. Una grande attenzione è stata posta nella riproduzione maniacale dei mezzi e degli armamenti realmente utilizzati dai tre schieramenti controllabili, Alleati, Russia e Germania. Ognuno di essi sarà immediatamente identificabile non solo grazie ai colori delle divise, ma anche e sopratutto per gli armamenti che lo caratterizzano, aumentando la fedeltà storica di MoW, peraltro già garantita dagli obiettivi delle missioni che prenderanno spunto da battaglie realmente avvenute.

All'interno delle battaglie potremo decidere di prendere il controllo di un solo mezzo o di un solo uomo, trasformando il gioco in uno sparatutto in terza persona, tuttavia questa possibilità risulta più un semplice orpello che un reale arricchimento del gameplay visto che non potremo seguire l'andamento della missione e spesso pregiudicheremo il buon esito della stessa. L'interfaccia che ci permetterà di controllare l'azione è molto completa e ricca di opzioni tuttavia risulta poco user friendly con icone un po' piccole ed una lieve sensazione di disordine che ci costringerà a qualche dura sessione di allenamento prima di avere tutte le cose sotto controllo.

Merita sicuramente un plauso l'implementazione della fisica, che ci permetterà di vedere carri armati che si distruggono perdendo pezzi in ogni dove, veicoli che si ribaltano realisticamente dopo aver subito un colpo di artiglieria e costruzioni che si sbriciolano sotto i colpi dei carri pesanti in base al materiale che le compone. Tutto questo ci permetterà altresi di ottenere ripari di fortuna, grazie alle modificazioni del terreno che seguiranno agli eventi bellici. L'intelligenza artificiale che controlla i nostri commilitoni si rivela discreta e ci darà una buona mano in caso che l'azione si debba sviluppare su più fronti permettendoci di poter abbandonare temporaneamente alcuni nostri soldati facendo affidamento sulla loro capacità di sfruttare le coperture presenti e di opporre una buona resistenza all'avanzata nemica. Altro discorso riguarda invece l'IA dei nemici, piuttosto stupida e che fa più affidamento sulla quantità che sulla qualità degli assalti.

Come tutte le produzioni di un mercato spietato come quello dei giochi pc, anche Men of War deve fare i conti con il budget che si ha a disposizione. Tale limitazione si vede sopratutto nella mancanza di rifinitura di alcune parti accessorie e fondamentali del gioco. Ad esempio a fronte di un aspetto grafico piacevole e ricco di effetti speciali ben realizzati, troveremo ad attenderci delle animazioni legnose ed a volte poco rifinite, con passaggi tra le stesse un po' macchinosi. Tale problema porta conseguenze anche a livello di gameplay costringendoci a tenere conto della lentezza nell'esecuzione di alcune di esse che potrebbe portare ad una disfatta del nostro schieramento. Ad esempio se un nostro soldato è impegnato a riparare un veicolo sarà meglio accertarsi che non vi siano nemici vicini, dato che l'animazione che cessa l'attività di riparazione è piuttosto lunga e permette ai nemici di trasformare il nostro povero commilitone in una bella groviera. Se da un lato questo può essere visto come un pregio per il realismo della simulazione, dall'altro può divenire frustrante ripetere la stessa missione dieci volte per la lentezza intrinseca in alcune azioni fondamentali.

Un altro evidente effetto del budget è la bassissima qualità dei filmati che raccontano la dimenticabile trama con un doppiaggio in italiano piuttosto triste. In alcuni casi ci verrà da chiedere perchè gli abbiano voluti mettere, molto probabilmente il gioco sarebbe risultato comunque divertente e sicuramente non ne avrebbe sentito la mancanza. Ultimo appunto: il bilanciamento della difficoltà. Se da un lato si deve necessariamente applaudire gli sviluppatori per la sensazione di realismo raggiunta dal titolo, tuttavia non si può fare a meno di notare che il gioco risulta dannatamente difficile già al livello di difficoltà più basso, rendendolo inaccessibile a tutti coloro che non siano dotati di una buona dose di pazienza e di acume tattico.

Voto 69

Andrea "Alathor" Lancioni


Che dire? :blabla:
Se avete altre recensioni da sottoporre aggiungete tutto qui. Ciao.

ToSo
09-06-2009, 19:49
Buonasera a tutti,
sono Davide Tosini, caporedattore di The Games Machine. Sono arrivato su questo forum grazie alla segnalazione di un utente di TGM Online, che frequenta questa community.
Ho letto le due pagine che compongono questo topic, e vi ho trovato offese stupide, pareri personali che pur non condividendo rispetto, considerazioni un po' vuote ma anche diversi spunti interessanti e critiche sensate.
Cominciamo con una "difesa", se me lo concedete, visto che non si è risparmiato un po' di veleno su quella che è una rivista in cui mettiamo tutti i mesi impegno e passione a profusione.
Posso garantirvi che nessuno a TGM fa le recensioni provando "al massimo una o due missioni SP". I giochi, quando possibile, li terminiamo prima di scrivere una sola riga di quella che sarà la recensione finale. Lo facciamo con i Bioshock ma anche con uno a caso degli sparatutto di City Interactive (che non è che sforni capolavoroni. Avete presente i vari Marine Sharpshooter? Ecco).
Per quanto riguarda il multiplayer, però, il discorso non è lo stesso. Ci sono dei tempi tecnici che spesso, purtroppo, ci impediscono di testarlo nelle stesse condizioni d'uso che poi sperimenta davvero l'utenza. Mi spiego meglio: capita sovente che si venga invitati, in sede di recensione, a partite con sviluppatori, beta tester, altri giornalisti, che però non funzionano da vero "stress test", il che rischia di rendere il giudizio che potremmo esprimere non corrispondente al vero. Per questo motivo, in questi casi preferiamo evitare di esprimere cose non vere. E come noi, credo adottino lo stesso metro tutti gli altri professionisti del settore.
Per quanto riguarda la recensione di MoW, posso dirvi che Ivan - che è un peccato non conosciate come persona - ha sviscerato il gioco per tutto il tempo che gli ho concesso per la recensione. Semplicemente, non gli è piaciuto, o non è stato sufficientemente lungimirante da vederci dentro quello che siete riusciti a vederci voi.
Siamo d'accordo sul fatto che, probabilmente, il nostro voto non ha tenuto in debita considerazione il multiplayer, aspetto cruciale di questa produzione, ma da qui a definirci "scarsi, poco professionali, superficiali" e via di questo passo credo ce ne passi parecchia, di acqua sotto i ponti, specie dopo aver illustrato il modus operandi che viene solitamente riservato all'online. Certo, avremmo anche potuto rischiare, se mi concedete il termine, dicendo "ha il multi più bello del pianeta, con un netcode della madonna che fa il giro da tanto è bello", ma quello sì, ci sarebbe parso poco professionale e/o disonesto nei confronti di chi ci legge.
Per quanto riguarda il paragone con Empire, come spiegavo a chi me lo ha chiesto su TGM Online, dovete tenere in considerazione che non tutti vivono di pane e strategia e quindi spesso si usano giochi arcinoti per raccontare a un pubblico più disattento o meno affezionato a quale famiglia appartiene - a grandi linee - questo o quel prodotto. Se notate, quando affrontiamo gli speciali "esterni" alla rivista, utilizziamo tutto un altro registro.
Quello che posso promettervi è che il gioco verrà riaffrontato e riesaminato in uno dei prossimi TGM After, rubrica che, come sicuramente saprete, ha proprio l'obiettivo di capire come si è sviluppato un titolo, che supporto ha avuto e se è andato meglio della nostra previsione (a volte capita, a volte no. Nessuno di noi ha il pratico kit "Gesù in 10 minuti", anche se mi farebbe troppo figo provarne uno :D).
Detto questo, mi scuso se ho "imbrattato" il vostro spazio, e non vi rubo altro tempo.

Buona serata a tutti,
Davide

Un paio di PS.
1- La rivista più venduta in Italia, come riporta la dicitura stessa in copertina, è quella degli amici Paolo Paglianti e Max Rovati, Giochi per il Mio Computer. TGM è la rivista più "longeva" del pianeta, in edicola da più o meno 21 anni, minutino più, minutino meno :)
2- Quando scrivete del lavoro di qualcuno, provate sempre a invertire i ruoli. Nessuno sta chiedendo di essere esente da critiche, ma credo che un po' più di serenità nell'analisi, nello scegliere i termini e, più in generale, nel rapportarsi con gli altri possa aiutare tutti noi a vivere meglio.

Ora vi mollo davvero, che vi sarà venuta la barba bianca a leggere 'sto kilo di post. :)
:grandpa:

albero78
09-06-2009, 20:04
Beh...quello che penso è che quella recensione è decisamente indifendibile e tu hai cercato, per motivi legittimi ma senza argomentazioni convincenti, di difenderla.
"Ognuno ha i suoi gusti", ovviamente e se a qualcuno non piace Men of War, mi sta bene. Il problema è il seguente: se Red Alert 3 (che ho gocato) prende un voto molto più alto di Men of War c'è veramente qualcosa che non torna, che non va o perfino che puzza.

Aggiungo un dettaglio sul multiplayer: come molti qui sanno non gioco molto e non amo il multiplayer per via della mancanza della possibilità di settare la velocità. Nonostante ciò credo che il singleplayer sia ampiamente sufficiente per definire questo gioco un vero capolavoro.

Concludo sottolineando che se siamo così arrabbiati con TGM è perchè, in un modo o nell'altro, è una rivista della quale abbiamo o abbiamo avuto stima.

Saluti,
Albero

XxRAxXDonRodrigo
09-06-2009, 22:42
Davide apprezzo la tua critica e capisco a pieno le tue ragioni, che condivido in buona parte.

Se posso dare un senso a tutto quello che è stato detto nei confronti della vostra recensione, il messaggio generale è "per favore non vi arrischiate a recensire cose che non avete provato in prima persona" :oops:
tutto questo si è scatenato perchè evidentemente le vostre opinioni hanno un peso nella comunity, altrimenti sarebbe passato in sordina.

Colgo l'occasione per ringraziarvi del lavoro che svolgete e sottolineo che state "lavorando", quindi questo ci legittima a criticare, visto che io la rivista la pago, non me la regalate mica :lol:

Spero che se un giorno vorrete approfondire MoW e che in quel giorno vi rivolgiate anche a questa community che ama visceralmente questo gioco e nella quale troverete persone che lo hanno analizzato fin nel minimo dettaglio.

Basta scrivere sennò faccio un kilo di post pure io!

Grazie e buon lavoro

Legio_IV Flav
10-06-2009, 09:46
Buongiorno Davide, apprezzo il tuo intervento nella misura in cui chiarisci certi punti di vista della vs. magazine e per la serenita' con cui ti sei buttato in questa arena, dissento pero' su un punto; sulla difesa dell'articolo.

Alcuni commenti sono forse andati sopra le righe, ma esprimono l'indignazione per quanto letto nella recensione, la quale, in molte delle sue parti, puo' essere considerata alla meglio 'grossolanamente non attinente'.

Mi rendo conto che non siamo di bocca buona e, dopo anni di battaglie e test su giochi RTS, qui siamo molto preparati (non solo per MoW) e a volte un po' altezzosi, pero' sappiamo riconoscere i cavalli di razza ed in un panorama come l'attuale, dove desolatamente la condizione del tipo di giochi che noi amiamo e' purtroppo sempre piu' 'leggera', non riconoscere e premiare certi gioielli e', a mio avviso, una colpa grave.

Chiudo permettendomi di ricordare che la missione di una qualsiasi rivista del settore e' far da 'guida' agli users in modo da essere avanti e dare un SERVIZIO. Quando quest'ultimo manca non si rende nulla al cliente.

Spero tu possa accettare queste mie come critiche costruttive.

Alberto alias LEGIO_IV Flav

ToSo
10-06-2009, 10:00
Perdonatemi, forse sono stato frainteso o, più probabilmente, non mi sono spiegato bene. Io non sto difendendo il testo, o almeno questa non è l'intenzione primaria. Io sto difendendo la nostra professionalità, che a mio modo di vedere non può essere svanita per una divergenza di opinioni, anche se marcata come in questo episodio.
Come ho già avuto modo di dire, vi prometto che rianalizzeremo il titolo nel TGM After, andando a valutare (o rivalutare, secondo diversi di voi) l'intera qualità del prodotto.

Buona giornata,
D.

Dilust
10-06-2009, 18:55
Colgo l'occasione per ringraziare il Sig. Tosini per essersi "lanciato" in questa arena virtuale.
Premetto che se offesa vi è stata al lavoro e alla professionalità della redazione di TGM ciò è avvenuto in modo accidentale ed involontario e per questo mi scuso.
Lungi da me il voler "attizzare" il flame sull'argomento o aizzare la folla contro TGM; il mio voleva essere solo un'analisi delle varie recensioni apparse in giro sulle riviste e sui vari portali online inerenti il gioco Men of War. Ho cercato di riportarne il maggior numero possibile aggiungendo anche i link per chi avesse voluto discutere le stesse nei luoghi di origine. Ed invitato tutti a discuterne in questa sede.

In questo "campo di battaglia" la recensione del Sig. Conte è divenuta bersaglio prediletto delle critiche della Community per due motivi:
1. perché, da un'analisi statistica dei voti delle recensioni, non solo italiane, ma mondiali, essa ricade nella coda bassa della normale-gaussiana dei voti comminati al gioco (parlano come mangio... significa che il voto a confronto degli altri, dati in altre recensioni, si è dimostrato basso e lontano dalle aspettative);
2. perché TGM è la rivista più longeva del settore, e forse ci si aspettava qualcosina in più.

Da rispettare sono le opinioni di tutti: sia quelle degli utenti-consumatori, sia quelle dei recensori. Ognuno può propugnare il proprio punto di vista e gli altri possono condividerlo o controbattere ad esso in disussioni aperte a tutti, il cui unico scopo è quello di creare un confronto costruttivo in cui tutti i particolarismi possono esprimersi liberamente. Il Web 2.0 ci aiuta in questo, ma porta inevitabilmente con se, grazie all'anonimato di cui ognuno si ammanta, una schiera di persone che se ne infischiano del confronto dialettico e che vogliono solo "gridare" le proprie convinzioni e punti di vista così da sovrastare le voci degli altri.

Ripeto: non era mia intenzione offendere il Sig. Conte o la redazione di TGM. Non mi sembra, tuttavia, che i miei commenti o quelli degli altri utenti in questa community (di cui accidentalmente sono anche il moderatore) possano considerarsi offese al lavoro e alla professionalità del Sig. Conte o della redazione di TGM. Se così è invece, mi scuso pubblicamente.

Ringrazio, di nuovo, il Sig. Tosini per averci sottoposto il suo punto di vista. Le prometto che ne terremo conto e che noi rivedremo i nostri di conseguenza (a questo serve il contraddittorio, no?). Lo invito altresì a visitarci di tanto in tanto, per tenersi aggiornato riguardo le evoluzioni della Community e dei progetti che essa sta portando avanti per il gioco. Due davvero interessanti: uno per una fazione italiana con veicoli e mezzi e l'altro per una campagna strategica-tattica in stile Total War.
Questi mi sembrano ottimi argomenti per un TGM After. Lei che ne dice?

Saluti,
Gaetano Di Lustro

Dilust
17-06-2009, 16:10
Aggiungo altre tre recensioni:


Da Game (http://www.gameplayer.it/recensione/men_of_war) - rivista gratuita di intrattenimento digitale

Men of War
La vera guerra targata Best Way

La guerra intelligente
Ultimamente si è vista una certa abbondanza nel settore degli RTS strategici di stampo bellico, e i più illustri, recenti e famosi rappresentanti sono forse Empire: Total War e Halo Wars. Ognuno di essi ha caratteristiche peculiari, che sono tuttavia ben legati agli standard del genere e che presentano tutta una serie di azioni da svolgere e di meccaniche di gioco già viste. Oggi ci troviamo invece ad analizzare nel dettaglio un prodotto profondamente diverso, forse poco adatto ai non appassionati ma che rappresenta una vera e propria piccola rivoluzione: Men of War, sviluppato da Best Way e Digitalmindsoft. Sviluppato come seguito di Soldiers: Heroes of World War II, raccoglie quanto di buono si era visto nel precedente capitolo, andando a migliorare incredibilmente in diversi settori e arrivando a ridosso delle qualità tecniche di molti suoi illustri concorrenti.

Grafica e gameplay: gli assi nella manica!
A quanto pare gli sviluppatori hanno posto molta attenzione nel comparto della grafica di Men of War, curata in ogni dettaglio e ben attrezzata in quanto a textures e numero di poligoni, come implicitamente confermato dalle cospicue risorse di sistema richieste durante la fase di installazione. Una grafica a conti fatti quasi ineccepibile, che si distingue per l’alto numero di oggetti presenti su schermo e per la buona qualità delle animazioni nelle fasi ingame, tuttavia nel corso della prova abbiamo notato un fastidiosissimo difetto: le cut scenes. Inadeguate rispetto al resto del gioco, sembrano quasi tirate via in fretta e furia, con una bassa qualità nei modelli poligonali ed una netta sensazione che sia equiparabile ad un cazzotto in un occhio. Fortunatamente non si tratta di un difetto enorme, soprattutto in considerazione di quanto è stato fatto, pregevolmente, in ambito gameplay. A livello di giocabilità ci troviamo infatti dinnanzi ad un titolo piuttosto spigoloso, poco consono ai giocatori alle prime armi nel campo degli RTS, caratterizzato da un livello di difficoltà globale veramente molto elevato, con una IA di alto livello, in grado di mettere “nei guai” anche i più esperti. Una CPU veramente ben studiata, che simula perfettamente e con un realismo mai visto in precedenza le tattiche di guerra in maniera dinamica e sempre varia, arrivando persino a finte offensive atte a farvi cadere in imboscate programmate con largo anticipo dalla IA. In una parola: fantastico.

Da soli o insieme?
Dilemma non da poco: affrontare la campagna di Men of War in modalità cooperativa o tentare il successo con le proprie forze? In entrambi i casi si tratta di scelte che implicano una serie di punti a favore ed altri a sfavore. Giocando in due contro la CPU, in locale o tramite internet, si incorre inevitabilmente nella non perfetta coordinazione tra i giocatori ed una mancanza di strategia a prova d’errore. Per quanto sia possibile pianificare o concordare tramite una chat vocale risulta sempre difficoltoso un approccio simile, soprattutto contro una IA di alto livello come quella trovata in Men of War. Più divertente è invece affrontare la campagna multiplayer online, dove potremo sfidare i nostri amici/nemici in avvincenti partite, con cinque campagne disponibili e con altrettante nazioni a disposizione, estendendo ulteriormente la longevità del titolo, che può contare su ben diciannove missioni nella modalità storia.

In conclusione
Men of War è una lieta sorpresa nel campo degli RTS di stampo bellico, con un alto fattore di difficoltà, ottime qualità grafiche ed un gameplay veramente niente male. Tutto corredato da una IA eccelsa, che rende le varie sessioni di gioco sempre imprevedibili e divertenti. Si tratta tuttavia di un gioco piuttosto complicato e poco adatto ai non avvezzi al genere, che potrebbero soffrire non poco l’iper-realismo che gli uomini di Best Way hanno sapientemente ricreato, delineando nel complesso il profilo di un videogame adatto agli amanti degli RTS ed agli appassionati della seconda guerra mondiale.

Pro:
+ Ottima grafica
+ IA di altissimo livello
+ Longevità considerevole

Contro:
- Adatto solo agli esperti
- Cut scenes graficamente inadeguate
- Telecamera a volte incerta

Voto Globale: 79 su 100

A cura di: Andrea "Xravy" Garroni

Dilust
17-06-2009, 16:12
Ecco la seconda:


Da Playing.it (http://www.playing.it/recensioni/men-of-war/recensione_563.html)

Men of War
La guerra come non l'avete mai vista...

Men Of War è la dimostrazione che quando una software-house quale la Best Way, decide di fare le cose in grande, curando la progettazione e lo sviluppo di un titolo nei minimi dettagli, i risultati prima o poi arrivano. Fondata nel 1991 in Ucraina e specializzata inizialmente nella progettazione hardware, software e networking, decisero di fondare una sezione dedicata allo sviluppo di videogiochi nel 1999 e a pochi anni dalla loro formazione ecco arrivare un bel titolo da giocare. La Best Way fece il suo ingresso nel mondo videoludico con Soldiers: Heroes of World War II, che vinse il premio per miglior titolo dell'anno 2004, miglior comparto grafico e miglior soundtrack alla premiazione degli Awards Gameland. A distanza di circa due anni venne rilasciato Faces of War, sequel di Soldiers, ed oggi ci troviamo a recensire un ulteriore capitolo, Men Of War, a sua volta seguito di Faces Of War. Ma entriamo più nei particolari.

Dopo una installazione abbastanza lunga, potremo intraprendere la nostra tanto amata (si fa per dire) guerra, che è collocata nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Il gioco avrà inizio con un filmato introduttivo che ci spiega quali sono i problemi nella nostra madre patria e sin da subito avremo la possibilità di cimentarci con l'uso della forza vero e proprio. Dopo circa 4 mesi di guerra che hanno portato e permesso all'esercito tedesco di avanzare lungo il confine tra Ucraina e Russia, dovremmo far di tutto perché il conflitto sviluppatosi tra Mosca e Kiev non pregiudichi la nostra definitiva resa. Le cose per l'Armata Rossa, facente parte dell'esercito russo e col quale prenderemo parte al gioco, sin da subito non andranno benissimo; infatti in questo periodo, precisamente nel Novembre del 1941, le forze rosse subiranno forti perdite a causa degli attacchi tedeschi, e per rimediare alla situazione di pesante inferiorità numerica, saranno arruolati tutti coloro che vengono ritenuti idonei. È il caso di due amici, entrambi studenti universitari e coi quali avremo un bel po' a che fare, che ben presto si trasformeranno da semplici accademici a soldati pronti a tutto pur di difendere la propria patria.

Naturalmente le fasi iniziali del gioco sono caratterizzate da una sorta di tutorial, che ci spiega quelli che sono i comandi principali per attaccare, spostare la truppa a nostra disposizione o riparare veicoli d'assalto quali cannoni, carri armati o furgoni blindati. Le missioni a cui prenderemo parte ci permetteranno di comandare un determinato numero di uomini e mezzi, molto raramente otterremo rinforzi in campo di battaglia; ciò fa ben capire che il grado di difficoltà è abbastanza elevato, anche se inizialmente il numero di soldati e mezzi da controllare sono assai ridotti. Per avere la meglio sul campo di battaglia, bisogna tenere ben conto del campo visivo che ogni mezzo o uomo ha, o meglio: cliccando col mouse su ogni singola unità sarà possibile osservare sul terreno di gioco, il raggio visivo dello stesso, quindi in caso di numerosi nemici nei paraggi sarà di fondamentale importanza tenere conto di questo aspetto. Oltre ad esso sarà necessario prendere la necessaria maestria ed abilità con eventuali attacchi a sorpresa o azioni atte a far ritirare provvisoriamente le nostre truppe. A tale scopo sono state inserite tutte una serie di granate, che vanno da quelle anticarro, utili per contrastare mezzi nemici, a quelle antiuomo fino ad arrivare a quelle fumogene, ideali per sconvolgere e confondere le idee al nemico.

Il gameplay in Men Of War è basato sulla gestione precisa ed accurata delle truppe a nostra disposizione e quindi, cosi come abbiamo la possibilità di controllare singolarmente ogni unità, avremo anche la possibilità di gestire internamente le stesse. Tale aspetto è fortemente intuibile dall'inventario, accessibile con la pressione del tasto “I”, il quale permetterà di creare, modificare o eliminare gli oggetti presenti nel nostro equipaggiamento. Sarà inoltre possibile raccogliere eventuali armi, munizioni ed interi kit di riparazione dai soldati deceduti. Tutto ciò crea però, con l'innalzarsi del numero di unità da controllare, una situazione di elevata difficoltà che col passare delle ore di gioco sembra quasi svanire del tutto, vista l'elevata praticità che riusciremo a raggiungere.
Agli amanti del genere di sicuro non dispiacerà il fatto che l'interfaccia di gioco in Men Of War, risulta essere davvero semplice e facilmente intuibile: in basso a sinistra del nostro monitor saranno elencate le informazioni principali quali obiettivi di gioco, cronologia dei messaggi, la mappa che può essere disattivata e che permette di settare il grado di trasparenza più consono ai nostri gusti, l'inventario ed ancora, altri due pulsanti che evidenzieranno sul campo di battaglia le armi che possiamo raccogliere ed i cadaveri dei soldati morti. Sul settore di destra dello schermo invece sono stati inseriti una decina di tasti che permettono di dare ordine veloci ed immediati, di sicuro effetto.

Le mappe e le ambientazioni di gioco, nonostante non siano di dimensioni molto vaste, propongono una dose di dettagli ed elementi con cui interagire quali alberi, fiumi, case, fattorie, colline e posti di blocco militari davvero elevata; tali strutture torneranno molto utili per dare riparo alle nostre truppe, anche se tale mossa si rivelerà solo una tattica temporanea utile per prendere un po' di tempo e fiato, visto che, grazie al motore grafico GEM, tutto può essere distrutto e ciò farà sicuramente contenti i fan del genere, stufi di vedere abitazioni, caserme e quant'altro ci si proponga sul terreno di gioco, che non è minimamente scalfibile, nemmeno a colpi di lanciarazzi. Ottimo anche il motore fisico, che permette di avere esplosioni e sparatorie realistiche.
Per quel che riguarda la telecamera, la visuale è stata calibrata in maniera eccellente, con la concreta possibilità di aumentare o diminuire lo zoom sull'azione di gioco o compiere inquadrature a 360° per avere una visione più precisa del campo di battaglia.
Stupendi a nostro modo di vedere i briefing tattici che introducono le missioni, con essi avremo indicazioni utili per la missione da affrontare ed il quadro completo di ciò che dobbiamo aspettarci dalle forze nemiche. Oltre a tutto questo, se non dovessero bastarvi le 25 missioni inserite nella modalità singleplayer, potrete cimentarvi con la modalità multiplayer tramite LAN o connessione internet con accesso ad un account su GameSpy, essa infatti garantisce ulteriore longevità e divertimento al titolo.

Conclusioni:
Un titolo davvero ben fatto, graficamente all'altezza e con scene video magari non di altissima risoluzione ma con un comparto sonoro di grande stile che permette a chi lo gioca di caricarsi a dovere per affrontare la dura battaglia che lo aspetta. Stupendo il doppiaggio, completamente in lingua italiana, che fornisce alla trama, già di suo costituita da basi solide, un ulteriore salto in alto. Da citare anche la possibilità di disattivare la tanto famosa “nebbia di guerra” e l'estrema velocità dei salvataggi di gioco. Insomma tirando le somme Men Of War è sicuramente uno di quei titoli da avere, almeno se si è appassionati del genere; poco consigliato ai neofiti che, vista la difficoltà, potrebbero decidere di arrendersi ben presto a questa nuova esperienza di gioco.

Pro:
Ottimo comparto sonoro
Interfaccia di gioco chiara ed intuitiva
Briefing pretattico ben ricreato
Multiplayer ricco e divertente

Contro:
Scene video migliorabili
In alcuni casi difficile da giocare

Valutazione 8,1 su 10

Dilust
17-06-2009, 16:20
Da Gamefun (http://www.gamefun.it/pc/?view=recensione.php&viewid=2199)

Men Of War
Quando un RTS diventa strategia pura.

Dobbiamo essere sinceri e partire da quelle che potrebbero essere le conclusioni.
Le prime impressioni su questo gioco non hanno molto convinto sul lavoro di 1C Company. Vuoi per i filmati di intermezzo veramente penosi, vuoi per la mancanza di un tutorial vero e proprio dove apprendere i primi rudimenti di gioco, vuoi per il pessimo sistema di gestione delle telecamere... un sacco di fattori all’apparenza inutili, ma fondamentali per quel che riguarda la personalità di un casual gamer che si ritrova di fronte ad un titolo del genere.
A parte questi piccoli (o grandi, dipende dai punti di vista) difetti, Men of War è uno strategico con la S maiuscola. Ci ritroveremo a comandare un drappello di uomini, pronti a lottare con le unghie e con i denti contro l’orrido nemico nazista.
Scopriamo assieme se queste sono conclusioni troppo affrettate e se sotto l’apparenza c’è qualcosa di nuovo…

Tu chiamale se vuoi, impressioni
Come già detto nel paragrafo introduttivo, Men of War non ci ha convinti appieno. Evidentemente negli studi di produzione hanno deciso di toglier di mezzo tutti quei piccoli extra (anche fondamentali, come ad esempio il tutorial) per concentrarsi sulla strategia vera e propria.
Un titolo encomiabile sul versante strategico, mediocre per tutto il resto. Difficilmente troveremo un RTS con una Intelligenza Artificiale nemica così avanzata; i nostri avversari, anche ai livelli più bassi, opporranno una fiera resistenza ed una serie di implicazioni strategiche durante il combattimento che renderanno difficile lo svolgimento delle missioni... ma non è tutto oro quello che luccica.
Se da una parte abbiamo questa impressionante capacità guerresca dei nostri avversari, dall’altra i controlli per il nostro gruppetto di uomini sono confusi, ed in alcuni casi imprecisi; citiamo ad esempio un’azione nella quale dovevamo colpire un gruppo di soldati tedeschi. Il buonsenso vuole che con una serie di granate avremmo risolto il problema…peccato che per lanciare le granate tutti i nostri soldati si sono diretti con noncuranza di fronte ai nemici, finendo crivellati di colpi prima ancora di staccare la linguetta agli ordigni.
A ciò va aggiunto il sistema di controllo delle telecamere che rasenta l’insufficienza. Sarà difficile impostare bene la telecamera in quanto la sensibilità del mouse impazzirà improvvisamente, così come quando decideremo di guardarci intorno muovendo il cursore lungo i bordi della mappa: se per andare in avanti ci impiegheremo un’eternità, per tornare indietro saremo più veloci di Flash Gordon.
Tornando al discorso iniziale, non ci va proprio giù che non sia presente uno straccio di tutorial, o meglio, un tutorial più lungo. Ogni tanto appariranno messaggi a video che ci diranno quali tasti usare in determinate occasioni... peccato che subito dopo uno script, dove uno dei personaggi comincerà a parlare fornendo importanti informazioni strategiche, finirà per oscurare il messaggio lasciandoci abbastanza basiti e con le idee strateghiche un po’ in confusione.

Ah! L’arte della guerra!
Come già detto, non tutto è da buttare. Le missioni in Men of War sono varie e mai noiose, con avversari gestiti dal computer somiglianti tutti dei a dei novelli Cesare, data la loro capacità in guerra.
Assisteremo a manovre a tenaglia, falsi attacchi e false ritirate, imboscate, accerchiamenti e tutto ciò che potremo vedere all’interno di un gioco di guerra.
Da aggiungere un piccolo particolare che ha riportato alla memoria titoli immortali come Commandos, ossia il campo visivo delle unità nemiche. Questa particolarità ci viene in aiuto quando ci ritroveremo ad affrontare sbarramenti avversari, aggirandoli semplicemente e potendo così portare a termine la missione.
Sotto questo punto di vista, il lavoro di 1C Company è encomiabile, a fronte di un budget per il titolo veramente risicato. Evidentemente han pensato bene di creare un titolo abbastanza ostico, lasciando da parte ogni orpello grafico.
La schermata di gioco a prima vista non sarà troppo complicata, con la classica minimappa in basso a sinistra, ed una serie di opzioni legate ai personaggi in gioco. A tal proposito è bene segnalare la buona quantità di armi disponibili, oltre al sistema di inventario (altro punto in comune con Commandos) che ci permetterà di portarci appresso un vero e proprio arsenale.

A livello grafico, Men of War si presenta come un titolo “vorrei ma non posso”. Se da un lato abbiamo una discreta animazione dei personaggi giocanti e degli avversari, uniti ad un buon sistema di rappresentazione grafica del territorio, dall’altro abbiamo un doppiaggio non troppo ispirato e dei filmati di intermezzo che sembrano essere usciti dalla fine degli anni ‘90 (vedere per credere i personaggi con la bocca serrata che gesticolano furiosamente e che sembrano parlare in telepatia).
Nonostante tutto questo comunque, il titolo 1C Company si presenta con un comparto grafico discreto, ma non eccezionale.

Conclusioni:
Sinceramente, è difficile valutare questo titolo. Men of War è uno strategico puro, a tratti molto difficile e destinato a chi vive di pane ed RTS; ma sarà allo stesso tempo visto come un oggetto dalle potenzialità sconosciute per i casual gamers, anche grazie all’assenza (inspiegabile) di un tutorial che spieghi tutte le possibilità che il gioco stesso offre.
La grafica di certo non è il punto forte del gioco, così come sonoro ed il sistema di controllo impreciso, ma, chi adora gli RTS di matrice storica, si lascerà alle spalle tutto questo, per darsi al combattimento sfrenato contro i tedeschi in divisa grigia.

Pro
IA nemica molto abile
Missioni varie e divertenti

Contro
Molto difficile, soprattutto per i neofiti
Mancanza del tutorial
Grafica attempata

Voto: 7

13/04/2009
Alberto Ziello


L'autore ha individuato correttamente i punti deboli del gioco ma nel redigere il suo articolo adotta uno strano stile: enfatizza solo ed unicamente le suddette pecche e poco o per nulla descrive gli altri particolari del gioco, trascurandoli del tutto.
Cosa che è poi ribadita dal voto finale. Nella mia mente bacata immagino che egli abbia usato lo stesso metodo decimale di valutazione che usava la mia maestra alle elementari: un sei è un sufficiente; un sette un buono; un otto un discreto; ecc. ecc. insomma il gioco è classificato come buono anche se nell'articolo se ne evidenziano soprattutto i limiti.
L'autore dell'articolo si è forse dimenticato di scriverne e pubblicarne una parte?

[A][GIO]-Max
28-07-2009, 10:38
Da Iniziopartita (http://www.iniziopartita.it/article.asp?sez0=2&sez1=0&art=9322&n=1)

Men of War (PC)
Voto: 80/100
Strategico (Completamente in italiano, Guerra)

Men of War è lo strategico in tempo reale prodotto da 1C Company e sviluppato dai ragazzi della Best Way in collaborazione con la Digitalmindsoft. È uno dei tanti titoli sulla seconda guerra mondiale che cerca di rivoluzionare il genere degli strategici in tempo reale e, sotto certi aspetti, ci riesce anche. Come Cryostasis e Necrovision, rilasciati recentemente e prodotti sempre da 1C Company, anche questo videogame è un prodotto d’avanguardia e rifinito in ogni dettaglio, e farà la gioia di chi cerca uno strategico intelligente e ben congegnato, capace anche di dare una certa soddisfazione sul piano tecnico degli scontri e della tattica.

Qualche similitudine?
Men of War è uno strategico in tempo reale che ci proietta immeditamente sul campo di battaglia, attraverso brevi introduzioni che ci mettono subito all’opera. Per certi versi somiglia molto ai titoli della serie di Warhammer e cioè quei giochi che ci dotano di un esercito e di un certo numero di personaggi con i quali dovremo compiere le missioni. Di conseguenza si discosta da prodotti come Age of Empire, Starcraft o Command & Conquer, nei quali potremo costruire le basi e sfornare unità in continuazione; piuttosto Men of War ci tiene a far notare la matrice realistica e la sofisticata tattica da adottare, che non si risolve in una mera superiorità numerica delle proprie unità, bensì in qualcosa di molto più complesso.

Un po’ di storia:
1C Company è stata fondata in Ucraina nel 1991 ed è specializzata nella progettazione hardware, software e nel networking. Nel 1999 decisero di fondare una sezione dedicata ai videogiochi e pochi anni dopo saturarono il mercato con “Soldier: Heroes of World War II”, che vinse il premio per miglior gioco dell’anno 2004, miglior comparto grafico e miglior soundtrack alla premiazione degli Awards Gameland.
Oggi ci troviamo a recensire Men of War, il seguito di Faces of War, che a sua volta è il seguito di Silent Heroes... chissà se questo titolo ci riserverà le stesse sorprese dei suoi predecessori!

La stessa guerra da tre punti di vista, con originalità!
Come già accennato prima, il gioco è uno strategico in tempo reale basato sulla Seconda Guerra Mondiale. Men of War inizia con un mediocre filmato introduttivo che spiega, a grandi linee, la situazione bellica. Siamo alle porte della Russia: dopo 4 mesi di guerra, l'esercito tedesco è riuscito ad avanzare lungo il confine tra Ucraina e Russia, e nella nostra prima missione dovremmo far di tutto perché il conflitto sviluppatosi tra Mosca e Kiev non vada a delineare la nostra definitiva resa. Le forze russe nel Novembre del 1941 subirono forti perdite a causa degli attacchi tedeschi e, per rimediare alla situazione di palese inferiorità numerica, vennero arruolati tutti coloro che potessero essere ritenuti idonei al combattimento. Noi vestiremo i panni di Smirnov e Kuznetzov, due giovani ragazzi universitari che si arruolano per salvare la patria.
La campagna americana, invece, verte su Terry Palmer, giornalista antiguerra, vittima dell’arruolamento forzato nell’esercito, ritrovatosi nel mezzo dell’operazione “Torch” in Algeria.
Nella campagna tedesca, infine, vestiremo i panni di Gunther Borg nell’operazione “Mercurio” e nella successiva conquista di Creta.
La scelta di Best Way di far immedesimare il player nei panni di alcuni personaggi storici permette di immergere gli stessi nel vivo della situazione, con originalità (visto soprattutto l’argomento, ormai trito e ritrito). Fornire al protagonista una storia di fondo rende l’avventura più profonda e più “viva”, sicuramente meno anonima; questo non toglie che i programmatori si siano sforzati nel realizzare un prodotto di qualità anche sotto il profilo tecnico.

Il tutto a portata di click!
L’interfaccia di gioco è semplice ed intuitiva: dalla barra alla base dello schermo potremo selezionare i vari tipi di unità, attivare e disattivare la mappa, leggere gli obbiettivi, evidenziare sulla mappa la presenza di oggetti utili e così via. Nel riquadro in basso a destra, invece, potremo gestire tutte le azioni del soldato selezionato in quel momento, per comprendere le quali magari sarebbe stato d’aiuto un tutorial un tantino più approfondito. Mentre in basso a sinistra saranno elencate le informazioni principali quali gli obiettivi di gioco, la cronologia dei messaggi, ecc. Quando si seleziona un personaggio è possibile vedere subito le azioni che è in grado di svolgere, come curare o aggiustare carri armati, poiché non tutti possono fare di tutto. Sempre nella parte più sotto si vede l’arma usata ed anche la quantità di munizioni: scelta alquanto particolare per uno strategico.
Selezionando un’unità nemica si potrà notare, in rosso, lo spettro di visibilità del nemico e conseguentemente sviluppare una strategia offensiva appropriata.

IA interessante o mera superiorità numerica?
Il gioco permette la scelta di tre diversi livelli di difficoltà. Oltre al livello più semplice, nel quale i nemici si espongono alla crivellazione dei nostri colpi, le altre opzioni permettono di mostrare la vera anima del gioco: non ho mai visto l’IA far muovere gli uomini con una strategia ben pianificata come questa! Gli avversari si nascondono dietro ogni riparo, fra gli alberi, sulle buche del terreno e quant’altro; altri ti aggirano e ti attaccano alle spalle. Dovremo controllare continuamente il radar per vedere se ci sono nemici vivi e potenzialmente pericolosi nelle vicinanze, poiché alcuni sembrano morti ma sono semplicemente distesi in posizione da cecchino! Oltre questo, però, prende il sopravvento la mera superiorità numerica, e come sempre le proporzioni sono nettamente differenti: uno dei nostri contro cento dei loro, o quasi.

Giocabilità classica con qualche chicca!
Men of War offre un gamplay classico volto, però, ad un approccio realistico delle strategie offensive: questo farà si che si debbano gestire le diverse situazioni con precisione ed accuratezza, poiché le truppe a nostra disposizione saranno davvero contate.
Il realismo è anche oltremodo abusato, come nel caso del lungo tempo impiegato dai tecnici per riparare i cingoli dei veicoli in panne, oppure relativamente al numero di munizioni disponibili di ciascun soldato. La cosa innovativa di questo strategico è che ciascun soldato dispone di un inventario ed è possibile frugare fra i morti per raccogliere armi e munizioni, come in un gioco di ruolo o in uno sparatutto. Le scelte fatte dai programmatori sono più o meno condivisibili, ma sicuramente rendono il gioco avvincente e diverso dagli altri.
Come già accennato in precedenza, la strategia svolge un ruolo fondamentale e spesso ci troveremo in forte svantaggio numerico: è ovvio che un approccio frontale risulterà quasi sempre fatale. Per portare a termine con successo una missione sarà necessario quindi fare economia di risorse e soldati, sfruttare l’ambiente a nostro favore ed ovviamente avere un approccio tattico, ben definito e completo.
Altra interessante chicca riguarda la possibilità di controllare direttamente la singola unità, in questo modo potremo muovere un soldato con le frecce direzionali, mentre si mirerà e si sparerà con il mouse. Nonostante l’aggiunta di questa componente action, il titolo è esclusivamente orientato verso l’approccio strategico; infatti, questa opzione è solo un accorgimento per garantire un metodo di controllo meno ostico nelle missioni di infiltrazione, in cui utilizzeremo un soldato alla volta.
Il controllo della visuale di gioco, completamente gestibile dal giocatore, è talvolta macchinoso: spesso avremo bisogno di aggiustamenti per poter scovare le unità nemiche e poterle puntare.

Un comparto tecnico spettacolare!
La grafica, già dalle prime impressioni, è molto bella e curata nei minimi dettagli. Il prezzo da pagare sono delle richieste hardware esose e non alla portata di tutti, pena un rallentamento del sistema e scatti a non finire. Il motore grafico è ricco di dettagli, e regala texture di qualità e modellazioni poligonali davvero superbe per uno strategico. La palette di colori utilizzata non lascia spazio a molta fantasia: i colori sono quelli della guerra, sicuramente non sgargianti ed accesi, ma solitamente cupi e tristi. Ottime le soluzioni volumetriche di fumo ed esplosioni; persino i generali, quando sono fermi in pausa, si mettono a fumare il sigaro, per non parlare poi dell’intero ambiente di gioco completamente distruttibile, con i relativi effetti di crollo che lasciano solo macerie che fumano e cenere. Gli effetti speciali non si fermano qui: avremo alberi che si incendiano, ghiaccio che andrà in frantumi con le granate ed i colpi di mortaio, polvere che segnerà il passaggio dei mezzi e cosi via; insomma, un lavoro davvero ben fatto!
Le animazioni sono fluide ed armoniose: potremo vedere i soldati che salgono sui mezzi o che ne fanno uso come copertura. Sono davvero ben realizzate alcune sequenze di morte, rese in modo molto crudo e d’effetto.
Lasciano “alcune” perplessità i filmati d’intermezzo, la cui realizzazione non è all’altezza della qualità generale del prodotto, e ai quali avremmo preferito dei brevi spezzoni in grafica di gioco.
L’audio si rivela buono e con suoni ben campionati ed usati con sapienza. Se disponete di un buon impianto audio potrete udire il fischio delle pallottole o l’esplosione defragrante di granate e mezzi che schiantano. Le colonne sonore sono incalzanti ed epiche.

In conclusione...
1C Company, come da tradizione, promette un titolo buono e ricercato: con la collaborazione di Best Way e 505 Games ha prodotto un videogame epico dall’argomento bellico retrò, ma con decise innovazioni tecniche.
Men of War è uno strategico in tempo reale che del realismo ha fatto il suo cavallo di battaglia. Sicuramente non adatto al casual gamer, ma ad un pubblico amante degli strategici che dovrà impegnarsi e spendere parecchio tempo nel pianificare strategie ineccepibili per poter vincere la battaglia.
Composto da un gameplay intuitivo (ma con un certo livello di profondità e complessità), si rivelerà completo e pieno di chicche, come la scelta dei tipi di proiettili o delle mine da usare. Contornato da un comparto tecnico decisamente sopra la media, il risultato non può che essere ottimo.

Articolo del 10/07/2009
di Mauro Buratto

Kargan
10-11-2010, 10:47
CoH e DoW possono essere dei bei giochi, ma paragonati a Men of War sono semplici arcade da una serata, e io non gioco neanche in MP, ma solo in Single Player.
Non c'è nessun gioco dello spessore di MoW al momento, come lo era per Jagged Alliance 2 per i tattici, a suo tempo (e anche tutt'ora).